12/08/15 Aggiornato il:

Emma Ciardi | La Belle Époque




Emma Ciardi (1879-1933), Italian painter born in Venice, daughter of the painter Guglielmo Ciardi and the sister of Beppe Ciardi. Studied with her father, who taught her to paint directly from nature. Partly through her admiration for Guardi, began to paint Venetian views and the gardens of the great Italian villas with their fountains, statues, cypresses etc., animating these scenes with imaginary figures in elegant eighteenth-century costumes. Awarded a gold medal at Munich 1905 and a silver medal at Brussels 1910; her paintings were widely popular in her lifetime. Died in Venice. Published in: Ronald Alley, Catalogue of the Tate Gallery's Collection of Modern Art other than Works by British Artists, Tate Gallery and Sotheby Parke-Bernet, London 1981, p.126












































CIARDI, Emma - Figlia del pittore Guglielmo e di Linda Locatelli, nacque a Venezia il 13 genn. 1879; sorella di Giuseppe (Beppe), ebbe nella famiglia l'avvio precoce all'arte: un album di disegni sarebbe datato 1894 (Pasinetti); trascorse tutta la vita fra Venezia - nel 1911 aveva inaugurato uno studio proprio accanto a quello paterno a S. Barnaba sulla fondamenta Alberti - e. le ville che la sua famiglia possedeva nella campagna veneta, pur allontanandosene spesso per i viaggi frequenti in Italia e all'estero. Nell'anno 1900 la C. vendette a Praga il primo quadro Canal Grande, e il secondo, Casa del Tintoretto, ad una Esposizione della Società di belle arti a Torino.
Più che per le opere che riprendono nella tematica e nell'andamento pittorico il fare paterno (Tramonto sulla Giudecca, Torino, Galleria d'arte moderna; Bacino di S. Marco, Venezia, Galleria d'arte moderna), la C. ebbe straordinario successo per una sua originalissima produzione.
Predilesse infatti un "vedutismo" e un "generismo" di gusto settecentesco: giardini e parchi (Boboli, Schönbrunn, Caserta, Versailles, Strà, Potsdam) studiati dal vero le suggerivano le scenografle di natura architettata, i contrasti fra le masse cupe degli alberi e i toni argentati dei viali o delle gradinate, il guizzo delle numerose figurine in costume, i cortei di berline e le portantine, che tanta celebrità dovevano darle presso il pubblico dei suo tempo e che oggi sembrano, nonostante l'innegabile piacevolezza del colore, peccare di monotonia e leziosaggine.
Il primo dipinto di questo genere, Villa d'Este, comparve alla Biennale del 1905 e venne competato dalla galleria Marangoni di Udine; nello stesso anno a Monaco di Baviera Portantina fu premiato con la medaglia d'oro e acquistato dalla Pinacoteca di quella città; nel 1909 alla Biennale veneziana Rondini e farfalle venne acquistato dalla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, dove si trova tuttora; nel 1910 guadagnò una medaglia d'argento a Bruxelles. Da questo momento gli inviti alle mostre nazionali e straniere si susseguirono senza interruzioni: nel 1910 e nel 1913 tenne due mostre personali di grande successo presso le Leicester Galleries di Londra; nel 1914 (3-17 giugno) espose settanta dipinti presso la galleria Georges Petit di Parigi, riportando l'unanime consenso della critica (catal. di L. Benédite). Nel 1928 la Fine Arts Society di Londra le chiese una mostra personale: ormai le richieste incessanti delle due gallerie assorbivano tutto H lavoro della C. che continuò però a presentarsi a ciascuna Biennale veneziana. Assai fresca e vivace è la sua pittura in un gruppo di bozzetti dipinti dal vero - negli ultimi anni di vita - nella villa di Refrontolo (Treviso), oggi dispersi in collezioni private. Morì a Venezia il 16 nov. 1933. | di Maria Cionini Visani | © Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani