30/08/16 Aggiornato il:

Anne Bachelier, 1949 | Surrealist /Visionary painter





French painter and illustrator Anne Bachelier, was born in Louvigne du Desert, France.
Metamorphosis, transition, and evolution provide the common threads of the art of Anne Bachelier. The artist captivates her audience with compelling, highly imaginative images that are distinct, unique, inventive and immediately recognizable.
Her metaphysical, dream-like fantasies evoke feelings simultaneously powerful, peaceful, and protective. This unique "other" world, untouched by time or place, reminds the viewer of the eternal dance of transformation and regeneration.

















Anne Bachelier è nata nel 1949 in Louvigne du Desert, Francia. Ha studiato presso la Ecole des Beaux Arts, La Seyne-sur-Mer tra il 1966-1970. L'artista cattura il suo pubblico con avvincenti immagini estremamente fantasiose che sono uniche per inventiva e immediatamente riconoscibili. Le sue metafisiche fantasie oniriche evocano sentimenti potenti ma anche pacifici e protettivi.
Questo unico mondo "altro", incontaminato dal tempo o luogo, ricorda allo spettatore la danza eterna di trasformazione e rigenerazione.
I suoi quadri sono visioni di cui, come ebbe a dichiarare l’Artista, lei non fa che un reportage credendo sinceramente di essere solo il tramite e non la genesi della sua opera. 
I suoi personaggi incarnano archetipi sempiterni, vivi in ognuno di noi, impegnati in questioni di grande importanza e su grande scala. Le visioni di Anne Bachelier catturano il macabro con grandiosità, la potenza e la bellezza avvincente.
Sebbene i suoi lavori siano stati rispettosamente paragonati a quelli di Goya, Moreau, Magritte e Fini, bisogna riconoscere che Anne ha innegabilmente prodotto un cosmo artistico incantato e completamente suo. 
Creature tra il mitologico ed il fantastico si alternano a streghe e fate in un’eterna danza di trasmutazione e rigenerazione che ci incanta con metamorfosi e transizioni che danno perpetuo movimento alle immagini. Per più di 25 anni ha imprigionato sogni sulle sue tele, al punto di essersi meritata dal magazine internazionale Gallery and Studio il soprannome di "incantevole Shahrazād dell’Arte".