02/05/16 Aggiornato il:

Édouard Manet | Olympia, 1863 | Art in Detail



With Olympia, Manet reworked the traditional theme of the female nude, using a strong, uncompromising technique. Both the subject matter and its depiction explain the scandal caused by this painting at the 1865 Salon. Even though Manet quoted numerous formal and iconographic references, such as Titian's Venus of Urbino, Goya's Maja desnuda, and the theme of the odalisque with her black slave, already handled by Ingres among others, the picture portrays the cold and prosaic reality of a truly contemporary subject.






Venus has become a prostitute, challenging the viewer with her calculating look. This profanation of the idealized nude, the very foundation of academic tradition, provoked a violent reaction. Critics attacked the "yellow-bellied odalisque" whose modernity was nevertheless defended by a small group of Manet's contemporaries with Zola at their head. | © Musée d'Orsay










Con Olympia, Manet reinventa il tema tradizionale del nudo femminile per mezzo di una pittura schietta e scevra da compromessi. Il soggetto così come il linguaggio pittorico spiegano lo scandalo che l'opera suscitò al Salon del 1865. Benché Manet accresca il numero dei riferimenti formali ed iconografici: la Venere di Urbino di Tiziano, la Maja desnuda di Goya e il tema, trattato soprattutto da Ingres, dall'odalisca alla schiava nera, l'artista traduce prima di tutto dal punto di vista pittorico la freddezza ed il prosaicismo di un soggetto molto contemporaneo.
La Venere è diventata una prostituta che, con il suo sguardo, sfida lo spettatore. Di fronte a questa rimessa in causa del nudo idealizzato, fondamento della tradizione accademica, la violenza delle reazioni fu notevole. I critici vilipesero "questa odalisca dal ventre giallo" la cui modernità fu tuttavia difesa da alcuni contemporanei capitanati da Zola. | © Musée d'Orsay