22/05/13 Aggiornato il:

Eugene de Blaas ~ Academic painter | Part.1




Eugene de Blaas also known as Eugenio De Blaas or Eugen von Blaas, was born on July 24th in the Italian village of Albano, near Rome in 1843, to Austrian parents. His career was enriched by a talented and artistic family. His father, Carl von Blaas (1815-1894), was one of the most notable portrait painters of Roman society, a successful history portrait and fresco painter of the late Biedermeier period. It was in Venice that Eugene de Blaas established himself as the leading painter of Venetian genre. Painter of portraits, women, nudes, balcony-and genre scenes, children in the Realist and Romanticism style. Native Italian artists like Antonio Paoletti, Antonio Rotta and Eugene de Blaas, as well as Englishmen such as Luke Fildes and William Logsdail depicted the lives of Venetian fisher folk, gondoliers and Venetian beauties. Eugene de Blaas died on the 10th Febuary in the Italian city of Venice in 1932.






De Blaas, Eugenio - Nacque ad Albano (Roma) il 24 luglio 1843 dal pittore austriaco Carl von Blaas e da Agnese Auda, italiana.
Carl (Manders, Tirolo, 1815-Vienna 1894), che era stato chiamato in Italia nel 1832 dallo zio Francesco Purtscher di Eschenburg per frequentare l'accademia di Venezia, fu dal 1837 a Roma dove venne in contatto con il circolo dei Nazareni e ritornò a Vienna nel 1851; dall'estate 1856 fu a Venezia come professore presso l'accademia; ritornò definitivamente a Vienna nel 1866. Un suo ritratto del figlio Eugenio a 5 anni è stato esposto a Vienna nel Belvedere superiore nel 1985.
Il D., dapprima allievo dei padre all'accademia di Venezia, si formò successivamente a Roma (nel 1862 vinse il pensionato; Marini, 1905, p. 249). Chiese e ottenne nel 1888 la cittadinanza italiana, stabilendosi a Venezia (IlGazzettino, 12 febbr. 1931).
Secondo il De Gubernatis (1906) esordì con una tela di grandi dimensioni per una chiesa del Tirolo non meglio precisata e si dedicò anche all'affresco, aiutando il padre nella decorazione delle cupole dell'Arsenale di Vienna.
Incominciò ad esporre nel 1866 e partecipò alle più importanti rassegne collettive in Italia e all'estero, conseguendo notevoli riconoscimenti. A Vienna, dove (1867) il dipinto Decamerone fu premiato con medaglia d'oro, seguirono Londra, Parigi, Berlino, Monaco, Bruxelles, Dresda e Pietroburgo. All'Esposizione mondiale di Vienna del 1873 ricevette la medaglia di terza classe; una Caccia alla volpe nella Campagna romana è riprodotta sull'Illustr. ital. del 29 dic. 1878 (pp. 412 s.); fu premiato con la medaglia d'oro all'Esposizione internazionale di Monaco del 1888; a Dresda, all'Intemazionale del 1894, ebbe la medaglia di seconda classe.
In Italia partecipò all'Esposizione nazionale a Venezia nel 1881 (Ninetta, Burattini in convento) e nel 1887 all'Esposizione internazionale, sempre a Venezia, (Ninetta; cfr. L'Esposizione artistica nazionale illustrata, Venezia 1887, n. 26, pp. 205 s.); a Milano nel 1894 alle Esposizioni riunite di Brera (Ritratto di signora; cfr. L'Illustrazione italiana, 12 ag. 1894, fig. p. 97); a Torino all'Esposizione nazionale nel 1898 (Ritratto). Fu presente a tutte le Biennali di Venezia dalla prima (1895) alla decima (1912) e vi espose soprattutto ritratti. Nel 1922, sempre alla Biennale, tenne una mostra personale di bozzetti per quadri, studi e disegni; seguirono, poscume, le presenze del 1932 (Ritratto della moglie, I burattini al convento, Banchetto con Arlecchino e Pantalone, Sposalizio, Arlecchino, Festa in palazzo) e del 1935 alla mostra dei quarant'anni della Biennale (Ritratto della figlia, Ritratto, Paolina Prina De Blaas, Cane e gatto).
Il D. interpretò l'anima di Venezia in innumerevoli quadri, dei quali diamo alcuni titoli: La tombola in campiello, La casa del divertimento, Al balcone (1890), Scena galante, Nozze a Murano, Pescatori di conchiglie, Il venditore di fiori, Eccola, Richetta, Donna in lutto, ecc. La sua è una pittura romantica, retorica e manierata a causa di quel troppo "finito" che imprigiona l'istantaneità degli atteggiamenti e mette freno alla sua spigliata e colorita fantasia di bozzettista.
Intensa fu la sua attività ritrattistica: innumerevoli le testine, i ritratti di aristocratici italiani e stranieri e di familiari; maggior propensione per le immagini muliebri, sia le gran signore veneziane in veste di gala, con ricche acconciature e cariche di gioielli, sia le popolane dalle forme procaci.
Il D. insegnò all'accademia di belle arti di Venezia dal 1880-1890 (fra i suoi allievi Giovanni Zennaro, Noè Bordignon e Vittorio Tessari) e fu membro del consiglio accademico. Morì a Venezia il 10 febbr. 1931.
Aveva sposato la contessa Paola Prina e nel 1888 era nato il figlio Giulio, anch'egli pittore.
Sue opere sono in numerose collezioni private e in alcuni musei come quelli di Copenaghen (Scena in una bottega di sarto, 1876, venduto a privati, il 27 giugno 1943, all'asta presso Winkel e Magnussen; Il buongustaio; Nozze a Murano) e di Vienna (Künsthistorisches Museum: Una escursione a Murano; Gemälde Galerie der Akademie der bildenden Konste: Fiore proibito). Presso il Civico Museo Revoltella di Trieste si trova il Ritratto della duchessa Ersilia Canevaro (1881).
Le sue pitture ebbero una vastissima diffusione anche nelle riproduzioni che se ne fecero, soprattutto fotografiche (Gazzetta di Venezia, 11 febbr. 1931). Presso l'Archivio storico delle arti contemporanee di Venezia si trovano tre lettere autografe (1881, 1894, 1909).
| © di Cristina Donazzolo Cristante - Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani.