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Marc Chagall | Quotes / Aforismi ⁽³⁾

  • I am working in Paris. I cannot for a single day get the thought out of my head that there probably exists something essential, some immutable reality, and now that I have lost everything else (thank God, it gets lost all on its own) I am trying to preserve this and, what is more, not to be content. In a word: I am working.
  • I adore the theater and I am a painter. I think the two are made for a marriage of love. I will give all my soul to prove this once more.
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Marc Chagall | Quotes / Aforismi ⁽²⁾

  • Color is everything. When color is right, form is right. Color is everything, color is vibration like music; everything is vibration.
  • Despite all the troubles of our world, in my heart I have never given up on the love in which I was brought up or on man's hope in love. In life, just as on the artist's palette, there is but one single colour that gives meaning to life and art–the colour of love.
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Marc Chagall | Quotes / Aforismi

    Love and fantasy, go hand in hand.
  • I've always painted pictures in which human love floods my colors.
  • Art must be an expression of love or it is nothing.
  • In the arts, as in life, everything is possible provided it is based on love.
  • All colors are the friends of their neighbors and the lovers of their opposites.
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Max Liebermann | Impressionist painter ⁽¹⁾

Max Liebermann (20 July 1847 - 8 February 1935)🎨 was a German🎨-Jewish painter and printmaker, and one of the leading proponents of Impressionism🎨 in Germany.
The son of a Jewish fabric manufacturer turned banker from Berlin, Liebermann🎨 grew up in an imposing town house alongside the Brandenburg Gate.

For biographical notes -in english and italian- and other works by Liebermann see:

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Marc Chagall | Birthday / Il Compleanno, 1915

"Do not move. Stay just as you are", he commanded with what I can only call hot urgency...
He put a fresh canvas on his easel, snatched up brushes, and flung himself at it so passionately that the easel shook. Dabs of red, blue, white, and black flew through the air and swept me up with them. Up and up. I looked down and he was standing on tiptoe on one foot. He lifted me off the ground, leapt up himself, and glided with me up to the ceiling..


Marc and first wife Bella Rosenfeld Chagall, Paris, 1929 by André Kertész

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Antonietta Raphaël | The Roman School


Antonietta Simonovna Raphaël Mafai (1895 - 5 September 1975) was an Italian sculptor and painter of Jewish heritage and Lithuanian birth, who founded the Scuola Romana (Roman School) movement together with her husband Mario Mafai. She was an artist characterised by a profound anti-academic conviction, also affirmed by her sculptures which, especially after World War II, dominated her output. They highlighted the tender and vibrant carnality present in stone, with works such as Miriam dormiente (Sleeping Miriam) and Nemesis.
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Marc Chagall ~ Aforismi

  • Ci fu un tempo in cui avevo due teste, vi fu un tempo in cui questi volti erano bagnati dalla rugiada dell'amore e disciolti come profumo di rosa. Ora mi sembra che anche quando indietreggio avanzo verso un'ampia porta, oltre la porta ci sono ampie distese di pareti, rombi di tuoni smorzati e lampi spezzati riposano.
  • I miei quadri parlavano forse di una visione del mondo, d'una concezione che si trovava fuori del soggetto e dell'occhio. Ora pensare così, in quell'epoca "tecnica" dell'arte vi valeva l'accusa di cadere nella letteratura.
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Franz Kafka | Domenica saremo insieme | Lettere d'amore

"L'amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada" - Franz Kafka.
Kafka rifiutava la carnalità e la sua stessa corporeità. Egli stesso racconta il disgusto per il proprio corpo quando il padre accompagnandolo in piscina lo costringeva a denudarsi. Lo stesso senso di ripugnanza egli lo esprimeva nei confronti dell'amore sessuale che descrive ad esempio ne "Il castello" come qualcosa di sporco e che riduceva l'uomo all'animalità.
Nella sua vita Kafka ebbe tre relazioni, maggiormente epistolari.
La più significativa rimase la relazione con la Felice Bauer 1887-1960, una steno-dattilografa prussiana d'origini ebraiche, la donna che liberò la forza creatrice di Kafka.
Franz Kafka, lo scrittore boemo, tra i maggiori del Novecento, incontrò Felice Bauer a Praga, in casa dell'amico Max Brod, la sera del 13 agosto del 1912. Lui aveva 29 anni e lei 25, arrivata a Praga per lavoro.
Kafka la osservò per tutta la serata, per descriverla in seguito nella raccolta "Lettere a Felice" 1912-1917, pubblicata a cura di Erich Heller e Jürgen Born: Non è particolarmente bella: pelle secca, dentatura irregolare, capelli atoni, naso quasi rotto, mento robusto, viso ossuto e vuoto.
Neanche il vestiario trascurato, quasi casalingo, ha qualcosa di attrattivo.
Eppure c’è qualcosa in lei che lo colpisce.

Un mese e mezzo dopo il loro primo incontro, il 20 settembre del 1912, Kafka le scrive la prima lettera:

Gentile Signorina,
Per il caso facilmente possibile che Lei possa non ricordarsi minimamente di me, mi presento un’altra volta: mi chiamo Franz Kafka e sono quello che per la prima volta La salutò a Praga quella sera in casa del Direttore Brod, poi le porse da un lato all’altro della tavola fotografie di un viaggio da Talia, l’una dopo l’altra, e infine con questa mano che ora batte i tasti, tenne la Sua con la quale Lei confermò la promessa di fare con lui l’anno venturo un viaggio in Palestina”.

Lettera d'amore di Franz Kafka 1883-1924 a Felice Bauer