26/03/12 Aggiornato il:

Man Ray | Dadaist /Surrealist Photographer /Painter



Emmanuel Rudnitzky 1890-1976

Man Ray, original name Emmanuel Radnitzky (born August 27, 1890, Philadelphia, Pennsylvania, U.S. - died November 18, 1976, Paris, France) photographer, painter, and filmmaker who was the only American to play a major role in both the Dada and Surrealist movements.
The son of Jewish immigrants -his father was a tailor and his mother a seamstress- Radnitzky grew up in New York City, where he studied architecture, engineering, and art, and became a painter. As early as 1911, he took up the pseudonym of Man Ray. As a young man, he was a regular visitor to Alfred Stieglitz’s "291" gallery, where he was exposed to current art trends and earned an early appreciation for photography.

Emmanuel Rudnitzky 1890-1976

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Emmanuel Rudnitzky 1890-1976

Emmanuel Rudnitzky 1890-1976

In 1915 Man Ray met the French artist Marcel Duchamp, and together they collaborated on many inventions and formed the New York group of Dada artists.
Like Duchamp, Man Ray began to produce ready-mades, commercially manufactured objects that he designated as works of art. Among his best-known ready-mades is The Gift (1921), a flatiron with a row of tacks glued to the bottom.
In 1921 Man Ray moved to Paris and became associated with the Parisian Dada and Surrealist circles of artists and writers. Inspired by the liberation promoted by these groups, he experimented with many media.
His experiments with photography included rediscovering how to make "cameraless" pictures, or photograms, which he called rayographs. He made them by placing objects directly on light-sensitive paper, which he exposed to light and developed. In 1922 a book of his collected rayographs, Les Champs délicieux ("The Delightful Fields"), was published, with an introduction by the influential Dada artist Tristan Tzara, who admired the enigmatic quality of Man Ray’s images. In 1929, with his lover, photographer and model Lee Miller, Man Ray also experimented with the technique called solarization, which renders part of a photographic image negative and part positive by exposing a print or negative to a flash of light during development. He and Miller were among the first artists to use the process, known since the 1840s, for aesthetic purposes.
Man Ray also pursued fashion and portrait photography and made a virtually complete photographic record of the celebrities of Parisian cultural life during the 1920s and ’30s. Many of his photographs were published in magazines such as Harper’s Bazaar, Vu, and Vogue.
He continued his experiments with photography through the genre of portraiture; for example, he gave one sitter three pairs of eyes, and in Le Violon d’Ingres (1924) he photographically superimposed sound holes, or f holes, onto the photograph of the back of a female nude, making the woman’s body resemble that of a violin. He also continued to produce ready-mades. One, a metronome with a photograph of an eye fixed to the pendulum, was called Object to Be Destroyed (1923)-which it was by anti-Dada rioters in 1957.
Man Ray also made films. In one short film, Le Retour à la raison (1923; Return to Reason), he applied the rayograph technique to motion-picture film, making patterns with salt, pepper, tacks, and pins. His other films include Anémic cinéma (1926; in collaboration with Duchamp) and L’Étoile de mer (1928–29; "Star of the Sea"), which is considered a Surrealist classic.
In 1940 Man Ray escaped the German occupation of Paris by moving to Los Angeles. Returning to Paris in 1946, he continued to paint and experiment until his death. His autobiography, Self-Portrait, was published in 1963 (reprinted 1999). | © Encyclopædia Britannica, Inc.

Emmanuel Rudnitzky 1890-1976

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Emmanuel Rudnitzky [1890-1976], pseudonimo Man Ray, è stato un pittore, fotografo e regista statunitense, esponente del Dadaismo. Nasce a Filadelfia nel 1890, ma è a New York che cresce e completa gli studi: termina la scuola superiore ma rifiuta una borsa di studio in architettura per dedicarsi all’arte. A New York lavora nel 1908 come disegnatore e grafico.

Nel 1912 inizia a firmare le sue opere con lo pseudonimo Man Ray che significa uomo raggio. Acquista la sua prima macchina fotografica nel 1914, per fotografare le sue opere d’arte. Nel 1915 il collezionista Walter Arensberg lo presenta a Marcel Duchamp, di cui diverrà grande amico. Nel 1919 dipinge le sue prime aerografie, immagini prodotte con un’aeropenna, uno strumento di ritocco di uso comune per un grafico disegnatore. A New York, con Marcel Duchamp formò il ramo americano del movimento Dada che era iniziato in Europa come un rifiuto radicale dell'arte tradizionale. Dopo alcuni tentativi senza successo e soprattutto dopo la pubblicazione di un unico numero di New York Dada nel 1920, Man Ray affermò che "il Dada non può vivere a New York". Nel 1920 Marcel Duchamp torna a Parigi. Man Ray, che in precedenza aveva rinunciato a trasferirsi in Francia a causa della grande guerra, lo segue. A Parigi Duchamp gli presenta gli artisti più influenti di Francia, fra cui anche André Breton Il successo Parigino di Man Ray è dovuto alla sua abilità come fotografo, soprattutto di ritrattista. Il suo studio fotografico è frequentato dalla Parigi bene, alla ricerca di un ritratto diverso dall’usuale.
Ray rivoluzionò l'arte fotografica. Grandi artisti dell'epoca come James Joyce, Gertrude Stein, Jean Cocteau e molti altri posarono di fronte alla sua macchina fotografica. Nel 1922 Ray produce i suoi primi fotogrammi, che chiama 'rayographs'. Una rayografia è una immagine fotografica ottenuta poggiando oggetti direttamente sulla carta sensibile, procedimento apparentemente semplice, ma che seppe usare per immagini altamente suggestive. Man Ray scoprì per caso le rayografie nel 1921. Mentre sviluppava alcune fotografie in camera oscura, un foglio di carta vergine, accidentalmente, finì in mezzo agli altri e dato che continuava a non comparirvi nulla, poggiò, piuttosto irritato, una serie di oggetti di vetro sul foglio ancora a mollo e accese la luce. L'artista ottenne così delle immagini deformate, quasi in rilievo sul fondo nero. Attraverso i suoi rayographs, termine costruito sul suo cognome, ma che contemporaneamente evoca il disegno luminoso, poteva sondare ed esaltare il carattere paradossale e inquietante del quotidiano. Nel 1924 nasce ufficialmente il surrealismo ed Man Ray è il primo fotografo surrealista. La produzione dei suoi lavori di ricerca va di pari passo con la pubblicazione delle sue fotografie di moda su Vogue.

Si innamora della famosa cantante francese Kiki Alice Prin, spesso chiamata Kiki de Montparnasse, che in seguito divenne la sua modella fotografica preferita. Insieme a Jean Arp, Max Ernst, André Masson, Joan Miró e Pablo Picasso, fu rappresentato nella prima esposizione surrealista alla galleria Pierre a Parigi nel 1925. Nel 1934, la celebre artista surrealista Méret Oppenheim, conosciuta per la sua tazza da te ricoperta di pelliccia, posò per Man Ray in quella che divenne una ben nota serie di foto che la ritraggono nuda in piedi vicino a un torchio da stampa. Insieme alla fotografa surrealista Lee Miller che fu la sua amante e assistente fotografica all'epoca utilizzò sistematicamente per primo la tecnica fotografica della solarizzazione. Lo scoppio della seconda guerra mondiale obbliga Man Ray, che è di origine ebrea, a rientrare negli Stati Uniti. Nel 1940 arriva a New York ma poco dopo si trasferisce a Los Angeles. In questo periodo insegna fotografia e pittura in un college, espone in varie mostre le sue fotografie, fra cui anche alla galleria di Julien Levy di New York. Finita la seconda guerra mondiale Man Ray ritorna a Parigi, dove vivrà fino al giorno della sua morte, in questi anni continua a dipingere ed a fare fotografie. Nel 1975 espone le sue fotografie alla biennale di Venezia. Negli ultimi anni della sua vita Man Ray fece spesso ritorno negli Stati Uniti, dove visse a Los Angeles per alcuni anni. Tuttavia egli considerava Montparnasse come casa sua e vi fece sempre ritorno e fu lì che morì il 18 novembre 1976. Venne seppellito nel cimitero di Montparnasse. Il suo epitaffio recita: Non curante, ma non indifferente.

Man Ray 1890-1976

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