10/05/15 Aggiornato il:

Théodore Rousseau | The Barbizon school of painters




Théodore Rousseau, in full Pierre-Étienne-Théodore Rousseau (born April 15, 1812, Paris, France-died December 22, 1867, Barbizon), French painter who was a leader of the Barbizon school of landscape painters. His direct observation of nature made him an important figure in the development of Landscape painting.




Rousseau, the son of a tailor, began to paint at age 14. In the 1820s he began to paint out-of-doors directly from nature, a novel procedure at that time. Although his teachers were in the Neoclassical tradition, Rousseau based his style on extensive study of the 17th-century Dutch landscape painters and the work of such English contemporaries as Richard Parkes Bonington and John Constable. His early landscapes portray nature as a wild and undisciplined force and gained the admiration of many of France’s leading Romantic painters and writers.


In 1831 Rousseau began to exhibit regularly at the French Salon. But in 1836 his Descent of the Cattle (c. 1834) was rejected by the jury, as were all his entries during the next seven years. Despite the Salon’s censure, his reputation continued to grow.
Rousseau first visited the Fontainebleau area in 1833 and, in the following decade, finally settled in the village of Barbizon, where he worked with a group of landscape painters, including Jean-François Millet, Jules Dupré, Narcisse-Virgile Diaz de La Peña and Charles-François Daubigny. Their artistic goals were similar, and they became known collectively as the Barbizon school. During this period Rousseau produced such tranquil pastorals as Under the Birches, Evening (1842-44), reflecting the influence of Constable.



After the Revolution of 1848, the Salon briefly relaxed its standards, and Rousseau finally received official recognition as a major figure in French landscape painting. His works were well represented in the Universal Exposition of 1855, and he became president of the fine-arts jury for the Universal Exposition of 1867. Rousseau’s paintings represent in part a reaction against the calmly idealized landscapes of Neoclassicism. His small, highly textured brushstrokes presaged those of the Impressionists. | © Encyclopædia Britannica, Inc.







































ROUSSEAU, Théodore. - Pittore, nato a Parigi il 15 aprile 1812, morto a Barbizon il 22 dicembre 1867. Dopo aver fatto gli studî secondarî ed aver pensato per un istante a entrare al politecnico, il R., che fino da bambino s'era appassionato al disegno, imparò a dipingere in qualche studio classico che subito abbandonò. E se ne andò così, solitario, a piantare il suo cavalletto nei dintorni di Parigi, preoccupandosi solamente di riprodurre con esattezza ciò che vedeva. Nel 1830 passò l'estate nell'Alvernia; nel 1832 in Normandia e cominciò a esporre al Salon del 1833. Quando nel 1835 il suo quadro Descente des vaches des hauts plateaux du Jura (L'Aia, Museo Mesdag) fu rifiutato al Salon e trattato come "cosa mostruosa", R. se ne andò a Barbizon, allora piccolo villaggio al limite della foresta di Fontainebleau, dove si era già riunita una colonia di artisti; ma, di natura aspra, egli non si unisce agli altri, e se ne parte di buon mattino per gli angoli più selvaggi della foresta, fra cui le gole di Âpremont. Da allora - ed è ciò che costituirà la sua gloria - diventa il pittore degli alberi. In un viaggio in Vandea, fatto nel 1837, dipinge L'allée des châtaigniers (Louvre) che la giuria del Salon rifiuta, ma che H. Périer acquista per 2000 franchi. Dal 1840, legato d'amicizia al Dupré, fa con lui parecchi viaggi, specialmente nella Creuse e nelle Lande (1844, Marais des Landes, al Louvre); si reca anche all'ŷle-Adam a trovare il Dupré e dipinge parecchie località della valle dell'Oise.
Quando nel 1848 la seconda repubblica tolse all'Institut il diritto di ammissione al Salon, il R. poté presentarvi un grande numero di lavori.
Ricevette anche dallo stato l'ordinazione della Sortie de forêt à Fontainebleau (Louvre). All'esposizione del 1855 gli fu riservata un'intera sala con il Decamps, ciò che gli valse una vera apoteosi. Ma il successo non lo inebriò; sempre meno attirato dal mondo e da Parigi, nel 1849 si ritirò definitivamente con la moglie e i figli a Barbizon, dove ritrovò i suoi vicini e l'amicizia del Millet. Un attacco di emiplegia lo tolse al suo lavoro all'età di 56 anni.
Il R. è il capo di quella scuola francese di paesaggio che, alla metà del sec. XIX, oppone la natura all'uomo e cerca nelle foreste una emozione pura e quasi religiosa. Le sue lettere esprimono perfettamente questo amore mistico per l'albero, al di là del quale egli ritrova Dio. Il suo allontanamento dai Salons lo porta a non sacrificare in nulla il suo ideale. Egli rifugge dai facili accomodamenti, concepisce sempre il quadro come un complesso, e trascura, quando è necessario, il particolare. Il suo disegno è un'architettura alla quale dànno vita colore e tocco costantemente variati. | di Pierre Lavedan - ©Treccani, Enciclopedia Italiana