18/05/16 Aggiornato il:

Rembrandt | The Return of the Prodigal Son, 1668 | Art in Detail



In the Gospel According to Luke (15: 11-32), Christ relates the parable of the Prodigal Son. A son asks his father for his inheritance and leaves the parental home, only to fritter away all his wealth. Arriving at last at sickness and poverty, he returns to his father's house. The old man is blinded by tears as he forgives his son, just as God forgives all those who repent. This whole work is dominated by the idea of the victory of love, goodness and charity. The event is treated as the highest act of human wisdom and spiritual nobility, and it takes place in absolute silence and stillness.






The drama and depth of feeling are expressed in the figures of both father and son, with all the emotional precision with which Rembrandt was endowed. The broad, sketchy brushstrokes of the artist's late style accentuate the emotion and intensity of this masterly painting.
This parable in Rembrandt's treatment is addressed to the heart of everyone:
We should be glad: for this son was dead, and is alive again; and was lost, and is found.
Source | © The State Hermitage Museum.






















Il Ritorno del figliol prodigo è un dipinto a olio su tela (262x206 cm) di Rembrandt, databile al 1668 e conservato nel Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.
Il quadro si ispira alla parabola del figlio prodigo contenuta nella Bibbia, Nuovo Testamento. La parabola dell'evangelista Luca (15, 11-32), rappresentata in questo quadro, viene anche ricordata come "Parabola del Padre misericordioso".
La scena raffigura la conclusione della vicenda, ovvero il perdono del padre nei confronti del figlio pentito della propria condotta. Il giovane, vestito di stracci logori, è in ginocchio dinnanzi al padre, di cui ha sperperato le sostanze. L'anziano lo accoglie con un gesto amorevole e quasi protettivo. Sulla destra, osserva la scena un personaggio identificato col figlio maggiore, mentre sullo sfondo si distinguono due figure non ben identificate.
La luce scivola dai personaggi secondari per soffermarsi sulla scena principale e catturare così l'attenzione dell'osservatore, che si trova con gli occhi alla stessa altezza del figlio pentito, come se il pittore volesse suggerire un'identificazione tra finzione e realtà. 
Tuttavia, il particolare forse più importante di questo quadro, sono le mani del Padre misericordioso; se le si osservano attentamente possiamo notare che non sono uguali, ma sono una maschile ed una femminile. In questa rappresentazione non sono presenti donne poiché il "Padre misericordioso" che è il Dio che accoglie tutti, specialmente i peccatori redenti, non è solo il "nostro" Padre ma è anche la "nostra" Madre, Lui è il tutto.
Altro particolare notevole sono gli occhi del Padre, occhi di cieco; il Padre, Dio che ama l'uomo, ha consumato gli occhi nel guardare l'orizzonte in attesa del ritorno del figlio.
Il Dio misericordioso, immaginato da Luca e mirabilmente rappresentato in questo capolavoro di Rembrandt, rappresenta un salto impressionante nella modernità; la loro visione mistica contempla un Dio che perdona chi ha il coraggio di chiedere perdono invitando ad una visione più umana di religione. Al figlio maggiore, infatti, non basta aver "servito" il Padre, se non si rende conto di essere veramente "fratello" del peccatore (lo chiama "questo tuo figlio" nel dialogo col Padre) e se non riesce a cogliere la conversione ed il perdono per quello che è: un'occasione di festa per il ritorno alla vera vita.