Cerca / Search

Textual description of firstImageUrl

Lotte Laserstein | Figurative painter

Lotte Laserstein (1898-1993) was a German-Swedish painter.
She was an artist of figurative paintings in Germany's Weimar Republic.
The National Socialist regime and its anti-Semitism forced her to leave Germany in 1937 and to emigrate to Sweden.
In Sweden, she continued to work as a portraitist and painter of landscapes until her death.
The paintings she created during the 1920s and 1930s fit into the movement of New Objectivity in Germany.



Works

Her most famous paintings, including Die Tennisspielerin (The Tennis Player, 1929), contributed to the verism of New Objectivity movement but also showed continuity with German Naturalism.
Laserstein's masterpiece was the large (about 7-8 feet wide) 1930 painting Abend über Potsdam (Evening over Potsdam), a frieze of friends sharing a meal on their terrace, with Potsdam's skyline arrayed in the far distance.
The painting was so large that it required the cooperation of multiple friends to transport it.


The elegiac scene references Leonardo da Vinci's Last Supper and Jan Vermeer von Delft's Milkmaid in order to convey the temporality and political stalemate of 1930.
In 2023, The Museum of Fine Arts Boston purchased a self-portrait of Lotte Laserstein simply titled "Self Portrait".
It was painted around 1932 and shows the artist looking out at the viewer with a subtle smile and a brush raised to her lips.


Legacy

Laserstein was rediscovered in Germany in 1987, when Thomas Agnew and Sons and the Belgrave Gallery organized a joint exhibition and sale of works from her personal collection, including Abend über Potsdam, which is now in the Neue Nationalgalerie, Berlin.
Laserstein attended the exhibition together with her close friend and model of many decades, Traute (Gertrud) Rose.
Her painting Traute Washing was the first purchase by the National Museum of Women in the Arts with its own funds.
In 1993, the first retrospective of Laserstein's work occurred in Kalmar, Sweden, to which she donated some of her paintings.


In 2003, the first comprehensive retrospective of Laserstein's oeuvre was held in Berlin at the Verborgene Museum.
In-depth research was carried out by Anna-Carola Krausse which was synthesized in the exhibition catalogue, Lotte Laserstein: My Only Reality.
In 2009, the Berlinische Galerie acquired the artist's documentary estate as a private donation.


In addition to photographs of her work, the material includes sketchbooks, private and professional correspondence, documents on her participation in exhibitions and books from Laserstein's library.
The main part of the estate covers Laserstein's time in Sweden; hardly any documents have survived from the Berlin period. | Source: © Wikipedia




























Lotte Laserstein (1898-1993) è stata una pittrice Tedesco-Svedese.
Era un'artista di dipinti figurativi nella Repubblica tedesca di Weimar.
Il regime nazionalsocialista ed il suo antisemitismo la costrinsero a lasciare la Germania nel 1937 e ad emigrare in Svezia.
In Svezia continuò a lavorare come ritrattista e pittrice di paesaggi fino alla sua morte.
I dipinti da lei realizzati negli anni '20 e '30 si inseriscono nel movimento della Nuova Oggettività in Germania.


Dopo la prima formazione artistica in una scuola gestita da una delle sue zie a Berlino, Laserstein è diventata una delle poche studentesse della prestigiosa Accademia di Belle Arti di Berlino.
Studiò lì dal 1919 al 1925.
Laserstein divenne un'abile pittrice realista, vincendo la medaglia d'oro dell'Accademia per il suo lavoro.


Negli anni '20 Berlino era un centro di produzione culturale e di lotte politiche ed economiche.
Durante questo periodo, le donne stavano crescendo in indipendenza ed avevano sempre più possibilità di entrare nel mondo del lavoro.
Laserstein ha raffigurato donne contemporanee di molte mode, compresi i tipi New Woman, che hanno adottato un aspetto più maschile, e figure femminili.
Essendo una donna professionista single, la stessa Laserstein incarnava la Nuova Donna, ed il suo aspetto androgino è evidente nei suoi numerosi autoritratti, ad esempio Autoritratto con un gatto (1928) al Leicester Museum and Art Gallery.


Lavori

I suoi dipinti più famosi, tra cui Die Tennisspielerin (Il giocatore di tennis, 1929), contribuirono al verismo del movimento della Nuova Oggettività ma mostrarono anche continuità con il naturalismo tedesco.


Il capolavoro di Laserstein fu il grande dipinto (largo circa 7-8 piedi) del 1930 Abend über Potsdam (Serata su Potsdam), un fregio di amici che condividono un pasto sulla loro terrazza, con lo skyline di Potsdam disposto in lontananza.
Il dipinto era così grande che è stata necessaria la collaborazione di più amici per trasportarlo.
La scena elegiaca fa riferimento all'"Ultima Cena" di Leonardo da Vinci ed alla Lattaia di Jan Vermeer per trasmettere la temporalità e lo stallo politico del 1930.

Nel 2023, il Museum of Fine Arts di Boston ha acquistato un autoritratto di Lotte Laserstein intitolato semplicemente "Autoritratto".
È stato dipinto intorno al 1932 e mostra l'artista che guarda lo spettatore con un sorriso sottile ed un pennello alzato alle labbra.