10/04/16 Aggiornato il:

Pier Augusto Breccia, 1943 | Hermeneutic painting /Pittura Ermeneutica



So far Pier Augusto Breccia held around 60 one-man-shows, produced 1150 works and about 700 of his works have been purchased by Collectors all over the world.
Because of his very personal style and his original philosophy, he is actually considered and recognized as the "father" of "Hermeneutic Painting".

















Pier Augusto Breccia was born in Trento (Italy), on April 12, 1943, the son of Elsa Faini of Trento and Angelo Breccia of Porano (Orvieto).
Since 1948 he has been living in Rome, where he has pursued the full curriculum of studies.
His father was a surgeon and his mother a hospital operating room chief nurse. From a surgical point of view, "the operating theatre was his nursery".
In his adolescence, his surgical "predestination" was in a certain way in contrast to his particular inclination toward the humanistic world. During his 14th and 15th years, fascinated by Dante, he studied with passion, by himself, the Divine Comedy, learning to appreciate the artistic, universal contents beyond the allegoric representations.
At 16, upon entering classic high school, he discovered the glamour of the ancient Greek world. On his own initiative, he translated in blank endecasyllabics (published by Signorelli Ed.) Sofocle’s "Antigone" and the "Tied Prometheus" by Aeschilus.
He also translated the Plato "Dialogues" and through these came to know Socrates who was to be a great teacher for him.
At 18, he graduated from high school at the "Giulio Cesare" Lyceum of Rome, distinguishing himself among the best students of Italy.
In 1961 he enrolled in the Faculty of Medicine at the Catholic University of Rome, the same year of its inauguration. In July, 1967, for his brilliant curriculum, he was selected to receive the first Medical Degree of the new Faculty with the highest marks and honours (cum laude).
Following this, he dedicated his entire interest to heart-surgery, frequenting at different times the Center for Thoracic and Cardiovascular Surgery at Karolinska Sjukhuset in Stockholm (directed by V.O.Bjork), and working at the Catholic University in Rome (Gemelli hospital) until he reached the qualification of Associate Professor and Chief Heart Surgeon in 1979.
During this period he performed over one thousand open-heart operations and had more than fifty major papers published on important national and international scientific magazines.
His father died in 1978.
In 1977 he discovered, in a most casual way, his capacity for design which he never knew or thought he possessed.
Fascinated by his instantaneous skill, he practiced drawing for about two years, copying a little bit of everything. Then, suddenly, overbearingly and dramatically, in 1979, the humanistic vocation of youth, matured by the human experience of almost 20 years of medical surgical life, re-emerged under the crust and broke open. In two years, he prepared his "opera prima" Oltreomega (Beyond Omega) presented in October 1981 by the famous italian critic and poet Cesare Vivaldi (Director of the Fine Art Academy of Rome). The work was received with extraordinary acclaim by the critic and by the public.
During the following years, with increasing acclaim, he held new exhibitions in many cities of Italy and outside his country ("Choral Monologue", "The concrete shapes of Non-existent", "The Semantic of Silence", etc.).
His new involvement as an artist became so consuming that, in August, 1983, Breccia took a leave of absence from his surgical position.
In February, 1984, he wrote a book ("The Eternal Mortal" - Publ, De Luca - Rome) which expresses his original artistic/cultural position in the art-world and his aesthetic philosophy.
In January and February of 1985, Breccia’s painting was presented for the first time in New York at Gucci Gallery and at Arras Gallery with great success.
In April, 1985, he resigned his position as a surgeon and moved to New York to pursue his artistic experience in the US. He lived and worked in New York for the next 11 years, showing his works, through Arras Gallery, in other American and European cities (Zurich, Columbus, Santa Fe, Miami, Houston) with growing success.  
In 1992 he wrote a monumental book ("Animus-Anima"- Vita e Pensiero Publ. - Milan) where he collected 500 images of his paintings and developed, through a deep analysis of their language, a clear vision of what he would have named (in 2004) "Hermeneutic painting".

In 1996 he decided to go back to his country to pursue his cultural engagement in Europe through State and Museum Exhibitions. In 1999 he wrote another important book ("The suspended language of the Selfconsciousness" - Publ. Di Renzo - Rome), and in 2004 he published the Manifesto of his "Hermeneutics" ("Introduction to Hermeneutic painting").
Since 1996 he lives and works in Rome.
Among his public exhibitions during this period, a special mention is due to his Retrospectives at Palazzo dei Papi (Viterbo, 1997), Palazzo dei Sette (Orvieto, 2000 and 2007), Museo del Vittoriano (Roma, 2003), Museo di Palazzo Ziino (Palermo, 2004), Italian Cultural Institute (Bruxelles, 2004), Archivio di Stato (Firenze, 2005), Museo di Palazzo Venezia (Roma, 2007).





















































































Pier Augusto Breccia nasce a Trento il 12 Aprile 1943, figlio di Elsa Faini di Trento e di Angelo Breccia di Porano (Orvieto).
Dal 1948 vive a Roma, dove ha completato il suo curriculum di studi.
Suo padre era un chirurgo e sua madre una caposala di Sala Operatoria. Da un punto di vista chirurgico "il teatro operatorio è stato la sua nursery”.
Nella sua adolescenza, la sua "predestinazione" chirurgica va in un certo modo in contrasto con la sua particoloare inclinazione al mondo umanistico.
Tra i 14 e i 15 anni, affascinato da Dante, studia con passione, da solo, la Divina Commedia, imparando ad apprezzare il contenuto artistico universale dietro le rappresentazioni allegoriche.
A 16 anni, appena iniziato il Liceo, scopre la bellezza del mondo greco antico. Di sua iniziativa traduce in endecasillabi "Antigone" di Sofocle e "Prometeo legato" di Eschilo (pubblicati da Signorelli Editore).
Traduce anche i "Dialoghi di Platone" e attraverso di essi conosce Socrate che per Breccia ha rappresentato un grande maestro.
A 18 anni si laurea presso il Liceo Classico "Giulio Cesare" di Roma, distinguendosi tra i migliori studenti in Italia.
Nel 1961 entra nella Facoltà di Medicina dell'Università Cattolica di Roma, nell'anno dell'inaugurazione della stessa università. Nel Luglio 1967, grazie al suo brillante curriculum, viene scelto per ricevere la prima laurea in Medicina e Chirurgia della nuova Facoltà e la ottiene con il massimo dei voti e la lode.
Successivamente dedica il suo pieno interesse alla cardiochirurgia, frequentando in diversi periodi il "Center for Thoracic and Cardiovascular Surgery" nel Karolinska Sjukhuset a Stoccolma (diretto da V.O. Bjork), e lavorando presso l'Università Cattolica di Roma (Policlinico Gemelli) fino ad ottenere la qualifica di Professore Associato e Primario di Cardiochirurgia nel 1979.
Durante questo periodo esegue oltre mille interventi a cuore aperto e pubblica oltre 50 lavori scientifici su importanti riviste nazionali e internazionali.
Suo padre muore nel 1978.
Nel 1977 scopre, in maniera casuale, la sua capacità di disegnare che non credeva in precedenza di possedere.
Affascinato dalla sua abilità fa pratica di disegno per circa due anni, copiando un po' di tutto.
Poi, improvvisamente, inaspettatamente e drammaticamente, nel 1979, riemerge la sua vocazione umanistica giovanile maturata dall'esperienza umana di circa 20 anni di vita medico-chirurgica. In due anni prepara la sua "opera prima” Oltreomega vhe viene presentata nel Ottobre del 1981 dal famoso critico e poeta italiano Cesare Vivaldi (Director della Accademia delle Belle Arti di Roma). Il lavoro viene accolto con straordinario successo dalla critica e dal pubblico.
Durante gli anni successivi, con successo crescente, organizza nuove mostre in molte città italiane e straniere (“Monlogo Corale”, “Le forme concrete dell'Inesistente”, “La semantica del silenzio", ecc.).
La sua nuova vita da artista diviene così importante che, nell'Agosto 1983, si allontana dalla Chirurgia andando in aspettativa.
Nel Febbraio 1984 scrive un libro (“L'Eterno mortale - Publ. De Luca - Roma) che esprime la sua originale posizione aritstico/culturale e la sua filosofia estetica.
Nel Gennaio e Febbraio 1985, la pittura di Breccia viene presentata per la prima volta a New York nella "Gucci Gallery" e nella "Arras Gallery" con grande successo.
Nell'Aprile 1985 si ritira definitivamente dalla chirurgia e si sposta a New York per continuare la sua esperienza artistica negli Stati Uniti.
Vive e lavora a New York nei successivi 11 anni, esibendo le sue opere mediante la Arras Gallery e in altre città americane ed europee (Zurigo, Columbus, Santa Fe, Miami, Houston) con successo crescente.
Nel 1992 scrive un libro monumentale (“Animus-Anima”– Vita e Pensiero Publ. – Milano) in cui raccoglie 500 immagini dei suoi dipinti e sviluppa, mediante una profonda analisi del loro linguaggio, una chiara visione di quella che chiamerà (nel 2004) “Pittura Ermeneutica”.
In 1996 decide di tornare in Italia per continuare il suo percorso culturale nel suo paese, ed in Europa in generale, attraverso grandi mostre in Musei di stato.
Nel 1999 scrive un altro volume importante (“Il linguaggio sospeso dell'autocoscienza” - Publ. Di Renzo - Roma), e nel 2004 pubblica il Manifesto della sua pittura (“Introduzione alla pittura ermeneutica”).
Dal 1996 vive e lavora a Roma.
Tra le sue mostre in luoghi pubblici, menzioni speciali vanno alle sue retrospettive di Palazzo dei Papi (Viterbo, 1997), Palazzo dei Sette (Orvieto, 2000 and 2007), Museo del Vittoriano (Roma, 2003), Museo di Palazzo Ziino (Palermo, 2004), Italian Cultural Institute (Bruxelles, 2004), Archivio di Stato (Firenze, 2005), Museo di Palazzo Venezia (Roma, 2007).

Fino ad ora Breccia ha organizzato circa 60 mostre personali, prodotto 1150 opere delle quali circa 700 sono state acquistate da collezionisti in tutto il mondo.
Dato il suo stile personale e la sua originale filosofia, è attualmente considerato e riconosciuto il "padre" della Pittura Ermeneutica.