14/08/14 Aggiornato il:

Moses Levy ~ Post-Macchiaioli painter




Moses Levy [Tunisi, 1885 - Viareggio, 1968] was born in Tunis of a British father and an Italian mother. His son is the Tunisian-based painter Nello Levy. Moses trained in Italy - in Lucca, Florence and the studio of Giovanni Fattori - and was subsequently active in Viageggio. He spent almost the whole of his life in Tunisia, but continued to travel frequently between the northern and southern shores of the Mediterranean. He was a member of the Group of Four in Tunis in 1936, and the Group of Ten in 1947. He was a member of the Tunis School from 1950, but eventually settled in Viareggio where he died.








His work falls into two broadly distinguishable periods: his early works are clearly influenced by Art Nouveau in their use of sinuous line and coloured masses, while paintings executed after 1928 feature broad, vigorous brushwork. Levy’s depictions of Tunisian life were strongly influenced by Marquet. Tunis’ lively souks, Jewish quarter and beach are evoked in a bright palette dominated by blues, reds, pinks and ochres. His work featured at the Paris Biennale in 1921 and 1923, and he exhibited regularly at the Tunis salon, throughout North Africa and in France. He held solo exhibitions in Florence, Milan, Lucca, Pisa, Livorno, Viareggio and Tunis from 1923-1957.
























































Moses Levy (Tunisi, 3 febbraio 1885 - Viareggio, 2 aprile 1968) è uno dei più importanti incisori del Novecento italiano. Iniziò a studiare alla scuola italiana della sua città natale, ma dopo essersi trasferito in Italia si iscrisse all'Istituto d’Arte A. Passaglia di Lucca, nel 1900, accanto Lorenzo Viani, che ne divenne compagno di studi. Levy e Viani frequentarono insieme anche i corsi della Scuola di Nudo dell’Accademia di Belle Arti a Firenze, tenuti dal maestro Giovanni Fattori.
Iniziò l’attività espositiva attorno al 1902 a Roma, Firenze e Milano, ma ottenne il suo primo riconoscimento nel 1907, alla VII Biennale di Venezia.
L’anno successivo, a seguito della morte del padre, fece ritorno a Tunisi, dove perfezionò la sua conoscenza in merito alle tecniche incisorie. Nel 1918, trasferitosi a Viareggio, iniziò a partecipare alla vita culturale della Versilia, continuando a partecipare alle maggiori manifestazioni espositive italiane ed internazionali.
Nel 1911 fu organizzata la sua prima mostra personale presso la Camera di Commercio e d’Arte Italiana a Tunisi, seguita dalla partecipazione, nel 1912, alla 81° Esposizione Internazionale della Società Amatori e Cultori a Roma, ed alla Primaverile di Firenze.
Sono gli anni nei quali l’artista dedica buona parte della su attività alla grafica, sempre alternandola alla pittura, ispirandosi ai luoghi della sua terra natale ed alla Versilia contadina. Proprio la passione per la grafica lo portò a conoscere Renato Natali ed a respirare l’aria culturale del Caffè Bardi, dove si dedicava molta attenzione allo studio della litografia, dell’acquaforte e del disegno.
In questi primi decenni del Novecento e negli anni successivi continuò a partecipare ad importanti manifestazioni in tutta Italia e alla fine degli anni Venti compì importantissimi viaggi formativi che lo condussero in Algeria, Marocco, Andalusia, Portogallo e nel nord Europa.
Insieme a Renato Natali e Llewelyn Lloyd tenne una personale a Bottega d’Arte, seguita da un’altra personale a Tunisi, proponendo in entrambe una serie di dipinti e di incisioni.
Nel 1928 tenne una personale alla Scopinich a Milano e partecipò alla XVI Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, presso la quale tornò anche negli anni successivi.
Spinto dall’inesauribile curiosità e voglia di sperimentare si recò a Parigi, dove aprì uno studio a Montparnasse ed aderì all’École de Paris, restando particolarmente affascinato dal linguaggio decorativo di Henri Matisse. Successivamente, nel 1939, dovette trasferirsi nuovamente a Tunisi, per sfuggire al clima di persecuzione razziale che si stava diffondendo in Francia.
Moses Levy fu, inoltre, tra i fondatori del Groupe des Qatre, con Antonio Corpora, Pierre Boucherle e Jules Lellouche. Gruppo, che fu successivamente ampliato divenendo Groupe de Dix ed infine École de Tunis. Fece ritorno in Italia, precisamente a Firenze, nel 1945, proseguendo un’intensa attività espositive tra L’italia e Tunisi.
Dal 1962 si stabilì definitivamente a Viareggio, dove morì nel 1968.
Moses Levy conduce la sua ricerca artistica con occhio attento ed indagatore, ma discreto, quasi a non voler disturbare l’allegria dei personaggi, spesso villeggianti, da lui ritratti. Nonostante abbia viaggiato molto, Tunisi, Parigi e Viareggio restano per lui i principali punti di riferimento, così come l’incanto del paesaggio mediterraneo che non lo abbandona per tutto il corso della sua carriera. Partendo dalla tradizione pittorica toscana, in particolar modo post-Macchiaiola, si affaccia all'arte francese e si lascia catturare dalla luce delle spiagge versiliesi. Con l’approfondirsi delle sue indagini coloristiche e l’arricchirsi della sua esperienza parigina, la sua pennellata si fa più vibrante, accesa, delineando corpi e profili che sembrano dotati di movimento. I temi più cari all'artista sono quelli legati al suo vissuto personale, ritroviamo quindi le spiagge della Versilia unite alle scene di vita ed ai colori di Tunisi. Oltre alla pittura, altra grande passione è per Levy la grafica, attraverso la quale propone immagini intense, che, partendo dalla tradizione di Giovanni Fattori, si rivolgono verso le ricerche moderne e francofone, influenzato dalle opere grafiche di Lorenzo Viani, sperimentando un innovazione del linguaggio grafico in relazione alla pittura.