"Mia feroce amica"...
Inizia così il grido d'amore disperato di Rodin a Camille Claudel nei primi anni della loro relazione.
Rodin fu presto affascinato da questa allieva che divenne sua assistente, amante e musa, mentre Camille Claudel, esteriormente è rimasta in completo controllo dei suoi sentimenti.
Consumato e tormentato da un amore ossessivo, lui la implora - "in ginocchio" - per facilitare la sua sofferenza dall'inizio alla fine di questa lettera, scritta in uno stile confuso, con la sintassi errata ed ortografia imperfetta.





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