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Vincent van Gogh | Our life is a pilgrim's progress | The Letters






The Letters of Vincent van Gogh🎨 refers to a collection of 903 surviving letters written (820) or received (83) by Vincent van Gogh.
More than 650 of these were from Vincent to his brother Theo.
The collection also includes letters van Gogh wrote to his sister Wil and other relatives, as well as between artists such as Paul Gauguin, Anthon van Rappard and Émile Bernard.


Vincent's sister-in-law and wife to his brother Theo, Johanna van Gogh-Bonger, spent many years after her husband's death in 1891 compiling the letters, which were first published in 1914.
Arnold Pomerans, editor of a 1966 selection of the letters, wrote that Theo "was the kind of man who saved even the smallest scrap of paper", and it is to this trait that the public owes the 663 letters from Vincent.
By contrast Vincent infrequently kept letters sent him and just 84 have survived, of which 39 were from Theo.
 Nevertheless, it is to these letters between the brothers that is owed much of what is known today about Vincent van Gogh.
Indeed, the only period where the public is relatively uninformed is the Parisian period when they shared an apartment and had no need to correspond.
The letters effectively play much the same role in shedding light on the art of the period as those between the de Goncourt brothers do for literature. | © Wikipedia


From: Vincent van Gogh🎨
To: Theo van Gogh
Date: Isleworth, Friday, 3 November 1876

Our life is a pilgrim's progress. I once saw a very beautiful picture: it was a landscape at evening.
In the distance on the right-hand side a row of hills appeared blue in the evening mist. Above those hills the splendour of the sunset, the grey clouds with their linings of silver and gold and purple.
The landscape is a plain or heath covered with grass and its yellow leaves, for it was in autumn. Through the landscape a road leads to a high mountain far, far away, on the top of that mountain is a city wherein the setting sun casts a glory.
n the road walks a pilgrim, staff in hand. He has been walking for a good long while already and he is very tired.
And now he meets a woman, or figure in black, that makes one think of St. Paul's word: As being sorrowful yet always rejoicing.
That Angel of God has been placed there to encourage the pilgrims and to answer their questions and the pilgrim asks her: Does the road go uphill then all the way?"
And the answer is: "Yes to the very end."
And he asks again: "And will the journey take all day long?"
And the answer is: "From morn till night my friend."

And the pilgrim goes on sorrowful yet always rejoicing..."

























La corrispondenza tra Vincent van Gogh [1853-1890] ed il fratello minore, il mercante d'arte Theo van Gogh, rappresenta il testamento del pensiero di Van Gogh verso la vita, l'arte e la pittura.
I fratelli si scambiarono tra il 1872-1890 centinaia di lettere: più di 600 da Vincent a Theo e 40 da Theo a Vincent.
Anche se molte di queste lettere non sono datate, gli storici dell'arte sono stati in grado di ordinarle cronologicamente.
Il periodo in cui Vincent visse a Parigi è il più difficile da ricostruire per gli storici, poiché i due fratelli, vivendo insieme, non ebbero bisogno di scriversi.
Oltre alle lettere da e per Theo, ne sono state conservate altre e, in particolare, quelle a Van Rappard, a Émile Bernard e alla sorella Wil.
Le lettere sono state pubblicate nel 1913 dalla vedova di Theo, Johanna van Gogh-Bonger, che le rese pubbliche con "trepidazione" perché non voleva che il dramma nella vita dell'artista mettesse in ombra il suo lavoro.
Van Gogh stesso era un avido lettore di biografie di altri artisti e pensava che la loro vita dovesse essere in linea con le caratteristiche della loro arte fantastica anche se talvolta poco seria.



La lettera...
"La nostra vita è come il cammino di un pellegrino.
Una volta vidi uno splendido dipinto, rappresentava un paesaggio di sera. Sulla destra, in lontananza, una fila di colline che sembravano blu nelle brume della sera. Al di sopra di quelle colline, lo splendore del tramonto, le nuvole grigie striate d'argento, d'oro e di porpora. Il paesaggio è una pianura coperta d'erba e d'erica, qua e là le cortecce bianche delle betulle con le foglie gialle perché è autunno. Attraverso il paesaggio scorre una strada che porta a un'alta montagna, molto, molto lontana e, sulla cima della montagna, una città su cui il sole al tramonto getta una luce di gloria.

Sulla strada cammina un pellegrino, ha un bastone in mano.
Egli sta camminando già da molto tempo ed è stanco. Incontra una donna, una figura in nero che fa pensare alle parole di San Paolo: Anche se triste, tuttavia sempre lieta.
Quest'angelo di Dio è stato messo lì per incoraggiare il pellegrino e per rispondere alle sue domande; e il pellegrino chiede: 'Questa strada è sempre in salita?'.
E la risposta è : 'Sì, fino alla fine'.
Il pellegrino chiede ancora: 'Il viaggio durerà tutto il giorno?'.
E la risposta è: 'Da mattina fino a sera, amico mio'.

E il pellegrino continua la sua strada, triste eppur sempre lieto". - Vincent van Gogh