Pubblicato il 05/12/16 Aggiornato il

Donatello | The marble David, 1409




Donatello*, in his early twenties, was commissioned to carve a statue of David in 1408, to top one of the buttresses of Florence Cathedral, though it was never to be placed there. Nanni di Banco was commissioned to carve a marble statue of Isaiah, at the same scale, in the same year.
One of the statues was lifted into place in 1409, but was found to be too small to be easily visible from the ground and was taken down; both statues then languished in the workshop of the opera for several years.
In 1416 the Signoria of Florence commanded that the David be sent to their Palazzo della Signoria; evidently the young David was seen as an effective political symbol, as well as a religious hero.



Donatello* was asked to make some adjustments to the statue (perhaps to make him look less like a prophet), and a pedestal with an inscription was made for it:
"Pro patria fortiter dimicantibus etiam adversus terribilissimos hostes dii praestant auxilium" / "To those who fight bravely for the fatherland the gods lend aid even against the most terrible foes".
The marble David is Donatello's earliest known important commission, and it is a work closely tied to tradition, giving few signs of the innovative approach to representation that the artist would develop as he matured.
Although the positioning of the legs hints at a classical contrapposto, the figure stands in an elegant Gothic sway that surely derives from Lorenzo Ghiberti.
The face is curiously blank (curiously, that is, if one expects naturalism, but very typical of the Gothic style), and David seems almost unaware of the head of his vanquished foe that rests between his feet.
Some scholars have seen an element of personality – a kind of cockiness -(contrapposto=relaxed stance, shifted weight) suggested by the twist of the torso and the akimbo placement of the left arm, but overall the effect of the figure is rather bland.
However it was intended to be gilded and painted, set on a pedestal with mosaic, and also seen from a considerable distance below. Donatello distorted the proportions of the figure to allow for this angle of view.
The head of Goliath, lying at David's feet, "is carved with great assurance and reveals the young sculptor’s genuinely Renaissance interest in an ancient Roman type of mature, bearded head".





Notizie storico-critiche | Scheda sul David nel catalogo della soprintendenza - polomuseale.firenze.it.

La statua del David del Bargello appartiene all'attività giovanile di Donatello, con influssi ancora gotici e ghibertiani nel panneggio e nella raffinatezza espressiva del volto e dell'atteggiamento, ma anche con una più moderna e rinascimentale "allusione di moto" (Paolozzi Strozzi).
Dal 1416 il David si trovava nella sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, collocazione dalla quale fu tolto nel 1781 per essere portato agli Uffizi.
Dalla Galleria nel 1874 fu definitivamente trasferito al Bargello. Riguardo la circostanza e la data di esecuzione del David marmoreo, due sono le ipotesi accreditate, sulle quali si divide la critica.
L'una vuole che sia da identificare con il David realizzato da Donatello, su commissione dell'Opera del Duomo, nel 1408-1409, per uno dei contrafforti della tribuna settentrionale del Duomo, insieme ad un Isaia eseguito da Nanni di Banco.
Per le dimensioni troppo piccole pochi anni dopo il David fu calato e rimase inutilizzato fino al 1416, quando fu richiesto dalla Signoria per decorare la sala dei Gigli del Palazzo Vecchio.
In quest'occasione sarebbero state apportate delle modifiche formali e iconografiche, per adattare la scultura alla nuova collocazione e laicizzare la figura del profeta (eliminazione del cartiglio, modifica della base e del mantello), conferendogli quei caratteri di eroe civico evidenziati anche dall'iscrizione, incisa sul suo basamento, dettata dall'umanista Leonardo Bruni "Pro patria fortiter dimicantibus etiam adversus terribilissimos hostes Deus praestat victoriam".
Una seconda ipotesi, sostenuta da Wundram seguito da altri studiosi tra i quali Pope-Hennessy e Bellosi, vuole che il David sia da collegare piuttosto ad una commissione della Signoria risalente al 1412, finalizzata direttamente all'esecuzione della statua per la sala dei Gigli, nella quale fu collocata nel 1416.
A sostegno di questa ipotesi vi sarebbero anche dati di carattere formale e stilistico, tali da escludere la sua collocazione in posizione tanto elevata: la accuratezza descrittiva dei dettagli, inutile per una scultura che avrebbe dovuto essere vista da lontano, la presenza, ai piedi del giovane, della testa di Golia, anch'essa rappresentata con grande politezza formale, ma che dal basso non sarebbe stata neppure visibile, la forma e le dimensioni della base stessa, la posa della figura destinata ad essere collocata contro una parete.
Ulteriori studi del Pope-Hennessy avrebbero identificato in un'altra statua del Museo dell'Opera il David realizzato da Donatello nel 1408-1409, e data ulteriore conferma a questa ipotesi. Con questa datazione intorno al 1412 il David del Bargello si collocherebbe giustamente nel percorso stilistico di Donatello tra il San Marco dell'Opera del Duomo e il San Giorgio del Bargello.
Da un punto di vista iconografico, nella scelta di rappresentare il personaggio biblico nella veste di giovane vittorioso piuttosto che in quella tradizionale di anziano profeta con la cetra e il cartiglio, siamo di fronte ad una innovazione che troverà un grande seguito nell'arte fiorentina Quattro e Cinquecentesca con gli esempi successivi dello stesso Donatello, del Verrocchio e di Michelangelo, con un evidente riferimento simbolico alle reiterate lotte della Repubblica fiorentina nei confronti dell'oppressore. In precedenza l'unico significativo esempio di questa iconografia si trova negli affreschi di Taddeo Gaddi nella cappella Baroncelli in Santa Croce, risalenti al 1330 ca. (Radke in Verrocchio 2003).



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