Pubblicato il 01/02/17 Aggiornato il

Master of the Female Half-Lengths | Renaissance painter



The Master of the Female Half-Lengths*, active ca.1530-1540, was a Dutch* Northern Renaissance painter* or likely a group of painters of a workshop.
The name was given in the 19th century to identify the maker or makers of a body of work consisting of 67 paintings to which since 40 more have been added.
The works were apparently the product of a large workshop that specialized in small-scale panels depicting aristocratic young ladies at half-length.












The ladies are engaging in various activities such as reading, writing, or playing musical instruments and are typically placed in a wood-panelled interior or against a neutral background. Some of the women are represented with an ointment jar, the attribute of Mary Magdalene.
To the Master* are also attributed a few paintings of mythological subjects and copies of standardized compositions such as the Crucifixion, the Deposition, the Virgin of Sorrows, St Jerome and Lucretia.
There is no agreement on the Master’s identity and the place and period of his activity. Antwerp, Bruges, Ghent, Mechelen and the French court have been proposed for the location of his workshop. Estimates for his period of activity vary from the early to the late 16th century. Generally, it is believed the master was active in the early 16th century.

Some art historian have argued that the artist must have worked in Antwerp or Mechelen in the 1520s and 1530s since the landscapes of the master are close to those of Joachim Patinir and the female types resemble those of Bernard van Orley. Certain similarities between the Master's work and that of the Bruges artists Ambrosius Benson and Adriaen Isenbrant have also been observed. | © Wikipedia





















Con il nome "Maestro delle mezze figure femminili*" viene indicato un pittore Olandese rinascimentale* attivo presumibilmente fra il 1525 e il 1550. L'anonimo artista lavorò nel sud dei Paesi Bassi e probabilmente anche ad Anversa.
  • Origine del nome
Il nome convenzionale Maestro delle mezze figure femminili* deriva dai numerosi dipinti anonimi di mezze figure femminili a lui attribuiti. Questi quadri - di solito dei singoli ritratti - raffiguranti busti di dame elegantemente vestite e dal viso "cortese", spesso impegnate a leggere o a suonare uno strumento.
Uno dei dipinti più famosi ritrae tre dame che tengono un concerto domestico.
  • Stile
Il grande numero dei ritratti e l'osservanza fedele di un modello danno ai dipinti, secondo il parere di esperti, un certo "schematismo industriale".
Il Maestro si distingue dallo stile di Adriaen Isenbrant e Ambrogio Benzone attraverso la continuamente ripetuta composizione delle figure femminili; tuttavia, i dipinti religiosi attribuiti al Maestro si avvicinano per tecnica e stile a quelli dei due pittori suoi contemporanei.
Da questo si può dedurre che il Maestro da una parte - come Benzone - lavorava in modo più tradizionale per i committenti religiosi, mentre dall'altra seguiva, anche più di Benzone, la propria "ricetta di successo" quasi stereotipata per i committenti laici. Probabilmente era un grande laboratorio che lavorava alle opere.
  • Interpretazione
La produzione laica del Maestro delle mezze figure femminili° mostra il cambiamento dei temi nel Rinascimento*, che, contrariamente a quanto avveniva nel Medioevo, mettono ora in risalto tipici eventi e scene della vita quotidiana di personaggi della Bibbia o rappresentazioni frammentarie volti a rinvigorire il tema principale del cristianesimo.
Il ritratto profano, ossia puramente laico, diventa un'immagine autonoma. Il Maestro delle mezze figure femminili* è a suo modo un "pittore di genere°", poiché sfrutta il crescente interesse verso il mondo terreno e realizza una serie di quadri analoghi per il mercato privato. | © Wikipedia









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