04/04/12 Aggiornato il:

Donatello ~ Early Renaissance sculptor




Donato di Niccolò di Betto Bardi, universally known as Donatello, was born in Florence around 1386 and died there in 1466. The powerful expressivity of his art made him the greatest sculptor of the early Renaissance. Masterpieces from the first phases of his career include the vigilant marble Saint George, made for the guildhall of Orsanmichele (ca. 1417; Museo Nazionale del Bargello, Florence); the gilt-bronze Saint Louis of Toulouse at the Church of Santa Croce, Florence (ca. 1422-25); and his bronze relief of the Feast of Herod and statuettes of angels on the baptismal font in the Baptistery of Siena (1425-29).

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino


Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino
Vasari's description of the first gives us some idea of the impact on his contemporaries of the young Donatello's work: "…There is a marvelous suggestion of life bursting out of the stone". Two of his characteristic formal contributions are encountered in the work for Siena. The relief is organized by a rigorous application of the rules of perspective that makes each figure emerge clearly and logically, even though the scene was modeled at a shallow depth; this is called rilievo schiacciato, or flattened relief.
Each of these angels, of which the best known is now in the Staatliche Museen, Berlin, is arranged in a graceful spiraling pose, known as the figura serpentinata, so that the eye is encouraged to move around the figure and take in the whole.
To his middle period belongs the marble Cantoria, or "singing gallery", with its frieze of frenzied infants (1433-39; Museo dell'Opera del Duomo, Florence), and the even more famous bronze David, made for the Medici family (ca. 1440; Bargello, Florence).
From 1443-1453, Donatello worked in the northern Italian city of Padua. There he designed a monumental sculpted high altarpiece for the church known as the Santo. Although now dismantled, the overwhelming effect of this sacra conversazione of saints surrounding the Virgin and Child, with narrative scenes set below as on a predella, can readily be imagined. In Padua, he also created a great bronze equestrian statue of the military commander Gattamelata (erected 1453), a revival of an ancient Roman type, and the first such sculpture to come down from the Renaissance.
Donatello spent his old age in Florence, often working for the Medici. The twisting, heroic bronze group Judith Slaying Holofernes (Florence, Palazzo Vecchio) was originally in their palace, and they were also the patrons of the dramatic bronze reliefs that narrate the Passion of Christ on the pulpits in San Lorenzo (unfinished at his death).
Donatello influenced Italian sculptors, notably Michelangelo, well into the sixteenth century. His work outside Italy is exceedingly rare; there is only one relief by him in the United States, a fine marble Madonna in rilievo schiacciato in the Boston Museum of Fine Arts. The Metropolitan Museum has only works that benefited from his style, the best being a fountain figure of a winged infant from the mid-fifteenth century (1983.356), almost certainly made to surmount a fountain in the Palazzo Medici, Florence. In it can be seen the sinuous forms of the figura serpentinata that originated with Donatello. The model has even been attributed to Donatello himself. | James David Draper © The Metropolitan Museum of Art, Department of European Sculpture and Decorative Arts
Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino

Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino





Donatello 1386-1466 | Rinascimento fiorentino
Donatèllo, Donato di Niccolò di Betto Bardi detto - Scultore (Firenze 1383 o 1386 - ivi 1466). Tra i protagonisti dell'umanesimo fiorentino, D. fu partecipe delle problematiche politiche e artistiche del suo tempo impegnandosi in continue sperimentazioni figurative, iconografiche e tecniche. La sua vasta produzione, nei varî materiali (pietra, marmo, legno, stucco, bronzo), elaborati dal rilievo bassissimo al tuttotondo, risponde con soluzioni originali a esigenze narrative o emblematiche, a problemi della rappresentazione dello spazio (attraverso il volume e l'azione delle figure e la padronanza della prospettiva lineare) e del rapporto scultura-architettura, in un confronto personale con la tradizione medievale e con il mondo antico che ebbe modo di approfondire anche nei soggiorni a Roma (nel primo decennio del secolo e ancora nel 1430-32). Presente nei più importanti cantieri fiorentini, in stretto rapporto con artisti quali Brunelleschi e Masaccio, stimato da umanisti, come N. Niccoli e P. Bracciolini, e personalità politiche, come Cosimo il Vecchio, D. valicò con la sua attività e la sua fama i confini della Toscana, lavorando per un decennio a Padova, mentre la sua opera fu richiesta a Venezia, a Mantova, a Ferrara e a Napoli. La sua formazione avvenne nella bottega del Ghiberti (tra il 1404 e il 1407 figura tra gli aiuti per la porta del Battistero) e nell'Opera del duomo in stretto contatto con Nanni di Banco.
Opere 
Per il duomo di Firenze eseguì, in marmo, il David (1408, la statua, carica di significati simbolici e politici, fu trasportata nel 1416 nel Palazzo della Signoria; ora è al Bargello), il S. Giovanni Evangelista per la facciata (1408-15), statue di Profeti per il campanile (1423-36), una cantoria (1433-39), tutte conservate al museo dell'Opera, oltre ai disegni per una vetrata (1434) e a varî modelli. Per Orsanmichele eseguì il S. Marco (1411-15), il S. Giorgio (1415-17, ora al Bargello) con il rilievo narrativo della predella dell'edicola, e il S. Ludovico di Tolosa in bronzo dorato (1422-25, ora nel museo di S. Croce) con il tabernacolo che si riconnette alle contemporanee esperienze architettoniche brunelleschiane. Eseguì il pannello di bronzo dorato con il Banchetto di Erode (1423-27) e due figure di Virtù (1427-29) per il fonte battesimale della cattedrale di Siena dove è anche la tomba dell'arcivescovo Pecci (1426 circa). 
Con Michelozzo realizzò la tomba dell'antipapa Giovanni XXIII (1421-28, Firenze, Battistero), il monumento funebre del card. Brancacci in S. Angelo a Nilo di Napoli (lavorato a Pisa tra il 1426-1428), con il rilievo a stiacciato dell'Assunzione; il pulpito esterno della cattedrale di Prato (1428-38; i marmi originali nel museo dell'Opera). Al 1430 si può datare il rilievo in marmo con l'Ascensione di Cristo che consegna le chiavi a s. Pietro (Londra, Victoria and Albert Mus.), forse predella dell'altare della cappella Brancacci al Carmine. Realizzata, secondo alcuni critici, dopo il soggiorno a Roma (tabernacolo ora nella Sacrestia dei Beneficiati in S. Pietro, con la Deposizione di Cristo nella tomba; tomba terragna di G. Crivelli in S. Maria in Aracoeli), l'Annunciazione Cavalcanti in S. Croce a Firenze. A Padova realizzò il monumento equestre al Gattamelata (1445-53) e l'altare della Basilica del Santo (1444-50), dalle complesse implicazioni iconografiche e stilistiche.
Direttamente legate alla committenza medicea sono, prima della partenza per Padova, la decorazione della Sagrestia Vecchia di S. Lorenzo (in stucco policromo i medaglioni con gli evangelisti e storie di s. Giovanni Evangelista e i rilievi centinati con due coppie di santi delle sovrapporte, in bronzo le porte con riquadri con concitate coppie di Apostoli e Martiri; il restauro del 1984, oltre a restituire l'originale cromia degli stucchi, ha evidenziato l'estraneità della mano di D. nell'esecuzione dei ss. Cosma e Damiano) e poi le statue bronzee del David (ora al Bargello) e della Giuditta (1446-60 circa), nel 1495 poste la prima nel cortile di Palazzo Vecchio, la seconda nella piazza, e, infine, i rilievi dei pergami di San Lorenzo, commissionati forse dopo il soggiorno di D. a Siena (1457-61) e rimasti incompiuti alla sua morte, problematici per l'originale destinazione (tramezzo del coro, tomba di Cosimo) e per la presenza di aiuti. Gli interventi di restauro e i numerosi studî degli ultimi decenni hanno contribuito alla conoscenza più approfondita dell'arte di D.: la scoperta della data 1438 del ligneo Giovanni Battista dei Frari, a Venezia, ha fatto, ad esempio, rivedere la tarda datazione per la Maddalena del Battistero fiorentino. | © Treccani