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Louis Béroud | Les copistes au Louvre, 1909

Per i studenti del diciannovesimo secolo, il Louvre custodiva l'intera storia dell'arte sulle sue affollate pareti ed offriva una generosa scelta di studio; a differenza della maggior parte delle Accademie e degli atelier, tuttavia, l'accesso era aperto ad uomini e donne.
Vedere e copiare i capolavori del museo era una parte importante della formazione di un artista ed una pratica che Louis Béroud apprezzava es, abilmente ed in modo alquanto unico, usava come soggetto di almeno ventisei delle sue composizioni.
In effetti, Louis Béroud era un visitatore così assiduo del Louvre che gli viene attribuito il merito di aver lanciato l'allarme dopo aver scoperto il furto della "Gioconda" nel 1911.


Da Sotheby's:
Dopo aver visitato il Louvre, un visitatore americano osservava che "lungo le gallerie sono presenti numerosi stand temporanei, cavalletti, ecc., in cui gli artisti sono costantemente al lavoro per copiare i quadri per i quali possono avere ordini o per cui sperano di trovare acquirenti" (come citato in Barbara Stern Shapiro, Piacere di Parigi: Daumier a Picasso, Boston, 1991, p. 108).
Incontrare un artista che lavora ed i suoi accessori non era un evento raro per il frequentatore di musei del diciannovesimo secolo.
Guardare e copiare i capolavori del museo era una parte tradizionale dell'educazione di un artista e di programmi di istruzione meno formali.

Louis Béroud | In the Louvre, 1909

Il Louvre racchiudeva tutta la storia dell'arte, e le sue affollate pareti offrivano una generosità di scelte per diversi studi da parte di entrambi gli uomini e, come raffigura ilpittore Francese Louis Béroud (1852-1930) nel presente lavoro, le donne copiste.
La coppia laboriosa si è presa una pausa dal loro studio di fronte a La Latière (The Milkmaid) di Jean-Baptiste Greuze, più lontano a sinistra, e La cruche cassée (The Broken Pitcher), a destra, con L 'di Antoine Watteau L'embarguqment pour Cythère al centro. | © Sotheby's

Louis Béroud | La Place du Louvre, 1902