28/11/16 Aggiornato il:

Rosso Fiorentino | Mannerist painter





Giorgio Vasari* | Ritratto di Rosso Fiorentino*, 1572 ca., Firenze

Italian painter* and decorator, Rosso Fiorentino (1494-1540)*, original name Giovanni Battista di Jacopo, was an exponent of the expressive style that is often called early, or Florentine Mannerism, and one of the founders of the Fontainebleau school.



Rosso Fiorentino* received his early training in the studio of Andrea del Sarto*, alongside his contemporary Jacopo da Pontormo*. Scholars have argued that he was influenced as much by Pontormo* as by Sarto*.
The earliest works of these two young painters combined influences from Michelangelo and from northern Gothic engravings in a novel style, which departed from the tenets of High Renaissance art* and was characterized by its highly charged emotionalism and departure from classicism. From 1513-1514, Rosso Fiorentino painted the fresco Assumption in the Annunziata, Florence.
In 1518 he was commissioned to paint an altarpiece, Virgin and Child Enthroned with Four Saints, for a Florentine church. When his patrons saw what they perceived as harsh, devilish depictions of the saints in the picture, they rejected it.
After this incident, Rosso left Florence for Volterra, and there he painted Deposition 1521. In 1521 or 1522 he returned to Florence, where he probably painted the dramatic Moses Defending the Daughters of Jethro (c. 1523).



At the end of 1523 Rosso moved to Rome, where his exposure to Michelangelo’s Sistine ceiling, the late art of Raphael, and the work of Parmigianino* resulted in a radical realignment of his style. His Dead Christ with Angels (c. 1526) exemplifies this new style with its feeling for rarefied beauty and subdued emotion. Fleeing from the sack of the city in 1527, he worked briefly in several central Italian towns. By 1530 Rosso was in Venice but desired to enter the artistic community centred on the court at Fontainebleau; he was fortunate to receive such an invitation from Francis I later that year. In exchange for a home in Paris, a handsome salary, and French citizenship, he went to France and remained in the royal service there until his death.
At court Rosso was responsible for all manner of artistic design, from costumes and scenery to architectural drawings and tableware. His principal surviving work is the decoration of the Galerie François I at the palace of Fontainebleau (c. 1534-37), where, in collaboration with Francesco Primaticcio, he developed an ornamental style whose influence was felt throughout northern Europe. His numerous designs for engravings also exercised a wide influence on the decorative arts both in Italy and in Europe.


























Rósso Fiorentino*, il nome con cui è noto il pittore Giovanni Battista di Iacopo de' Rossi (Firenze 1495 - Parigi 1540).
Tra i maggiori esponenti, con il Pontormo* e D. Beccafumi, del primo manierismo fiorentino*, rivelò il suo stile originale e inquieto già nelle opere giovanili, uno stile personalissimo basato su un disegno fluido ma angoloso, su un colore squillante ma non profondo in composizioni che si sviluppano verso l'alto in superficie, più che in profondità.
Operò soprattutto nell'Italia centrale e dal 1530 in Francia, dove il suo stile vario e affinato contribuì alla formazione della scuola di Fontainebleau, influenzando fortamente lo sviluppo del manierismo* internazionale.
  • Vita ed opere
Si formò a Firenze nell'orbita di Andrea del Sarto*; lo studio dell'opera di Michelangelo, e in particolare del cartone della Battaglia di Cascina, fu per R. importante fonte di ispirazione. La prima opera certa è l'affresco con l'Assunzione nel chiostrino dei voti della Ss. Annunziata (variamente datata al 1513-14 o al 1517), ancora vicina ai canoni di Andrea del Sarto*, ma dove la trattazione del panneggio e gli squillanti effetti di luce già preludono all'ulteriore sviluppo dello stile del pittore.
Del 1518 è la Madonna e quattro santi (Uffizi), rifiutata dal committente L. Buonafede, forse per l'eccessivo espressionismo delle figure. Le opere di questo periodo riflettono influssi del Pontormo; l'asprezza quasi brutale dei dipinti del R., animati da una carica anti-idealistica e antinaturalistica, l'uso di una linea spezzata e di sfaccettature di colore sono evidenti nella Deposizione (1521, Volterra, Pinacoteca), considerata il suo capolavoro, caratterizzata da forme quasi cubizzanti, dal colore acceso e da una costruzione astratta e geometrica.
A Firenze eseguì ancora la Pala Dei (1522, Galleria Palatina), lo Sposalizio della Vergine (1523, S. Lorenzo), Mosè e le figlie di Ietro (Uffizi), una delle sue composizioni più astratte, dipinta insieme alla perduta Rebecca ed Eleazaro al pozzo (ne esiste una copia a Pisa, Museo di S. Matteo).
A questi anni risale l'unico ritratto firmato del R., l'Uomo con elmo (Liverpool, Walker art gallery) a cui si può avvicinare il Ritratto maschile (Washington, National gallery of art), dall'analoga impostazione della figura contro uno sfondo neutro; forse di poco successivo è il Ritratto di un giovane seduto su un tavolo (Napoli, Museo nazionale di Capodimonte).
Intorno al 1523 era a Roma, dove eseguì gli affreschi della cappella Cesi in S. Maria della Pace (1524) e fornì disegni per incisioni (tra questi, le serie degli Dei e delle Fatiche di Ercole, incisi da G.I. Caraglio); il soggiorno romano fu fondamentale per la conoscenza di Perin del Vaga, di Parmigianino* e delle opere romane di Michelangelo.
Fuggito in seguito al Sacco del 1527, a Sansepolcro dipinse la Deposizione (1527-28, S. Lorenzo) e a Città di Castello la Trasfigurazione (1528, duomo).
Nel 1530 si recò in Francia, dove fu pittore ufficiale della corte e lavorò alla decorazione del castello di Fontainebleau (Galleria di Francesco I, in collab. con F. Primaticcio, 1532-37).
A Parigi eseguì la Pietà (Louvre)*; tra le ultime opere è la Sacra Famiglia (Los Angeles, County museum of art). | © Treccani