23/09/15 Aggiornato il:

Pellizza da Volpedo ~ Il Quarto Stato /The Fourth Estate




The monumental painting Il Quarto Stato /The Fourth Estate by Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868-1907) portrays a group of workers on strike. It symbolises the social protest at the beginning of the 20th century, as well as the emergence of a new social class - the proletariat - which becomes aware of its rights within the new industrial society.
Pellizza finished Il Quarto Stato in 1901 after having worked on it for three years. The painting represents the culmination of a long period of study by Pellizza on the topic of social reform and workers’ rights, producing other works like Ambasciatori della Fame (1892) and Fiumana (1896), the latter being on display at the Pinacoteca di Brera in Milan.
With the exhibition Giuseppe Pellizza da Volpedo e il Quarto Stato - Dieci anni di ricerca appassionata (Ten years of passionate research), the Museo del Novecento in Milan welcomes Il Quarto Stato, which for many years has been on display at the Galleria d’Arte Moderna in Milan. The exhibition includes around 30 drawings and paintings by Pellizza, which together tell the story of a historic painting, both from a social and artistic point of view. | © Milan Museum



Il Quarto Stato è un dipinto realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901, inizialmente intitolato Il cammino dei lavoratori.
Il quarto stato rappresenta la grande forza di volontà di un percorso dell’autore attraverso numerosi dipinti tutti riguardanti il medesimo tema, ovvero lo sciopero dei lavoratori. Il primo dipinto è gli Ambasciatori della fame, il secondo quadro è Fiumana e infine Il cammino dei lavoratori del 1898 è il bozzetto preparatorio al lavoro de Il quarto stato.
Pellizza pensava di vendere subito il quadro, ma nella società del suo tempo questo dipinto non ebbe fortuna. Fu acquistato, infatti, dal comune di Milano solamente nel 1920 per 50.000 lire, grazie anche a contributi di banche, associazioni e privati. Inizialmente fu esposto al Castello Sforzesco, diventando presto simbolo del socialismo; proprio per questo motivo con l’avvento del fascismo fu depositato in un magazzino.
Tornò in esposizione solo nel 1954, quando il sindaco Virgilio Ferrari lo collocò nella sala consigliare di Palazzo Marino. Qui subì dei danneggiamenti dovuti al fumo, che ne resero necessario un restauro. Successivamente fu mostrato in varie città del mondo fra cui Washington e Roma. Infine, negli anni ottanta, trovò la sua collocazione fissa a Milano, dapprima nella Galleria d’Arte Moderna e infine nel Museo del Novecento.
Giuseppe Pellizza da Volpedo - Fiumana, bozzetto del 1895

Così lo descrive il suo autore:
  • «Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune... » - Giuseppe Pellizza Volpedo, 1892.
  • «L'arte deve essere una rappresentazione idealista della natura e di noi stessi, in vista del perfezionamento fisico e morale della nostra specie» - Giuseppe Pellizza Volpedo.

Il Quarto Stato è un simbolo della società del XX secolo, poiché rappresenta lo sciopero dei lavoratori e simboleggia non solo la protesta sociale, ma anche l’affermazione di una nuova classe sociale, il proletariato, che diventa consapevole dei propri diritti nei confronti della società industriale. L’opera inoltre dimostra l’impegno del pittore in ambito sociale: infatti egli pensava che l’artista avesse il compito di educare la popolazione attraverso le proprie opere.
La tecnica utilizzata in questo dipinto è quella Divisionista. Nel quadro viene raffigurato un gruppo di braccianti che marciano in segno di protesta su una piazza, presumibilmente la piazza di Volpedo, città natale dell’artista. In primo piano, davanti alla folla in protesta, sono definiti tre soggetti, due uomini ed una donna con un bambino in braccio; essa molto probabilmente rappresenta la moglie del pittore, specialmente nei tratti del volto. Le figure sono poste una a fianco all'altra: questo schieramento simboleggia l’uguaglianza e la solidarietà tra di esse, esaltata maggiormente dalla presenza di una figura femminile. Inoltre ciò, insieme alla compattezza delle figure, dà un forte senso di realismo all'immagine, che sembra davvero presa da un episodio di protesta sociale. La composizione del dipinto è bilanciata nelle forme e movimentata nelle luci, rendendo perfettamente l'idea di una massa in movimento. Inoltre la luce frontale ai personaggi da quasi un senso di alba, e i colori del dipinto sono caldi.