27/02/14 Aggiornato il:

Clemente Tafuri



Clemente Tafuri [1903-1971] è stato un pittore ed illustratore Italiano. Frequentò l'Accademia di Belle Arti di Napoli, dimostrando sin dall'inizio una predisposizione innata per la pittura, e la tendenza ad una pittura vivace, nutrita di colore e di calore. Si indirizzò dapprima alla pittura. Dopo il 1924 ottenne dal Ministero di dipingere figure allegoriche; nel frattempo allestì varie personali che gli procurarono notorietà. L'Accademia d'Italia gli assegnò il Premio della Pittura; gli venne commissionato il ritratto del principe di Savoia.

È da considerarsi uno tra i maggiori artisti figurativi Italiani del secolo scorso. Figlio della grande tradizione ottocentesca, riesce a ricostruire sulla tela la vita e l’essenza del suo tempo, la tragedia della storia (la guerra e le catastrofi della nostra epoca ad esempio) con una drammaticità ed una potenza che lo avvicinano ancor di più ai grandi maestri del passato, Velasquez e Rembrandt tra i primi. Sue opere sono ospitate nei più importanti musei (i musei vaticani tra gli altri) e nelle più prestigiose collezione private.


Numerose e nelle maggiori città europee le mostre personali e collettive. Pietro Annigoni lo ricorda con queste parole: "Nella pittura di Clemente Tafuri la verità assume un’eloquenza e una forza comunicativa che rivelano come l’Artista sia stato il degno erede di una tradizione, che è fatta di colore, ma anche di musica, di naturale armonia, di calore umano. La sua perizia di disegnatore si assomma all’esuberanza di una tavolozza nella quale la luce del meridione acquista il sapore dei frutti che quella meravigliosa terra esprime".

Enrico Lama, nel 1972 in ricordo del maestro, dopo la sua scomparsa: "Mentre Antonio Mancini centra la sua violenza sulla materia colore e non entra nell’anima, Tafuri entra sì profondamente, con toni caldi e con un pennellare a volte così violento, a volte musicale, a volte carezzevole che rende il pathos dei suoi soggetti. E così ci illumina con un suo romanticismo che è poesia anche oggi…".

Patrick De Saint-Leu, La Revue Moderne di Parigi, 1951: "Egli dà alla pittura un significato umano, e in qualche modo un’illustrazione della guerra tra gli uomini nella lotta per la vita; e da ciò derivano delle rappresentazioni reali di miseria e di gloria… L’artista afferma un’arte di cui non si possono temere gli eccessi: e questa constatazione è, ahimè, troppo rara ai nostri giorni per non costituire il migliore omaggio".