17/03/16 Aggiornato il:

Vlaho Bukovac | Post-Impressionist painter



Vlaho Bukovac (1855-1922) was born in Cavtat, near Dubrovnik on July 4, 1855. He showed inclination to drawing in his early childhood, but because of his family's poverty he could not continue his education. At the age of eleven his uncle took him to the United States, where he spent four hard years. His uncle soon died. In 1871, he returned to Dubrovnik and embarked as an apprentice on a merchant ship that sailed on regular line Istanbul- Odessa-Liverpool.






In 1873 he went to Latin America, where he worked as a letter drawer in a coach factory in Peru. Three years later he returned to Cavtat. He found a sponsor in the person of Medo Pucic, a poet who recommended him to the archbishop Strossmayer, a very famous and influential Croatian at that time. In 1877 he presented Strossmayer the painting Turkinja u haremu (Turkish woman in harem). Thanks to Strossmayer's financial support and his own savings he made it to Paris in 1877, where he entered the École des Beaux Arts. His teacher was Alexandre Cabanel. He finished his education in 1880.
Bukovac appeared in public as a painter on the Salon de Paris in 1878.
Isus prijatelj malenih (Jesus, friend of the little ones) is one of 32 paintings exhibited in the Paris period, where he was exhibiting and working for 16 years. It appeared in the Salon de Paris in 1888, and he was awarded with the Mention Honorable. The rich industrialist Samson Fox bought it for St. Robert's Catholic Church in Harrogate near Leeds, England. Sources say that Fox owned 18 paintings by Bukovac.
In 1888 and 1891 he spent longer periods in England working as a portrait painter. He went through several phases in his artistic work, which differ only in means and techniques, but not in comprehension and mastery of painting.
The Zagreb period (1894-1898) was the most active part of his life. He brought fresh ideas to the artistic colony of the town, but as he was the only Croat artist educated in France he was soon confronted by the advocates of the Vienna and Munich schools. He made the famous curtain for the large paintings made for Croatian National Theatre, Gundulic's Dream and Dubravka. The Cavtat period (1898-1903) is characterized by his searching for a new means of expression and new coloristic solutions.
The Prague period (1903-1922) is characterized by portraits where he concentrated more on coloristic aspects and less on the person painted. He worked there as a professor at the Academy. Bukovac died in Prague on April 23, 1922.
His work comprises about 400 portraits, and more than 150 other paintings and compositions. | Art Renewal Center - Reprinted with the permission of Valentino Radman.







































































Vlaho Bukovac, nato e noto anche con il nome italiano di Biagio Faggioni (Ragusa Vecchia, 4 luglio 1855 - Praga, 23 aprile 1922), è stato un pittore Croato.
  • Vita
Nato a Ragusavecchia da Agostino - a sua volta figlio del marinaio genovese Giuseppe, che si era riparato nella località dalmata dopo una tempesta e aveva deciso di fermarvisi - e dalla ragusea Maria Perich (Marija Perić), venne battezzato col nome di Biagio Faggioni, che a partire dal 1877 - su consiglio del proprio mentore ed amico Orsatto Pozza (Medo Pucić), rampollo di una delle più ricche famiglie nobili di Ragusa - sceglierà di tradurre nell'omologo croato Vlaho Bukovac (Vlaho è la traduzione del nome Biagio, così come il faggio in croato si chiama bukva).
Dimostrata fin dalla più tenera infanzia una grandissima predisposizione per le arti figurative, venne aiutato negli studi proprio dal Pozza, che nel 1877 lo spedì a studiare presso la prestigiosa École nationale supérieure des Beaux-Arts di Parigi.
Nel 1878 fu il primo artista croato ad essere ammesso al Salon di Parigi, all'epoca una delle più importanti esposizioni pittoriche al mondo.
Bukovac fin dalla gioventù usò viaggiare per lunghi periodi in Europa e in altri continenti, come l'America del Sud e del Nord. Da tutti i viaggi trasse ispirazione per le sue opere, che lo resero molto celebre in patria e nel mondo, facendolo considerare il più importante artista croato a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Nel 1892, Bukovac sposò la ragusea Jelica Pitarević, con la quale ebbe quattro figli: Augustin (Ago), Ivanka, Jelena (Jelica) e Marija: sia Ivanka che Jelica seguirono in seguito le orme paterne, iscrivendosi all'Accademia di Belle Arti di Praga e divenendo pittrici. Negli anni '80 si spostò a Belgrado, ove lavorò per la famiglia reale serba.
Dal 1893-1897 fu a Zagabria, ove introdusse lo spirito dell'arte europea - prevalentemente francese - del tempo. In seguito - anche a causa di un'aspra polemica col pittore e uomo politico Isidor Kršnjavi - si trasferì nuovamente a Ragusavecchia, fino a quando nel 1903 venne chiamato a insegnare presso l'Accademia delle Belle Arti (Akademie vytvarnyh umeni) di Praga. A questo periodo appartiene una lunga serie di famosi ritratti.
Nel 1905 diventò socio dell'Accademia Serba delle Scienze e delle Arti, mentre nel 1919 fu membro della delegazione cecoslovacca alla Conferenza di pace di Parigi. Uno dei suoi ultimi lavori fu un ritratto del re del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, Alessandro I.
Vlaho Bukovac morì a Praga il 23 aprile 1922.
  • Opere
Pittore di grandissima sensibilità, Bukovac venne influenzato da tutte le principali correnti artistiche della sua epoca, in maniera particolare - seguendo cronologicamente il suo percorso artistico - dal realismo, dall'impressionismo e dal puntinismo.
I suoi quadri (oltre 500 opere) sono conservati nei principali musei dei paesi della ex Jugoslavia, oltre che in altre primarie collezioni pubbliche e private. La sua casa natale a Ragusavecchia - affrescata dall'artista - è stata trasformata in museo ed ospita una serie di suoi quadri.
È opera di Bukovac la più famosa opera pittorica legata al Risorgimento croato (Hrvatski narodni preporod, il periodo di presa di coscienza della nazione croata): il sipario del Teatro Nazionale Croato di Zagabria - allora intitolato Slava Njima (Gloria a loro), ma oggi più noto proprio come Risorgimento croato - rappresentante il grande poeta raguseo Giovanni Gondola, omaggiato da altri grandi personaggi della storia croata. Wikipedia