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Ernst Barlach | Expressionist sculptor | Degenerate Art


Ernst Barlach (1870-1938), outstanding sculptor of the Expressionist movement whose style has often been called “modern Gothic”.
Barlach also experimented with graphic art and playwriting, and his work in all media is notable for its preoccupation with the sufferings of humanity.


Barlach studied art in Hamburg, Germany, and later in Dresden and Paris.
Influenced early in his career by Jugendstil, Germany’s Art Nouveau style, he vacillated between pursuing sculpture and the decorative arts.
In 1906 he traveled to Russia, where the strong bodies and expressive faces of the peasants stimulated his commitment to sculpture and to the development of his mature style, which characteristically features bulky, monumental figures in heavy drapery.


In works such as The Solitary One (1911), details of the figure are eliminated and the massive forms seem ready to explode with bound energy.
Barlach achieved a rough-hewn quality by preferring wood, the material used in late Gothic sculpture.
Even when he worked with other, more-contemporary materials, as in his bronze Death (1925), he often emulated the raw quality of wood sculpture to achieve a more brutal effect.


Starting about 1910, Barlach began to pursue a career as a dramatist. His most notable dramas, Der tote Tag (1912; “The Dead Day”) and Der Findling (1922; “The Foundling”), combine symbolism and realism to present the tragic futility of existence. He often created woodcuts and lithographs to accompany his written works.
Barlach achieved great fame in the 1920s and early 1930s, when he executed, among other works, the celebrated war memorials in Magdeburg and Hamburg and the religious figures for the Church of St. Katherine in Lübeck (all in Germany).


Although his work was removed from German museums under the Nazi regime and categorized as “Degenerate art”, after World War II his talent was once again recognized.
Barlach’s former studio in Güstrow, Germany, was made into a museum, and the Ernst Barlach House in Hamburg exhibits a large collection of his sculptures, drawings and prints. | © Encyclopædia Britannica, Inc.






































































































The Floating Angel, 1927

The Floating Angel, 1927

Ernst Barlach (1870-1938) è stato uno scultore e scrittore Tedesco, appartenente al movimento Espressionista.
Barlach nacque a Wedel nella Germania settentrionale, il più anziano di quattro figli della coppia formata da Johanna Luise Barlach e dal dottore Georg Barlach.
Frequentò i primi corsi di studio a Ratzeburg. Restò orfano di padre durante questo periodo, nel 1884.


Barlach successivamente si trasferì ad Amburgo nel 1888 per proseguire gli studi presso la Scuola delle arti e dei mestieri. Dopo tre anni entrò all'Accademia di Dresda (Königlichen Akademie der bildenden Künste zu Dresden')' allievo di Robert Diez.
Proprio in questo periodo realizzò una delle sue migliori sculture intitolata Die Krautpflückerin.
Nel 1895 perfezionò le sue conoscenze alla Académie Julian parigina, anche se restò scettico di fronte alla tendenza dilagante all'epoca di imitare gli artisti francesi. In questi anni, volse la sua attenzione verso Van Gogh e subì l'influenza dello Jugendstil e quindi dell'Art Nouveau.


Per cinque anni a partire dal 1897 collaborò come disegnatore con la rivista Jugend e intraprese la carriera di insegnante di ceramica.
A causa della alterne fortune commerciali ed a scopo formativo si spostò in Russia nel 1906, dove risentì del fascino delle tendenze artistiche locali, che finirono con l'esaltare maggiormente il fondo simbolista, ed espressionista di Barlach.
Da questo momento si inserirono nelle sue opere, tematiche riguardanti i contadini e i poveri, il misticismo popolare, la solidarietà, la religiosità arcaica. Un altro elemento caratterizzante i contenuti delle sue opere risultò il Medioevo tedesco e l'arte gotica.


Nel 1909 soggiornò per dieci mesi in Italia, a Firenze, dove restò attratto soprattutto da Giotto e dalle plastiche di Arnolfo di Cambio.
Dopo un breve periodo di entusiasmo per la guerra, già durante la prima guerra mondiale, l'artista riprese la sua linea pacifista.


La popolarità di Barlach si accrebbe nel dopoguerra al punto da consentirgli di entrare nella prestigiosa Accademia di Prussia (1919) e in quella di Monaco di Baviera nel 1925.
In questi anni proseguì anche la sua intensa attività letteraria, tanto apprezzata quanto premiata, basti pensare al Kleist Prize ricevuto per il dramma intitolato Die Sündflut (1924), nel quale l'autore proiettò il suo personale misticismo e al dramma espressionista Der blaue Boll, che introdusse il lettore in vicende torbide risolte con una fioritura spirituale dei protagonisti.


A causa della sua posizione pacifista, il regime nazista decise di metterlo al bando ed attuò la confisca o la distruzione dei suoi lavori.
Oltre alle sue sculture singole o a gruppi realizzate soprattutto in legno, Barlach produsse otto drammi Espressionisti, due novelle e una autobiografia.
L'arte di Barlach evidenziò una predilezione per le forme squadrate e le linee stilizzate, capaci di esasperare il punto d'incontro fra l'ascetismo medioevale e le regole cubiste. | Wikipedia