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Benvenuto Tisi da Garofalo (1481-1559) | High Renaissance painter


Benvenuto Garòfalo, byname of Benvenuto Tisi, Italian painter🎨, one of the most prolific 16th-century painters of the Ferrarese school.
Garofalo’s first apprenticeship was with Domenico Panetti and later with the Cremonese painter Boccaccio Boccaccino.
Garofalo’s two visits to Rome in the first and second decades of the century greatly influenced his style, as did the work of Dosso Dossi, especially in the treatment of landscape backgrounds.


This is clearest in several pictures of the Nativity painted before 1520; it is also apparent in the fine Sacrifice to Ceres (1526).
Northern Italian influences, particularly that of Andrea Mantegna’s🎨 Camera degli Sposi / "Wedding Chamber"🎨 at Mantua, dominate Garofalo’s ceiling paintings in the Seminario at Ferrara (1519).
The influence of Raphael🎨 and Michelangelo🎨 made itself felt from about 1520 onward, and Garòfalo , though he seems never to have left Ferrara at this time, kept pace with the developments of Michelangelesque Mannerism🎨 in Florence and Rome.
This is evident in his painting Baptist Taking Leave of His Father (1542) in San Salvatore, Bologna. | © Encyclopædia Britannica, Inc.














Garòfalo, Benvenuto Tisi detto il - Pittore (forse Ferrara 1481 - ivi 1559), probabilmente originario di G., villaggio del Polesine; secondo G. Vasari, fu scolaro di D. Panetti: anche se le sue prime opere (Presepe della pinacoteca di Ferrara; affresco del palazzo di Ludovico il Moro, ivi) mostrano l'influsso prevalente di B. Boccaccino, col quale lavorò a Cremona dal 1498 al 1499, e di L. Costa, col quale lavorò a Mantova.
Era allora già stato a Roma (diciannovenne) e aveva forse conosciuto a Venezia qualche opera di Giorgione.
Verso il 1513 compiva un secondo viaggio a Roma. Quivi ammirò Michelangelo, ma più ancora si accostò a Raffaello.
Fra le sue opere ricordiamo alcuni dipinti di soggetto classico (Poseidone e Pallade Atena, 1512, Dresda).
L'influsso di Raffaello è evidente nella Madonna in trono e santi (Modena, Gall. Estense).
Altre sue opere: il S. Sebastiano (Napoli, Pinacoteca) e gli affreschi del Seminario Ferrarese (1517 circa).
Le tendenze giovanili rivivono ancora in dipinti come il Sacrificio pagano della National Gallery di Londra (1526).
Confuso talora con il pittore Giovanni Battista Benvenuti detto l'Ortolano; il Garòfalo firmò le sue opere con un garofano ("garofalo").
Nel 1531 perdette un occhio; nel 1550 divenne completamente cieco. | © Treccani



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