26/10/15 Aggiornato il:

Angiolo Tommasi | The Emigrants /Gli Emigranti, 1986





Angelo Tommasi is a Naturalistic painter, influenced by Courbet’s realism, and played an active role spreading the technique employed by the Macchiaioli. The monumental painting The Emigrants shows a common situation in Italy after the unification process. The burning and dramatic theme of overseas emigration is vividly depicted by the packed crowds at the Port of Livorno, people who have resigned themselves to their fate and the expectation of embarkation. The painting's extraordinary dimensions contribute to an illustration of the theme of Italian emigration on an almost epic scale.





Angelo Tommasi (1858-1923) è un pittore naturalista della seconda generazione Macchiaiola fortemente influenzata dal realismo francese di Gustave Courbet. Insieme ai colleghi, tra cui spiccano Giovanni Fattori e Silvestro Lega, collaborò alla diffusione di un nuovo modo di dipingere, usando macchie di colore e forme dal contorno poco definito.

Il tema scottante dell'emigrazione oltre oceano viene descritto da Angelo Tommasi in maniera minuta nei gruppi di figure assiepati sul molo in rassegnata attesa dell'imbarco al porto di Livorno, è proprio l'eccezionale dimensione a fare del dipinto un'epica e monumentale rappresentazione dell'epopea dell'emigrazione italiana.
Raggiunta l'unità, l'emigrazione rappresenta il fenomeno più tangibile delle difficoltà degli italiani.
l'Italia non consentiva a tutti di vivere decorosamente, le difficoltà economiche e sociali erano tali da indurre molti a lasciare il Paese. La malinconia e le condizioni di grande povertà di chi lasciò la propria terra sono ben rappresentate nel quadro e esprimono i disagi degli anni in cui fu realizzato il dipinto: la prima fase migratoria, in cui partivano intere famiglie.
Solo successivamente saranno soprattutto gli uomini a lasciare per primi la Patria, con l'intenzione di farsi raggiungere dai parenti una volta trovata la stabilità e spesso si servivano anche della dote della moglie per sostenere le spese di viaggio.
Le condizioni dei viaggiatori erano molto disagiate, se non inumane. Siamo dinanzi a una scena comune per quel periodo, che Tommasi ha rappresentato su una teladi grandi dimensioni, generalmente riservata alla celebrazione di scene monumentali, che sottolinea l'importanza del fenomeno.
Su di essa aleggia un tempo sospeso tra rassegnazione e speranza, dove l'ipotesi ed il sogno di una sorte differente, simboleggiata dalle navi all'orizzonte, si mescolano al rimpianto dell'abbandono della propria terra. Lo spazio è invaso da gente umile e anonima in cerca di fortuna: contadine, commercianti e artigiani che tentano un breve e malconcio riposo.
Sono le figure femminili ad interpretare i sentimenti di dolore e di speranza: la contadina che si sorregge il volto con la mano e lo sguardo proteso verso il nulla, assorta nel pensiero di ciò che sta per abbandonare. La bambina con il fazzoletto rosso è vicina a una famiglia che ipotizza con la sua presenza il tempo della rinascita. Due donne, una colta durante l'allattamento, l'altra incinta con le mani sul grembo che predispongono alla speranza. Tutti sembrano in attesa di una nave che tarda ad arrivare. Il distacco e la separazione dagli affetti e dai luoghi restituisce la malinconia e la rassegnazione degli emigranti di questo affresco collettivo. | Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Rome.