26/03/15 Aggiornato il:

Johannes Vermeer | The Girl with a Pearl Earring, 1665



Girl with a Pearl Earring is Vermeer’s most famous painting. It is not a portrait, but a ‘tronie’ - a painting of an imaginary figure. Tronies depict a certain type or character; in this case a girl in exotic dress, wearing an oriental turban and an improbably large pearl in her ear.
Johannes Vermeer was the master of light. This is shown here in the softness of the girl’s face and the glimmers of light on her moist lips. And of course, the shining pearl. | © Mauritshuis.
Here, in one of Vermeer's most engaging images, a young girl dressed in an exotic turban turns and gazes at the viewer. Her liquid eyes and half-opened mouth impart the immediacy of her presence, yet her purity and her evocative costume give her a lasting quality, unconstrained by time or place.
The relatively large scale of this figure reveals how Vermeer enhanced the sense of realism through his expressive paint techniques. For example, he enlivened the young girl's half smile with two small white dots on either side of her mouth, echoing the highlights in her eyes. He also ingeniously used his paints to capture the effect of light falling across her features, turban, and ocher-colored jacket. He evoked the delicacy of her skin with a soft contour for her check, which he created by extending a thin glaze slightly over the edge of the thick impasto defining the flesh color. He indicated reflected light from the white color in the pearl earring, but also, and more subtly, in the shadows on her left cheek. Finally, he painted the shaded portion of the blue turban by covering a black under-pamt with freely applied glazes of natural ultramarine. 
The background of the Girl with a Pearl Earring does not appear as it does when it came off the Vermeer's easel some 360 years ago. Recent analysis demonstrates that the artist had painted a transparent "glaze" of green paint over the dark underpainting. Originally, the background must have appeared as a smooth, glossy, hard and deep translucent green. This tone set against the warm flesh tone probably produced a more vibrant optical effect than the one which can be observed today. 
Dark backgrounds were widely used in portraiture to enhance the three-dimensional effect of the figure. In fragment 232 of his Treatise on Painting, Leonardo da Vinci had noted that a dark background makes an object appear lighter and vice versa. 
Despite the feeling of immediacy Vermeer thus creates, the young girl's idealized image conveys a sense of timeless beauty. Vermeer worked as a classicist, purifying his images to express lasting rather than transient qualities of life. 

La Ragazza col turbante o Ragazza con l'orecchino di perla è un dipinto a olio su tela (44,5×39 cm) di Jan Vermeer, databile al 1665-1666 circa e conservato nella Mauritshuis dell'Aia.
Si tratta di uno dei dipinti più noti dell'artista, anche grazie a un romanzo e un film del 2003 di cui è stato oggetto. Viene talvolta soprannominato la "Monna Lisa olandese".
Tra i generi della pittura olandese i tronien, ovvero ritratti in costumi storici o esotici usate spesso per raffigurare personaggi del passato, biblici o antichizzanti, erano abbastanza frequenti, e risulta che Vermeer vi si dedicò diverse volte. Nell'inventario dei beni della sua famiglia nel 1676 figurano "tronien dipinte alla moda turca" e ancora nel catalogo dell'asta Dissius (1696) si parla di tronien di sua mano ai numeri 22, 23 e 24.
Nessuna di queste tracce è però collegabile con sicurezza al dipinto della Mauritshuis, che è documentato con sicurezza solo dal 1881, quando fu messo all'asta all'Aia da un certo signor Braams e acquistato per una cifra irrisoria (2 fiorini più 30 centesimi di commissione) dal collezionista Arnoldus des Tombe su suggerimento dello storico dell'arte Victor de Stuers. Fu infine donato nel 1903 al museo con un lascito testamentario del des Tombe.
La datazione si basa su dati iconografici e stilistici, e viene collocata a ridosso della Donna con brocca d'acqua e dei tronien a fondo scuro realizzati da Michael Sweerts ad Amsterdam nel 1660-1661.
Numerosissimi gli apprezzamenti nel tempo. Tra questi Jan Veth scrisse nel 1908: «Si potrebbe dire che questo, più di qualsiasi Vermeer, sia dipinto con polvere di perle».
Duante la chiusura del museo per il completo restauro, la Ragazza col turbante è stata il principale oggetto di una serie di mostre di successo nel mondo: nel 2012 al Museo nazionale di arte occidentale di Tokyo, nel 2013-2014 negli Stati Uniti (High Museum di Atlanta, De Young Memorial Museum di San Francisco e Frick Collection di New York), nel 2014 a Bologna in Italia. Nel giugno 2014 è infine tornata nella sua sede originaria, trovando però posto in un punto di maggior preminenza.
Descrizione e stile 
Dettaglio
Su uno sfondo scuro, una fanciulla rappresentata con mezzo busto di profilo ruota la testa di tre quarti verso lo spettatore, in favore della luce che spiove da sinistra. Indossa un mantello color rame e una camicia bianca di cui si vede solo il colletto, oltre a un inusuale turbante fatto di una fascia azzurra che avvolge la testa e un drappo giallo annodato che pende dalla nuca fino alle spalle, terminando in frange azzurrine. Sebbene possa assomigliare alle figure di muse o di sibille, l'assenza di alcun attributo iconografico impedisce una reale identificazione.
Il volto della ragazza, intriso di luce, mostra una rara bellezza: labbra rosse carnose e dischiuse, naso sottile e dritto, occhi grandi e vivi. La luce delle pupille è poi richiamata dall'orecchino con una grossa perla, che brilla sulla penombra del collo. La perla è dipinta utilizzando poche pennellate a goccia, separate l'una dall'altra: è l'occhio umano che ha l'illusione di vederla intera.
L'artista catturò con viva immediatezza l'espressione sfuggente, carica di un'innocente languidezza. Il fondo scuro mette in risalto le zone di luce, col colore applicato in pennellate dense ed uniformi, poco sfumate, tranne nell'incarnato delicato e in alcune zone dove sono presenti piccoli punti, come nel contorno della bocca.
La perla
L'orecchino con perla del quadro, che cattura quasi da solo la centralità della luce di cui è pervaso il dipinto, è di grandi dimensioni ed è a forma di goccia. Sebbene la ragazza che lo indossa appaia di modeste condizioni, tale monile era al tempo di Vermeer prerogativa delle dame aristocratiche dell'alta borghesia. Nel XVII secolo le perle erano una preziosa rarità: venivano importate dall'estremo oriente. Nel caso della perla raffigurata nel dipinto, si tratta di un esemplare di grandi dimensioni che, a parere di alcuni studiosi, in natura non esisterebbe Potrebbe anche trattarsi di un'imitazione in vetro soffiato di produzione veneziana.
Omaggi
La suggestiva leggenda che circonda questo quadro - e che colora con una punta di sentimentalismo la biografia di un grande pittore del quale si sa tuttora ben poco, e che poco ha lasciato: una trentina di dipinti in tutto e tutti di piccole dimensioni - è stata rievocata per la -letteratura nel 1986 dal libro La ragazza col turbante (tradotto in nove lingue) della scrittrice Marta Morazzoni e poi anche nel 2003 per il cinema da un film dal titolo La ragazza con l'orecchino di perla, interpretato dall'attrice Scarlett Johansson ed ispirato al romanzo omonimo del 1999 della scrittrice Tracy Chevalier.