26/02/13 Aggiornato il:

Gioconda | Portrait of Lisa Gherardini, 1503-1504




This portrait was doubtless started in Florence around 1503. It is thought to be of Lisa Gherardini, wife of a Florentine cloth merchant named Francesco del Giocondo - hence the alternative title, La Gioconda. However, Leonardo seems to have taken the completed portrait to France rather than giving it to the person who commissioned it. After his death, the painting entered François I's collection.

  • Lisa Gherardini, wife of Francesco Giocondo
The history of the Mona Lisa is shrouded in mystery. Among the aspects which remain unclear are the exact identity of the sitter, who commissioned the portrait, how long Leonardo worked on the painting, how long he kept it, and how it came to be in the French royal collection.
The portrait may have been painted to mark one of two events - either when Francesco del Giocondo and his wife bought their own house in 1503, or when their second son, Andrea, was born in December 1502 after the death of a daughter in 1499. The delicate dark veil that covers Mona Lisa's hair is sometimes considered a mourning veil. In fact, such veils were commonly worn as a mark of virtue. Her clothing is unremarkable. Neither the yellow sleeves of her gown, nor her pleated gown, nor the scarf delicately draped round her shoulders are signs of aristocratic status.
  • A new artistic formula
The Mona Lisa is the earliest Italian portrait to focus so closely on the sitter in a half-length portrait. The painting is generous enough in its dimensions to include the arms and hands without them touching the frame. The portrait is painted to a realistic scale in the highly structured space where it has the fullness of volume of a sculpture in the round.
The figure is shown in half-length, from the head to the waist, sitting in a chair whose arm is resting on balusters. She is resting her left arm on the arm of the chair, which is placed in front of a loggia, suggested by the parapet behind her and the two fragmentary columns framing the figure and forming a "window" looking out over the landscape.
The perfection of this new artistic formula explains its immediate influence on Florentine and Lombard art of the early 16th century. Such aspects of the work as the three-quarter view of a figure against a landscape, the architectural setting, and the hands joined in the foreground were already extant in Flemish portraiture of the second half of the 15th century, particularly in the works of Hans Memling. However, the spacial coherence, the atmospheric illusionism, the monumentality, and the sheer equilibrium of the work were all new. In fact, these aspects were also new to Leonardo's work, as none of his earlier portraits display such controlled majesty.
  • An emblematic smile
The Mona Lisa's famous smile represents the sitter in the same way that the juniper branches represent Ginevra Benci and the ermine represents Cecilia Gallerani in their portraits, in Washington and Krakow respectively. It is a visual representation of the idea of happiness suggested by the word "gioconda" in Italian. 
Leonardo made this notion of happiness the central motif of the portrait: it is this notion which makes the work such an ideal. The nature of the landscape also plays a role. 
The middle distance, on the same level as the sitter's chest, is in warm colors. Men live in this space: there is a winding road and a bridge. This space represents the transition between the space of the sitter and the far distance, where the landscape becomes a wild and uninhabited space of rocks and water which stretches to the horizon, which Leonardo has cleverly drawn at the level of the sitter's eyes. © Louvre

Continuano a Firenze le ricerche della salma di Monna Lisa Gherardini, iniziate ufficialmente il 5 maggio 2011. I lavori hanno coinvolto alcune tombe situate sotto l'ex convento di Sant’Orsola, dove la Gherardini, moglie del mercante Francesco Del Giocondo, divenuta vedova, si ritirò nell’ultimo periodo della sua vita morendovi poi il 15 luglio 1542, a 63 anni. Lo scopo è quello di comparare i resti del volto della Monna Lisa Gherardini con l'immagine della Gioconda.


Chi era la modella del ritratto più famoso del mondo..


Lisa Gherardini [1479-1542] è stata una nobile italiana, appartenente alla famiglia fiorentina dei Gherardini di Montagliari. Secondo Giorgio Vasari, sarebbe la donna ritratta nella Gioconda, commissionata a Leonardo da Vinci da suo marito, Francesco del Giocondo, mercante ed appassionato d'arte, durante i primi anni del XVI secolo.
Lisa nacque a Firenze il 15 giugno 1479, in via Sguazza, una traversa di Via Maggio, anche se per molti anni si ipotizzò che fosse nata in una delle proprietà di famiglia, Villa Vignamaggio, nei pressi di Greve in Chianti. Venne chiamata Lisa, come una moglie di suo nonno paterno; primogenita di sette bambini, aveva tre sorelle, una delle quali si chiamava Ginevra, e tre fratelli, Giovangualberto, Francesco e Noldo.
Si sposò giovanissima con Francesco del Giocondo e fu madre di sei bambini, mantenendo sempre un discreto tenore di vita grazie alle attività del marito, ricco mercante di seta prima, Priore della Repubblica fiorentina poi.
Nel 1538, Francesco morì di peste; circa quattro anni più tardi, Lisa si ammalò e fu portata da sua figlia Ludovica al convento di Sant'Orsola, dove morì il 15 luglio 1542, all'età di 63 anni, e fu tumulata.
A secoli di distanza dalla sua morte, la Monna Lisa divenne il quadro più famoso del mondo ed un simbolo dell'arte occidentale; inoltre l'attenzione dei collezionisti e degli studiosi d'arte fece sì che quest'opera divenisse un'importante fonte di ispirazione, anche per finalità commerciali.
Nel 2005, Lisa Gherardini, meglio conisciuta come Lisa del Giocondo o "Monna" Lisa [diminutivo di "Madonna" che oggi avrebbe lo stesso significato di "Signora"], venne definitivamente identificata come il soggetto del dipinto di Leonardo. Il professor Veit Probst, storico e direttore della Biblioteca Universitaria di Heidelberg, scopriva, nella collezione della biblioteca, una nota del 1503 in una raccolta di lettere dell'oratore romano Marco Tullio Cicerone, scritta dal cancelliere fiorentino Agostino Vespucci, che ha stabilito con certezza l'identità del soggetto della Gioconda, che era appunto Lisa Gherardini:
«...Così fa Leonardo da Vinci in tutti i suoi dipinti, ad esempio per la testa di Lisa del Giocondo e di Anna, la madre della Vergine. Vedremo cosa ha intenzione di fare per quanto riguarda la grande sala del Consiglio, di cui ha appena siglato un accordo con il Gonfaloniere» [«.. Leonardus Vincius facit in omnibus suis picturis, ut enim caput Lise del Giocondo et Anne matris virginis. Videbimus, quid faciet de aula magni consilii, de qua re convenit iam cum vexillifero. 1503 octobris»] - Agostino Vespucci, Ottobre 1503.
La Gioconda, nota anche come Monna Lisa, è un dipinto a olio su tavola di pioppo di Leonardo da Vinci, databile al 1503-1514 circa e conservata nel Museo del Louvre di Parigi. Il dipinto incarna le caratteristiche delle donne virtuose del XV e del XVI secolo; la ragazza è ritratta con la mano destra posata sulla sinistra, posizione che simboleggia la fedeltà matrimoniale. Leonardo presentò Lisa come una donna affascinante e di successo, forse anche più benestante di quanto non fosse. Le dimensioni del dipinto sono notevoli (77x53 cm), pari a quelle delle commissioni acquisite dai ricchi mecenati del tempo; queste caratteristiche vennero interpretate come segni dell'aspirazione sociale di Lisa e di Francesco. Le vesti scure ed il velo nero derivano dall'alta moda spagnola e non sono quindi una rappresentazione del lutto per la morte della sua prima figlia, avvenuta nel 1499, come alcuni studiosi avevano ipotizzato. Inoltre, alcuni studi iconodiagnostici hanno evidenziato la presenza di uno xantelasma nell'incavo dell'occhio sinistro e di un lipoma sulla mano in primo piano, segni che Lisa era affetta da ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.



Il titolo del dipinto risale al 1550. Giorgio Vasari, conoscente di almeno una parte della famiglia di Francesco, ne "Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architettori", pubblicato per la prima volta nello stesso anno da Lorenzo Torrentino a Firenze, scrisse: «Prese Lionardo a fare per Francesco del Giocondo il ritratto di Monna Lisa sua moglie; et quattro anni penatovi lo lasciò imperfetto la quale opera oggi è appresso il re Francesco di Francia in Fontanbleo... Et in questo di Leonardo vi era un ghigno tanto piacevole che era cosa più divina che umana a vederlo, Et era tenuta cosa maravigliosa, per non essere il vivo altrimenti» - Giorgio Vasari 1511-1574, pittore, architetto e storico dell'arte.
Leonardo non ebbe incarichi, né compensi, durante la primavera del 1503, cosa che potrebbe in parte spiegare il suo interesse per un ritratto privato. Dovette probabilmente ritardare il suo lavoro sulla Gioconda quando ricevette, nello stesso anno, il pagamento per l'avvio della Battaglia di Anghiari, destinata al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, che era una commissione più prestigiosa, oltre ad avere un termine fissato per la sua consegna per il febbraio 1505. Nel 1506, Leonardo considerò il ritratto incompiuto; per questo motivo, non venne pagato per il lavoro, né consegnò il quadro al committente. Vi sono voci discordanti su ciò che successe all'opera; secondo alcuni, i dipinti dell'artista viaggiarono con lui per tutta la vita e l'artista probabilmente completò la Monna Lisa molti anni dopo, in Francia, circa nel 1516; secondo altri, Giuliano de' Medici avrebbe conservato gelosamente il ritratto di Lisa, pare fino al 1515, quando dovette disfarsene, restituendolo a Leonardo, perché convolato a nozze con Filiberta di Savoia: «E già intervenne a me fare una pittura che rappresentava una cosa divina, la quale comperata dall'amante di quella volle levarne la rappresentazione di tal deità per poterla baciare senza sospetto, ma infine la coscienza vinse i sospiri e la libidine, e fu forza ch'ei se la levasse di casa» - Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, pag. 16.

La Gioconda venne custodita in Francia dal XVI secolo, quando venne acquisita da Francesco I di Francia; dopo la Rivoluzione francese, venne in possesso del popolo. La speculazione assegna il nome di Lisa anche ad altri quattro quadri e la sua identità ad almeno dieci donne diverse. Alla fine del XX secolo, il dipinto divenne la più famosa opera d'arte del mondo ed un'icona dell'arte occidentale, venendo utilizzato in più di trecento opere di altri artisti ed in circa duemila pubblicità. Oggi circa sei milioni di persone visitano ogni anno il dipinto al Museo del Louvre di Parigi, dove fa parte della collezione nazionale francese.