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Cesare Ciani (1854-1925) | Post-Macchiaioli painter


Cesare Ciani was an Italian painter🎨 associated with the Post-Macchiaioli group.
A student of Giuseppe Ciaranfi at the Accademia di Belle Arti in Florence in 1878, where he won a prize for painting, Cesare Ciani was also strongly influenced by the work of the Macchiaioli painter Giovanni Fattori🎨, with whom he also studied.
Fattori’s guidance is readily evident in Ciani’s landscapes, city scenes and portraits, confidently painted with broad, sketchy brushstrokes.


Much of his work was devoted to scenes of daily life in his native city of Florence, and in particular the "oltrArno" neighborhood of Borgo San Frediano, where the artist had his studio on the Via dei Serragli.
Ciani exhibited his work regularly in Florence, and first exhibited in Paris in 1899, gaining an honourable mention.
Two years after Ciani’s death a large retrospective exhibition of over 180 of his works was held at the Galleria dell’Accademia in Florence, while more recently an exhibition of the artist’s work was held at the Galleria La Stanzina in Florence in 1978.
Several paintings by Ciani are today in the collection of the Galleria d’Arte Moderna at the Palazzo Pitti in Florence, while two self-portraits by the artist, one dating from the 1890’s and another painted shortly before his death, are in the Uffizi.

































Cesare Ciani (Firenze, 28 febbraio 1854 - Firenze, 13 febbraio 1925) è stato un pittore Italiano🎨.
Compiuti gli studi all'Istituto Tecnico e prestato il servizio militare fino al 1978, s'iscrive all'Accademia di Firenze e segue i corsi di Giuseppe Ciaranfi e di Giovanni Fattori🎨, di cui ne assimila la filosofia di fondo che si esplicita nella vivace attenzione verso temi concernenti il paesaggio e le figure che vi ruotano intorno.
Nel 1988 presenta al Circolo degli Artisti la Vedova, con la quale l'anno successivo ottiene una “mention honorable” all'Esposizione Internazionale di Parigi. Espone con assiduità alle promotrici e poi alle esposizioni artistiche italiane.
A cavallo dei due secoli, la sua pittura è intensamente vitalista, come dimostrano opere quali l’Interno di Officina datato 1898, che riecheggia opere coeve di Lovis Corinth, per l'interesse verso operai e macchine, o la Villa Bianca all'Isola d'Elba, appartenuta a Mario Galli, e che già nel titolo, esprime l'appassionata attenzione alla luminosità mediterranea (riprodotti in Pelagatti-Tassi 1962 e Cesare Ciani 1978).


Nel 1922, presentato da Mario Tinti, partecipa alla Primaverile Fiorentina con un numero elevato di opere, fra le quali: Bambino malato, Donne del popolo, Mercato; esemplari della poetica dell'artista che fin dai primi anni del Novecento, si afferma su soggetti campestri e popolari.
Temi consoni per altro, alla pittura dei cosiddetti post-macchiaioli, dei quali per consuetudine critica anche Ciani fa parte.
Con la particolarità da parte di questo artista, considerandoli però con intenti espressionistici, e tratta con una stesura povera e una tavolozza di bruni, viola, verdi marciscenti, occasionalmente accesa di tocchi di rosso e bianchi abbaglianti.
Ritrae scene di vita quotidiana che si svolgono nell'affollato e rumoroso quartiere fiorentino di Borgo San Frediano, in via de' Serragli.
Pittore dalla copiosa produzione artistica, gode di un buon mercato, principalmente tra i collezionisti toscani, lombardi ed emiliani; anche in considerazione del fatto che è uno dei pochi fiorentini che appartengono alla cerchia dei Post-macchiaioli.
Nel 1927, a due anni dalla sua morte, Mario Tinti e Llewelyn Lloyd, organizzano un'importante retrospettiva con 180 opere. | © Wikipedia






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