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Remedios Varo | Surrealist painter


Remedios Varo’s paintings combine Surrealist* influences with a distinctive style that evokes mystical or eerie adventures.
She had a life philosophy of non-conformity and a personal story marked by dislocation and tumult.
During her childhood in Spain, Varo was influenced by her engineer father, who taught her to draw, and her strict Catholic schooling, against which she rebelled. Following her graduation from art school, she pursued Surrealism* and political change.






She moved to Paris in 1937, later finding that she could not return to Spain following the Spanish Civil War.

Varo associated and exhibited with the Surrealists, exploring magic, alchemy, and analytical psychology.
As World War II threatened Paris, Spanish refugees came under threat.
Varo was arrested and held in early 1940. After her release, she fled Paris in the face of the Nazi invasion, and by late 1941 had secured passage to Mexico.
In Mexico, Varo remained friends with fellow refugees from her European Surrealist" circle, including artist Leonora Carrington*, who became her closest friend and collabo­rator.
In the late 1940s, as she supported herself through commercial illustration, Varo began to develop her mature personal style.
During succeeding decades, she devoted increased time and energy to her art, and she delved further into the fantastical sources that captured her imagination. Her death of a heart attack in 1963 occurred as she was reaching new renown. | © National Museum of Women in the Arts











































María de los Remedios Alicia Rodriga Varo y Uranga (Anglès, 16 dicembre 1908 - Città del Messico, 8 ottobre 1963), più conosciuta come Remedios Varo, fu una pittrice surrealista* Ispano-Messicana, attiva soprattutto in Messico in collaborazione con Leonora Carrington*.
Nata María de los Remedios Alicia Rodriga Varo y Uranga da padre valenciano e madre argentina di origine basca, si interessò fin da molto giovane al disegno, cui venne introdotta dal padre, ingegnere idraulico e libero pensatore; così che a soli 15 anni si iscrisse all'Accademia d'Arte a Madrid.
Appena terminata l'Accademia e stanca delle restrizioni del collegio femminile, partì col marito alla volta di Parigi, dove trovò il sospirato spirito libero e bohemien che in seguito segnerà la sua arte.
Nel 1932, dopo un solo anno, tornò in Spagna nella città che meno le avrebbe fatto sentire la mancanza della capitale francese: l'altra capitale del surrealismo, Barcellona.






Durante la guerra civile spagnola si schierò senza esitazione coi Repubblicani; separata dal marito, conobbe il poeta Benjamin Péret, che parteggiava per gli antifascisti, divenne la sua compagna e si recò con lui a Parigi.
Nuovamente in Francia, questi la introdusse nel circolo surrealista di André Breton.
Nel 1941, con l'occupazione nazista della Francia, la pittrice e il poeta furono nuovamente costretti a fuggire e emigrarono in Messico, paese dove la politica di accoglienza del presidente Lázaro Cárdenas permise ai due rifugiati politici di naturalizzarsi rapidamente ed intraprendere la propria attività.
Nelle Americhe, Remedios Varo dovette usare sia le conoscenze di disegno tecnico-scientifico apprese prima dal padre e poi all'Accademia, sia quelle di disegnatrice pubblicitaria già praticate a Barcellona per guadagnarsi da vivere. Fu solo dopo le seconde nozze col politico austriaco Walter Gruen, nel 1952, che poté dedicarsi esclusivamente all'arte.
Nel 1955 la pittrice presentò al pubblico i suoi lavori in una prima esposizione collettiva a Città del Messico, seguita l'anno successivo da un'esposizione individuale.


In Messico la pittrice conobbe personalmente gli artisti messicani Frida Kahlo* e Diego Rivera*, ma stabilì una relazione di amicizia più forte con altri intellettuali in esilio, in particolare con l'inglese Leonora Carrington, anche lei pittrice surrealista. Insieme a Leonora Carrington* ed a Bridget Bate Tichenor espatriò ed espose in Messico.
Morta di arresto cardiaco l'8 ottobre del 1963, è oggi considerata una delle più grandi artiste del Messico.
Opera
L'opera di Remedios Varo si è raffinata in uno stile molto personale e riconoscibile, nota per i dipinti onirici dall'apparato scientifico. Chiara è l'influenza del movimento surrealista, di cui ha fatto parte e la propensione al sogno ed alla rappresentazione del legame tra la realtà vissuta e quella immaginata. Il tutto eseguito con grande accuratezza tecnica ed una minuziosa attenzione ai particolari sia dal punto di vista simbolico che pittorico.




Molti dei quadri della pittrice portano forti richiami autobiografici, tanto che spesso i personaggi che appaiono nelle sue opere assomigliano alla pittrice o ai suoi amici più intimi. Tra i temi ricorrenti quello della ribellione più o meno manifesta ad una rigidità imposta dall'esterno, che spesso sfocia in una fuga o un viaggio, su imbarcazioni sempre diverse ed intime o su biciclette od altri mezzi su eteree ruote.
Ma il mondo di Remedios Varo non ha mai una sola dimensione, se ne aggiungono sempre delle nuove, o per il galleggiamento sulle nuvole del sogno, o perché dalle pareti, dalle spalliere, dagli orologi a pendolo, si aprono squarci da cui si affacciano nuove realtà, nella forma di gatti e di volti o di uccelli e foglie secche.
Anche la lettura di ogni singola opera è un compito che richiede molto tempo, per la densità di significati e di particolari mai casuali.
Dopo aver assaporato al primo impatto la gradevolezza del tratto, si finisce per rimanere intrappolati nel susseguirsi di nuove scoperte; quando si nota che è il tessuto dei vestiti indossati dai personaggi a costituire il materiale per imbarcazioni e pavimenti, che chi tiene la luna in gabbia si trova altrettanto intrappolato tra le nubi, mentre tra le ragazze che tessono a comando nella torre ce n'è una che ha furtivamente disegnato la propria libertà.
Anche la creazione dovuta alla magia ricorre spesso nelle opere della pittrice, dove l'esperta mano dell'alchimista mescola la luce degli astri per creare nuova arte e nuova vita, popolata di esseri con sembianze più di animali che umane degne dell'artista da lei sempre ammirato: Hieronymus Bosch. | © Wikipedia








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