Andrew Wyeth (1917-2009) è stato uno dei più celebri ed amati pittori realisti e regionalisti Statunitensi del Novecento.
È stato talvolta indicato con l'appellativo di "pittore della gente" a motivo della sua popolarità tra il pubblico americano.
Mentre il grande pubblico lo ha sempre adorato per la sua capacità di parlare direttamente al cuore delle persone, la critica modernista dell'epoca lo ha spesso accusato di essere troppo tradizionale o puramente un "illustratore".
Ciononostante, ha ricevuto le massime onorificenze statunitensi, tra cui la Presidential Medal of Freedom nel 1963 e la Congressional Gold Medal nel 1988.
Figlio del noto illustratore N.C. Wyeth e padre del pittore Jamie Wyeth, ha dato vita ad una vera e propria dinastia artistica, muovendosi al di fuori delle correnti d'avanguardia del suo tempo per preservare uno stile figurativo intimo, poetico e rigoroso.
Ebbe fratelli gli artisti Henriette Wyeth Hurd, Carolyn Wyeth, Ann Wyeth McCoy e l'inventore Nathaniel C. Wyeth.
Nel 1940 sposò Betsy James, che aveva incontrato nel 1939 nel Maine, la quale ebbe un'influenza su Andrew altrettanto forte che quella del padre, giocando un importante ruolo sulla sua carriera.
Una volta ella affermò: "Io sono un regista ed avevo il più grande attore del mondo" e fu padre dell'artista Henriette Wyeth, dell'artista Jamie Wyeth e di Nicholas Wyeth.
Nelle sue opere i soggetti favoriti sono il paesaggio e la gente della sua terra natale, Chadds Ford Township in Pennsylvania, e della cittadina di Cushing nel Maine, dove risiedeva d'estate e dov'è ambientato Christina's World, il suo dipinto più noto.
Realizzato nel 1948 in stile realista, il quadro è ispirato alla figura di Christina Olson, una donna che abitava nei pressi della casa di Wyeth, sin dall'infanzia non in grado di camminare a causa di una poliomielite spinale.
Nel celebre dipinto è ritratta distesa tra i campi, protesa verso la sua casa.
Nel 1963 Wyeth ricevette la Medaglia presidenziale della libertà dal Presidente Kennedy, primo pittore a ricevere la prestigiosa onorificenza. | © Wikipedia
Il legame con il Regionalismo
Il Regionalismo americano nacque e fiorì negli anni '30 e '40 (guidato dal triumvirato Grant Wood, Thomas Hart Benton e John Steuart Curry) come rifiuto dell'astrattismo europeo e celebrazione della vita rurale americana.
Wyeth condivide con questa corrente alcuni pilastri fondamentali:
👉 L'isolamento geografico: Il Regionalismo imponeva di dipingere ciò che si conosceva intimamente. Wyeth ha applicato questo principio in modo radicale, limitando tutta la sua arte a due sole località: Chadds Ford (Pennsylvania) e Cushing (Maine).
👉 Il rifiuto dell'Astrattismo: Negli anni '40 e '50, mentre New York diventava la capitale mondiale dell'Espressionismo Astratto (con Jackson Pollock e Willem de Kooning), Wyeth portò avanti con ostinazione una pittura figurativa ed iperrealista.
👉 La celebrazione della terra e dei lavoratori: I suoi soggetti (agricoltori, cacciatori, vicini di casa) incarnano lo spirito di resilienza della provincia americana.
L'affermazione di Andrew Wyeth di essere, in fondo, un pittore astratto è uno dei paradossi più affascinanti della storia dell'arte.
Agli occhi del grande pubblico Wyeth era il re del realismo radicale; eppure, l'artista dichiarò a più riprese:
«I miei quadri si basano sull'astrazione molto più di quanto la gente non creda.
Io amo l'equilibrio delle forme, le linee pure, la geometria.
Se riesco a far dimenticare allo spettatore il soggetto ed a fargli percepire solo la composizione, allora ho vinto».
Il suo "astratto" non consisteva nel dipingere macchie di colore alla Jackson Pollock, ma nel guardare la realtà con gli occhi di un astrattista, scomponendola in forme pure prima di rivestirla di dettagli iperrealistici.
Comunque, Wyeth si trovava in una posizione unica.
I critici modernisti di New York lo accusavano di essere troppo accademico e antiquato perché dipingeva cose riconoscibili.
Al tempo stesso, Wyeth rifiutava l'etichetta di realista fotografico (o "fotografo con il pennello"), annoiato dall'idea di una riproduzione letterale della realtà.
Il suo era un "Espressionismo Astratto Segreto": partiva da un'emozione astratta, la organizzava secondo regole geometriche rigide e rigide linee di forza, ed infine usava il realismo millimetrico quasi come un "trucco" per rendere quell'emozione reale e tangibile per lo spettatore.
















