20/07/15 Aggiornato il:

Jozef Israëls | The Hague school of painters




Jozef Israëls, (born January 27, 1824, Groningen, Netherlands-died August 12, 1911, The Hague), painter and etcher, often called the “Dutch Millet” (a reference to Jean-Franƈois Millet).
Israëls was the leader of the Hague School of peasant genre painting, which flourished in the Netherlands between 1860-1900. He began his studies in Amsterdam and from 1845 to 1847 worked in Paris under the academic painters Horace Vernet and Paul Delaroche.







Israëls first tried to establish himself as a painter of Romantic portraits and conventional historical pictures but had achieved little success when in 1855 ill health compelled him to leave Amsterdam for the fishing village of Zandvoort, near Haarlem. That change of scenery revolutionized his art: he turned to realistic and compassionate portrayals of the Dutch peasantry and fisherfolk (e.g., Waiting for the Herring Boats, 1875). In 1871 he moved to The Hague, and he often worked in nearby Scheveningen.
Besides oils, Israëls worked in watercolours and was an etcher of the first rank. His later works in all media express a tragic sense of life and are generally treated in broad masses of light and shade. His painting style was influenced by Rembrandt’s later works, and, like Rembrandt, Israëls often painted the poor Jews of the Dutch ghettos (e.g., A Son of the Chosen People, 1889). His son Isaac (1865–1934), also a painter, adopted an Impressionist technique and subject matter and had some influence on his father’s later work. | © Encyclopædia Britannica, Inc.







































ISRAËLS, Jozef - Pittore, nato a Groninga il 27 gennaio 1824, morto a L'Aia il 12 agosto 1911. È, come realista potente, maestro dei principali artisti della cosiddetta "Scuola dell'Aia" che fiorì durante la seconda metà del secolo scorso. Cominciò tuttavia con l'aderire al neoromanticismo e col dipingere soprattutto soggetti storici.
Ma quando nel 1855, dopo qualche viaggio in Germania e un soggiorno a Parigi, passò qualche mese a Zandvoort, fu colpito dalla vita melanconica della gente marinara. Ebbe allora inizio la lunga serie dei quadri solenni, nei quali il maestro con tavolozza smorzata e profondo sentimento descrive le occupazioni e le vicende tragiche di quei pescatori.
Dal 1856-1869 ebbe lo studio ad Amsterdam, ma in quest'ultimo anno andò a stabilirsi a L'Aia, dove la sua arte raggiunse il suo pieno sviluppo. Benché dipingesse anche altri soggetti, i quadri in cui rappresentò le angosce, le fatiche, i pericoli della popolazione delle coste olandesi saranno ritenuti sempre fra i suoi migliori.
Degni particolarmente di ricordo: Solo al mondo (1878), nel Museo municipale dell'Aia; Quando si invecchia (1883), nel Rijksmuseum di Amsterdam; La vana attesa (1896), nel Museo Municipale Boymans di Rotterdam, e molti altri. Opere i cui temi sono scelti in ambiente diverso: Il sagrestano con la moglie (1880), nella raccolta Logan a Chicago; Un figlio del popolo antico (1889) e Saul e David (1899), ambedue nel Museo municipale di Amsterdam. Lo I. era anche ottimo ritrattista e acquarellista. Si conoscono di lui 37 acqueforti in cui, con qualche eccezione, ha ripetuto le composizioni dei proprî quadri.
Il figlio Isacco (nato ad Amsterdam il 3 febbraio 1865), anch'esso pittore, si è formato sotto il fortissimo influsso degl'impressionisti francesi; completamente staccato dalla tradizione nazionale, è tuttavia uno dei più importanti artisti della pittura olandese. | di G. I. Hoogewerff ©Treccani, Enciclopedia Italiana