12/07/12 Aggiornato il:

Caravaggio | The Fortune teller, 1630



La Buona Ventura - The Fortune Teller, è un dipinto ad olio su tela dove Michelangelo Merisi da Caravaggio 1571-1610 sfoggia la propria conoscenza della pittura di genere, premessa sulla quale in seguito Caravaggio costruirà una vera e propria rivoluzione che investe il significato stesso del 'fare pittura'.
La versione romana della Buona Ventura 1593-1594
La versione romana della Buona Ventura 1593-1594
La versione romana della Buona Ventura 1593-1594

La versione romana della Buona Ventura 1593-1594

La versione romana della Buona Ventura 1593-1594
Il quadro rappresenta una zingara che, mentre legge la mano ad un giovane soldato, gli sfila abilmente l’anello. Secondo un biografo, Caravaggio avrebbe invitato a posare per il quadro una zingara che passava per caso per strada. Il dipinto è una precoce espressione dell’immaginario della zingara dedita al furto ed anche ammaliatrice, capace di incantare ed ingannare.
Possiamo ammirare l'assoluta originalità dell'artista nel costruire l'assetto spaziale, senza piani che delimitino le figure nello spazio. La sicurezza e la spavalderia del cavaliere sono rese attraverso la sua espansione in diagonale, tramite l'aggetto contrapposto della spada e delle piume del berretto, mentre la figura della zingara risulta più chiusa e compatta, con il catino delle larghe maniche che ospita il bellissimo dettaglio delle mani che si sfiorano.
La versione romana della Buona Ventura 1593-1594

La versione romana della Buona Ventura 1593-1594

La versione romana della Buona Ventura 1593-1594

La versione romana della Buona Ventura 1593-1594

Caravaggio e la Zingara | La Buona Ventura 1593-1597Di questo dipinto esistono due versioni.
- La prima versione, quella romana, dipinta nel 1593-1594 e conservata alla Pinacoteca Capitolina di Roma, "la zingara sembra appena sopraggiunta e ancora in atto di camminare", mentre, la seconda versione, quella parigina, dipinta nel 1596-1597 ed oggi conservata al Louvre di Parigi, si presenta meglio approfondita nel rapporto spaziale e psicologico dei personaggi "già fermi e in posa".
Entrambi i dipinti, seppur descrittivi e realistici, contengono tuttavia un monito morale, una condanna del malcostume, in particolare di coloro che vorrebbero venire a conoscenza della propria sorte non rispettando l'imperscrutabilità della volontà divina. Non si tratta dell'unico monito contenuto implicitamente in un dipinto, un altro esempio è dato dal dipinto I bari, in cui è espressa la condanna del vizio del gioco.
La seconda versione della Buona ventura, quella parigina, dipinta nel 1596-1597, si trova nella Collezione di Luigi XIV dal 1665, donatali con altri dipinti nello stesso 1665 dal principe Pamphilj che l'aveva avuta dai Vittrici per il Bernini. Il dipinto fu venduto dal Caravaggio, preso dal bisogno, per otto scudi...

La versione parigina della Buona ventura 1596-1597
La versione parigina della Buona ventura 1596-1597
La versione parigina della Buona ventura 1596-1597
La versione parigina della Buona ventura 1596-1597
La versione parigina della Buona ventura 1596-1597
La versione parigina della Buona ventura 1596-1597