14/07/16 Aggiornato il:

Fabio Calvetti, 1956 | Figurative /Abstract painter





Fabio Calvetti was born in 1956 in Certaldo, near Florence, where he still lives.
He graduated in a School of Arts and, then, in the Academy of Fine Arts of Florence, in painting.
His activity abroad is intense, being based on exhibitions in Italy, the U.S.A., in Germany, Spain, Belgium and, above all in Japan and France.
In 1995, he held a painting stage at "l’Ecole des Beaux Arts" of Le Port in the Isle of La Réunion.
He has partecipated to many international art shows and fairs, and he has been awarded many prizes.
















































Fabio Calvetti è nato nel 1956 a Certaldo, cittadina in provincia di Firenze dove risiede.
Si è diplomato al Liceo Artistico e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze nella Scuola di Pittura.
Intensa la sua attività in Italia e all’estero con mostre negli Stati Uniti, in Germania, in Spagna, in Belgio e soprattutto in Giappone e in Francia.
Nel 1995 ha tenuto uno stage di pittura presso l’Ecole des Beaux Arts di Le Port all’Isola della Réunion.
Ha preso parte a numerose manifestazioni artistiche e fiere internazionali.
Esponente della nuova Figurazione italiana, nelle sue opere rappresenta l’attesa, l’assenza e i silenzi dell’anima. Spesso è protagonista una donna malinconica e sola calata in interni di case e bar sospesi in una dimensione atemporale. Altre volte protagonista è l’ambiente stesso, un scorcio d’interno o di città notturna. 

Esponente della nuova Figurazione italiana, Calvetti non nasconde il confronto con Hopper, dal quale nel tempo si è staccato sviluppando un proprio stile espressivo. Filo rosso della sua ricerca sono l’attesa, l’assenza, i silenzi dell’anima, uno spazio vuoto prolifico di domande. In un contesto di atemporalità quasi teatrale e senza luce naturale, donne sole sembrano in ascolto di se stesse, in attesa che qualcosa accada o che una qualche risposta arrivi. Nella sua opera c'è un clima di sospensione, opposto alla frenesia della vita moderna, che si evidenzia ancor più nell'ultima produzione, dove esce in esterno e si concentra su scorci metropolitani e periferie industriali nelle ore silenziose della notte.