03/08/15 Aggiornato il:

Leonardo Bazzaro | Impressionist painter




Leonardo Bazzaro (Milan, 1853-1937) was an Italian painter mainly of landscapes and interior vedute. After picking up the basics in the studio of the painter Gaetano Fasanotti, Bazzaro enrolled at the Brera Academy in Milan, where he was awarded the Fumagalli Prize in 1875. The following years saw a series of perspective views set in Milanese churches and mansions. Among his paintings from 1881-1887, are the Interior of the Church of the Carmine, (Brera), Interior of the Choir of San Vittore, Interior of Sala Verri, The Ponte dei Sospiri, Investiture of Monks in Monastery, Canal near Corsico; and Scena sul Naviglio.









The success achieved with the public and critics alike at a number of major national and international events prompted him to take an interest also in portraiture and in both rural landscape and cityscape painting; for the latter, his favorite settings were Venice and Chioggia. The works of the 1880s and 1890s also include increasingly intimate scenes of everyday life in the setting of Valsassina, Valle d’Aosta and Verbano. Bazzaro continued to take part in numerous exhibitions in the region of Lombardy as well as the Venice Biennale and the Rome Quadrenniale right up to his death, always achieving great success with collectors and being asked to execute replicas of his most popular subjects. His brother Ernesto Bazzaro was a sculptor.































































BAZZARO, Leonardo - Nacque il 13 dic. 1853 a Milano, da Ambrogio, commesso in un negozio di stoffe, che poi rilevò e gestì in proprio, consentendo in tal modo ai figli Leonardo ed Ernesto di dedicarsi all'arte.
Il B. ebbe i primi rudimenti d'arte dal pittore G. Fasanotti; poi all'Accademia seguì un regolare corso. di studi alla scuola di G. Bertini, che i giovani preferivano a quella dello Hayez; e come gran parte dei suoi condiscepoli, iniziò la sua attività con una serie di quadri di interni, lodati dal maestro e apprezzati sul mercato artistico. Qualche suo studio di figura potentemente colorito e chiaroscurato, e particolarmente l'Autoritratto giovanile esistente nella raccolta Gussoni (Milano), sta a palesare le sue attitudini singolari in un campo da lui meno coltivato.
Di quel periodo si ricordano gli interni milanesi: Corodella chiesa di S. Vittore (1871); Il duello (1878, premio Fumagalli, già racc. Mascioni); il Salone di palazzo Verri; La vestizione della monaca (1888, Milano, Gall. d'Arte Moderna); la Cappella della chiesa del Carmine (ibid.); Interno della cappella di S. Maria delle Grazie (ibid.); Il pulpito di S. Ambrogio; Il saccheggio (Milano, Museo Poldi Pezzoli). Con la Sala del Consiglio nel castello d'Issogne vinse nel 1887 il premio "Principe Umberto".
Presto fu attirato dalla pittura all'aria aperta, e in particolare dal colore della laguna veneta: soggiornò quindi a Chioggia e finì per stabilirsi a Gignese (Novara) per la maggior parte dell'anno. Si spense a Milano il 2 nov. 1937.
È considerato un vivace esponente dell'impressionismo lombardo, dedito a ricerche cromatiche e luministiche, ma sfuggito alle lusinghe del divisionismo; i volumi, nella prima maniera del B. solidamente costruiti, si scompongono poi in uno sfarfallare di rapide pennellate improntate di vivace coloritura.
Operoso fino ad età avanzata, il B. fu fecondissimo di opere: talvolta parve che il loro numero non fosse a vantaggio della qualità; in realtà egli conservò non solo negli originali, ma anche nelle numerose repliche delle sue tele più fortunate, le sue qualità di colorista, sicché meritò di essere degnamente rappresentato nelle maggiori gallerie italiane e internazionali.
Della sua miglior maniera si ricordano: Ponte di Chioggia, premiato a Parigi nel 1889; Pace di naufraghi, medaglia d'oro alla Triennale di Milano del 1897 e poi acquistato dal re; Dopo il naufragio, premio "Principe Umberto" nel 1906, acquistato poi a Monaco di Baviera dal ministro Andrassy.
Espose tra l'altro dal 1897 in poi alla Biennale di Venezia, e nel 1923 a Milano alla Gall. Pesaro; ricordiamo tra le opere degli ultimi anni: nel 1930 Alba del venerdì Santo e Piazzetta del Melezet a Bardonecchia; nel 1932 Rattoppi alle reti e Ultima neve sul Mottarone.
Nel 1939, in una mostra individuale postuma, si raccoglieva a Milano nelle sale della Permanente la parte più significativa della sua produzione.
Ernesto, fratello minore di Leonardo (Milano, 29 marzo 1859 - ivi, 19 maggio 1937), fu scultore: allievo di A. Borghi all'Accademia di Brera, fedele seguace di G. Grandi, attratto da T. Cremona e dal Ranzoni, "ebbe... un certo senso compositivo forse più vicino a quello di un pittore che di uno scultore..." (Lavagnino). Tra le sue opere, oltre ai numerosi marmi nel cimitero monumentale di Milano e a vari ritratti: Sordello (1880, premio Canonica, gesso a Milano, Gall. d'Arte Moderna); la statua di Garibaldi a Monza (1886); La vedova (1888, Roma, Gall. d'Arte Moderna); la Trovatella (1889); Esaurimento (1894, Dresda, Gall. Naz.); Monumento a Cavallotti (1906, Milano, Boschetti); Monumento ai Caduti (1922, Cantù); Autoritratto (1926) e Ritratto del fratello Leonardo (Milano, Gall. d'Arte Moderna). | di Paolo Mezzanotte © Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 7 (1970)