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Hermann Hesse | Watercolor painter





"For me, producing with drawing pen and brush is the wine whose inebriating effect makes life warm and pleasant to an extent that it becomes bearable".
La produzione con penna e pennello per me è il vino, la cui ebbrezza scalda ed abbellisce la vita in modo da renderla sopportabile”.
Hermann Hesse, 1920.



Hermann Hesse ~ Painter’s Joy

Acres bear corn and cost money.
Meadows are surrounded by barbed wire,
Terrible need and avarice laid side by side
Everything looks wasted and closed in.

But here in my eye another order of things
Goes on living: violet ebbs away
And the purple flows on its throne, and I sing
My innocent song.

Yellow by yellow, and yellow next to red.
Cool blue turns to the color of rose.
Light and color leap from world to world,
Arch and echo away in a surging of love.

The spirit reigns, healing all sickness,
Green sings out from newborn springs,
The world will share in freshness and meaning,
And heart grow glad and light.


Hermann Hesse ~ Gioia del pittore

I campi portano grano e costano denaro,
sono insidiati i prati dal filo spinato,
bisogno e avidità hanno allignato,
tutto appare murato e corrotto.

Ma qui nei miei occhi alberga
un ordine diverso di ogni cosa,
si estingue il violetto, la porpora troneggia,
di lei io canto la canzone innocua.
Giallo su giallo, e giallo unito a rosso,
fresco azzurrino velato di rossore
luce e colore balza di mondo in mondo,
s'inarca e risuona in onde d'amore.

Regna lo spirito che ogni morbo guarisce,
risuona verde da rinata sorgente,
nuovo e ricco di senso il mondo si spartisce
e il cuore si fa lieto e lucente.


La pittura si rivela per il Premio Nobel per la Letteratura Hermann Hesse 1877-1962, un potente mezzo di recupero della propria armonia interiore, una salutare via di fuga dalla realtà, quando questa diventa troppo dura da accettare e sopportare, un mezzo per sfuggire alla depressione senza perdere il contatto con la vita reale e rifugiarsi nella pazzia, come hanno fatto prima e dopo di lui tanti artisti, molti dei quali appartenenti all'Espressionismo tedesco: egli ne è cosciente, tanto che dice, descrivendo un suo particolare, difficile momento:"Allora mi feci piccino piccino ed entrai nel mio quadro, salii sul trenino e penetrai con esso nel piccolo tunnel nero... poi il fumo si ritirò e svanì, e con esso tutto il quadro con me insieme".


La storia personale ed umana del grande maestro della cultura europea del '900 è travagliata e sofferta, sovente scandita da gravi crisi depressive, ed è proprio per alleviare il suo "male di vivere" che gli viene consigliato di dedicarsi alla pittura, una forma di arte-terapia che gli psicoanalisti che si susseguono alla sua cura giudicano particolarmente adatta alla sua personalità creativa.


Nel corso di molti anni, Hesse dà vita ad una produzione artistica copiosissima, caratterizzata da una tavolozza cromatica molto vivace e da tematiche quasi sempre desunte dall'osservazione della natura: determinante in questo senso fu per lui il trasferimento in Svizzera, nel ticinese, a contatto di paesaggi naturali di eccezionale bellezza.


Hesse pittore era un autodidatta, seppure di eccezionale talento, e dell'autodidatta conserva una freschezza espressiva che sconfina spesso in una certa ingenuità visionaria che impedisce ogni presa di posizione intellettualistica: molto più che lo scrittore Hesse, il pittore sembra immerso in un contatto profondo, ancestrale, radicato con la natura intesa come madre-terra, come sorgente di vita, custode di ogni certezza, in una forma empatica che lo coinvolge e lo esalta come nient'altro e gli fà dire:"Dipingere è meraviglioso".



















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