28/09/13 Aggiornato il:

Hermann Hesse | La gioia del pittore



La produzione con penna e pennello per me è il vino, la cui ebbrezza scalda e abbellisce la vita in modo da renderla sopportabile”- Hermann Hesse, 1920.

Gioia del pittore

I campi portano grano e costano denaro,
sono insidiati i prati dal filo spinato,
bisogno e avidità hanno allignato,
tutto appare murato e corrotto.

Ma qui nei miei occhi alberga
un ordine diverso di ogni cosa,
si estingue il violetto, la porpora troneggia,
di lei io canto la canzone innocua.
Giallo su giallo, e giallo unito a rosso,
fresco azzurrino velato di rossore
luce e colore balza di mondo in mondo,
s'inarca e risuona in onde d'amore.

Regna lo spirito che ogni morbo guarisce,
risuona verde da rinata sorgente,
nuovo e ricco di senso il mondo si spartisce
e il cuore si fa lieto e lucente.

La pittura si rivela per il Premio Nobel per la Letteratura Hermann Hesse 1877-1962, un potente mezzo di recupero della propria armonia interiore, una salutare via di fuga dalla realtà, quando questa diventa troppo dura da accettare e sopportare, un mezzo per sfuggire alla depressione senza perdere il contatto con la vita reale e rifugiarsi nella pazzia, come hanno fatto prima e dopo di lui tanti artisti, molti dei quali appartenenti all'Espressionismo tedesco: egli ne è cosciente, tanto che dice, descrivendo un suo particolare, difficile momento:"Allora mi feci piccino piccino ed entrai nel mio quadro, salii sul trenino e penetrai con esso nel piccolo tunnel nero... poi il fumo si ritirò e svanì, e con esso tutto il quadro con me insieme".
La storia personale ed umana del grande maestro della cultura europea del '900 è travagliata e sofferta, sovente scandita da gravi crisi depressive, ed è proprio per alleviare il suo "male di vivere" che gli viene consigliato di dedicarsi alla pittura, una forma di arte-terapia che gli psicoanalisti che si susseguono alla sua cura giudicano particolarmente adatta alla sua personalità creativa.

Nel corso di molti anni, Hesse dà vita ad una produzione artistica copiosissima, caratterizzata da una tavolozza cromatica molto vivace e da tematiche quasi sempre desunte dall'osservazione della natura: determinante in questo senso fu per lui il trasferimento in Svizzera, nel ticinese, a contatto di paesaggi naturali di eccezionale bellezza.

Hesse pittore è un autodidatta, seppure di eccezionale talento, e dell'autodidatta conserva una freschezza espressiva che sconfina spesso in una certa ingenuità visionaria che impedisce ogni presa di posizione intellettualistica: molto più che lo scrittore Hesse, il pittore sembra immerso in un contatto profondo, ancestrale, radicato con la natura intesa come madre-terra, come sorgente di vita, custode di ogni certezza, in una forma empatica che lo coinvolge e lo esalta come nient'altro e gli fà dire:"Dipingere è meraviglioso".