Pubblicato il 12/12/16e aggiornato il

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Leonardo da Vinci | Dell'orizzonte | Trattato della pittura - Parte ottava



Trattato della pittura* - Parte ottava


  • 927. Qual sia il vero sito dell'orizzonte.
Sono gli orizzonti di varie distanze dall'occhio, conciossiaché quello è detto orizzonte dove la chiarezza dell'aria termina col termine della terra, ed è in tanti siti veduto d'un medesimo perpendicolare sopra il centro del mondo, quante sono le altezze dell'occhio che il vede; perché l'occhio, posto alla pelle del mare quieto, vede esso orizzonte vicino un mezzo miglio o circa; e se l'uomo s'innalza coll'occhio, quant'è la sua universale altezza, l'orizzonte si vede remoto da lui sette miglia, e cosí in ogni grado di altezza scopre l'orizzonte piú remoto da sé, onde accade che quelli che sono nelle cime degli alti monti vicini al mare vedono il cerchio dell'orizzonte molto remoto da loro; ma quelli che sono infra terra non hanno l'orizzonte con eguale distanza, perché la superficie della terra non è egualmente distante dal centro del mondo, onde non è di perfetta sfericità, com'è la pelle dell'acqua; e quest'è causa di tal varietà di distanze infra l'occhio e l'orizzonte.
Mai l'orizzonte della sfera dell'acqua sarà piú alto delle piante de' piedi di colui che il vede stando in contatto con esse piante col contatto che ha il termine del mare col termine della terra scoperta dalle acque.
L'orizzonte del cielo alcuna volta è molto vicino, e massime a quello che si trova a lato alle sommità de' monti, e lo vede generare nel termine di essa sommità; e voltandosi indietro all'orizzonte del mare lo vedrà remotissimo.
Molto distante è l'orizzonte che si vede nel lito del mare di Egitto; riguardando pel corso l'avvenimento del Nilo inverso l'Etiopia colle sue pianure laterali, si vede l'orizzonte confuso, anzi incognito, perché v'è tre mila miglia di pianura che sempre s'innalza insieme coll'altezza del fiume, e s'interpone tanta grossezza d'aria infra l'occhio e l'orizzonte etiopico, che ogni cosa si fa bianca; e cosí tale orizzonte si perde di sua notizia. E questi tali orizzonti fanno molto bel vedere in pittura. Vero è che si deve fare alcune montagne laterali con gradi di colori diminuiti, come richiede l'ordine della diminuzione de' colori nelle lunghe distanze.
Ma per dimostrare che la piramide de' prospettivi abbraccia spazio infinito, noi immagineremo ab occhio, il quale taglia i gradi di una distanza infinita dnmop, e li taglia con le linee visuali nella parete cd, le quali linee visuali in ogni grado di distanza del lor nascimento acquistano altezza in essa parete cd, né mai perverranno all'altezza dell'occhio; e per essere cd parete di una quantità continua, essa è divisibile in infinito e mai sarà ripiena delle linee visuali, ancoraché la lunghezza di tale ultima linea fosse infinita; né mai vi giungerai con una linea parallela, ancoraché lo spazio bs fosse infinito.
Le figure che poco diminuiscono poco sono remote dall'occhio, onde per necessità sempre il termine naturale dell'orizzonte si scontra nell'occhio della figura ritratta, com'è la figura at che vede la figura ru vicina a sé nella parte piú estrema della piramide atb, cioè ru è minore che at; ma questa tal piramide non è quella che dimanda la prospettiva; conciossiaché quella non si dà in pratiche per avere essa spazio infinito dalla base alla sua punta, e questa di sopra ha sette miglia da essa base alla detta punta.
  • 928. Dell'orizzonte.
L'orizzonte del cielo e della terra finisce in una medesima linea.
Provasi, e sia la sfera della terra dnm, e la sfera dell'aria arp, e l'occhio d'esso veditore dell'orizzonte della terra sia b, ed f è il detto orizzonte della terra, nel quale finisce la veduta dell'aria, e pare che a, aria, sia congiunta con f, terra.
  • 929. Del vero orizzonte.
Il vero orizzonte ha da essere il termine della sfera dell'acqua, la quale sia immobile, perché tale immobilità statuisce superficie equidistante al centro del mondo, come a suo luogo sarà provato.
Se il cielo e la terra fossero di piana superficie con inframmissione di spazio equidistante, senza dubbio l'orizzonte de' prospettivi sarebbe all'altezza di quell'occhio che lo vede; ma tali spazi paralleli sarebbe necessario fossero d'infinita distanza, s'essi avessero a parere all'occhio concorrere in linea, cioè in contatto; e questo contatto sarebbe all'altezza dell'occhio di esso risguardatore; ma perché la terra avrebbe minor quantità di piano che non sarebbe quello del cielo, egli accadrebbe che quando la planizie del cielo avesse il suo ultimo termine disceso al pari dell'occhio, l'orizzonte della terra sarebbe alzato all'ombilico del medesimo riguardatore, e per questo non concorrono al medesimo occhio; ma perché tal cielo e terra non sono divisi da spazio di parallela, o vo' dire equidistante planizie, ma di spazio convesso nella parte del cielo, e concavo nella parte che veste la terra, egli accade che ogni parte che ha la superficie della terra può essere orizzonte,
il che accadere non può essendo piani il cielo e la terra, come si mostra nel cielo ab e nella terra fe, essendo l'occhio in g e la parete cd, dove gli orizzonti a f del cielo e della terra piani si tagliano ne' punti n m.
  • 930. Dell'orizzonte.
L'orizzonte non sarà mai eguale all'altezza dell'occhio che lo vede. Quella figura ch'è piú presso all'orizzonte avrà esso orizzonte piú vicino a' suoi piedi stando tu saldo che lo guardi. Quella cosa è piú alta ch'è piú distante dal centro del mondo.
Adunque la linea retta equigiacente non è di eguale altezza, e per conseguenza non è equigiacente; onde, se dirai una linea di eguale altezza, non s'intenderà che essa sia altro che curva. Se a b sono due uomini, l'orizzonte n verrà al pari della loro altezza.
  • 931. Dell'orizzonte.
Se la terra è sferica, mai l'orizzonte perverrà all'altezza dell'occhio che sarà piú alto che la superficie della terra.
Diciamo che l'altezza dell'occhio sia nm, e che la linea giudiciale, ovvero parete, sia br, ed a sia l'orizzonte, e che la linea grh sia la curvità della terra; dico adunque, che l'orizzonte, secondo la rettitudine di afk, è piú basso che i piedi dell'uomo tutto mf, e piú basso, secondo la volta della terra, tutto bo.
  • 932. Se l'occhio che vede l'orizzonte marittimo, stando co' piedi alla pelle di esso mare, vede esso orizzonte piú basso di sé.
L'orizzonte marittimo si mostrerà tanto piú basso dell'occhio di quel che tiene i piedi ai termini dell'acqua di esso mare, quanta è l'altezza ch'è dall'occhio del veditore di esso orizzonte a' suoi piedi. Provasi: n sia la riva del mare, an è l'altezza dell'uomo che vede l'orizzonte marittimo in o, dove la linea centrale del mondo mo cade perpendicolare nella linea visuale ar che termina in o, superficie del mare, per la definizione del cerchio; la centrale am eccede la centrale om con tutto l'eccesso an, ch'è la distanza dai piedi dell'uomo a' suoi occhi.


  • 933. Dell'orizzonte specchiato nell'acqua corrente.
L'acqua che corre infra l'occhio e l'orizzonte non rifletterà ad esso occhio tale orizzonte, perché l'occhio non vede quel lato dell'onda il quale è veduto dall'orizzonte, né l'orizzonte vede quel lato dell'onda ch'è veduto dall'occhio.
Adunque, per la sesta di questo è concluso il nostro proposito, la quale sesta dice, ch'è impossibile che l'occhio vegga il simulacro, dove non vede la cosa reale e l'occhio in un medesimo tempo.
Sia l'onda cb, e l'occhio a, e l'orizzonte d; dico che l'occhio a, non vedendo i lati dell'onda bg, non vedrà ancora il simulacro del d che in tale lato si specchia.
  • 934. Dove l'orizzonte si specchia nell'onda.
Si specchierà l'orizzonte, per la sesta di questo, nel lato veduto dall'orizzonte e dall'occhio, come si dimostra l'orizzonte f veduto dal lato dell'onda bc, il qual lato è ancora veduto dall'occhio.
Adunque tu, pittore, ch'hai a figurare la inondazione dell'acqua, ricordati che da te non sarà veduto il colore dell'acqua essere altrimenti chiaro o scuro, che si sia la chiarezza o l'oscurità del sito dove tu sei, insieme misto col colore delle altre cose che sono dopo te.
  • 935. Perché l'aria grossa vicina all'orizzonte si fa rossa.
Si fa l'aria rossa cosí all'orizzonte orientale come all'occidentale, essendo grossa, e questo rossore si genera infra l'occhio ed il sole. Ma il rossore dell'arco celeste si genera stando l'occhio infra la pioggia ed il sole; e la causa dell'uno è il sole e l'umidità dell'aria; ma del rossore dell'arco sono causa il sole, la pioggia e l'occhio che il vede. Il qual rossore, insieme cogli altri colori, sarà di tanto maggiore eccellenza, quanto la pioggia sarà composta di piú grosse gocciole. E quanto tali gocciole sono piú minute, tanto essi colori sono piú morti; e se la pioggia è di natura di nebbia, allora l'arco sarà bianco integralmente scolorito; ma l'occhio vuol essere infra la nebbia ed il sole.



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