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Guillaume Seignac | A beauty of nature, 1900

Guillaume Seignac’s graceful model reflects the Academic ideals that earned his fame in the nineteenth century, and those of his teacher at the Académie Julien, William Bouguereau.
Embracing the classical subject matter and technical mastery of the Renaissance, the nineteenth century production of allegorical scenes of beautiful women in classical dress found critical success at the Paris Salons, and Seignac’s work earned a place in the great private collections of Europe and America.

Guillaume Seignac | A beauty of nature, 1900 | Sotheby's


With the present work, Seignac demonstrates his highly trained skills through the naturalistic representation of his model: her tender grasp on the sprig of lilacs and her thoughtful gaze falling on the small yellow butterfly invite the viewer to interrupt her solitude, while the tonal depths of her skin deepen from alabaster to a soft blush.
Her robes, despite their modesty, reveal the carefully modeled form of the body underneath.

Seignac’s women combine portraits of modern Parisian women with ancient dress and pastoral scenery to create an escape from an increasingly industrialized world in an imagined classic idyll.
The peaceful refuge of the glade masks the careful academic technique of the work.

The brushwork seamlessly transitions from light-dappled path to the soft petals of the lilacs, and the fabric flowing over smooth skin, are testaments to Seignac’s masterful skill.
Seignac often included a variety of blooms in his compositions, likely to suggest symbolic meanings. In the “flower language” popular in many nineteenth century social circles, lilacs were gifted between lovers to privately express their devotion.
Traditionally blooming around Easter, they are symbolic of both rebirth and fortitude. | Source: © Sotheby's

Guillaume Seignac | Happy Thoughts | Sotheby's

Guillaume Seignac | Polyhymnia | Sotheby's

Guillaume Seignac | Diana the Huntress | Sotheby's

"A beauty of nature" di Guillaume Seignac riflette gli ideali accademici che gli valsero la fama nel XIX secolo e quelli del suo insegnante all'Académie Julien, William Bouguereau.
Abbracciando il soggetto classico e la padronanza tecnica del Rinascimento, la produzione ottocentesca di scene allegoriche di belle donne in abiti classici trovò un successo di critica ai Saloni di Parigi ed il lavoro di Seignac si guadagnò un posto nelle grandi collezioni private d'Europa e d'America.

Con il presente lavoro, Seignac dimostra le sue abilità altamente addestrate attraverso la rappresentazione naturalistica del suo modello: la sua tenera presa sul rametto di lillà ed il suo sguardo pensieroso che cade sulla piccola farfalla gialla invitano lo spettatore a interrompere la sua solitudine, mentre le profondità tonali di la sua pelle diventa più profonda dall'alabastro a un leggero rossore.

Le sue vesti, nonostante la loro modestia, rivelano la forma accuratamente modellata del corpo sottostante.
Le donne di Seignac combinano ritratti di donne parigine moderne con abiti antichi e paesaggi pastorali per creare una fuga da un mondo sempre più industrializzato in un idillio classico immaginario.
Il tranquillo rifugio della radura maschera l'attenta tecnica accademica del lavoro. La pennellata passa senza soluzione di continuità dal percorso screziato di luce ai morbidi petali dei lillà, e il tessuto che scorre sulla pelle liscia, sono testimonianze dell'abilità magistrale di Seignac.

Seignac includeva spesso una varietà di fioriture nelle sue composizioni, suscettibili di suggerire significati simbolici.
Nel "linguaggio dei fiori" popolare in molti circoli sociali del diciannovesimo secolo, i lillà venivano donati tra gli innamorati per esprimere privatamente la loro devozione.
Tradizionalmente fioriscono intorno a Pasqua, sono simboli sia di rinascita che di forza d'animo. | Fonte: © Sotheby's