14/02/15 Aggiornato il:

Lettera d'amore di Frida Kahlo a Diego Rivera ~ La mia notte/Mi Noche, 1939




La mia notte è come un grande cuore che pulsa..
Sono le tre e trenta del mattino.
La mia notte è senza luna. La mia notte ha grandi occhi che guardano fissi una luce grigia che filtra dalle finestre. La mia notte piange e il cuscino diventa umido e freddo. La mia notte è lunga e sembra tesa verso una fine incerta. La mia notte mi precipita nella tua assenza. Ti cerco, cerco il tuo corpo immenso vicino al mio, il tuo respiro, il tuo odore. La mia notte mi risponde: vuoto; la mia notte mi dà freddo e solitudine. Cerco un punto di contatto: la tua pelle.
Dove sei?
Dove sei?
Mi noche es como un gran corazón que late. Son las tres y media de la madrugada. Mi noche no tiene luna. Mi noche tiene grandes ojos negros que miran fijamente una luz gris que se filtra por las ventanas. Mi noche llora y la almohada se vuelve húmeda y fría. Mi noche es larga y larga y larga y parece estirarse siempre hacia un fin incierto. Mi noche me precipita hacia tu ausencia. Te busco, busco tu cuerpo a mi lado, tu respiración, tu olor. Mi noche me contesta: vacía; mi noche me da frío y soledad. Busco un punto de contacto: tu piel.
¿Dónde estás?
¿Dónde estás?





Mi giro da tutte le parti, il cuscino umido, la mia guancia vi si appiccica, i capelli bagnati contro le tempie. Non è possibile che tu non sia qui. La mie mente vaga, i miei pensieri vanno, vengono e si affollano, il mio corpo non può comprendere. Il mio corpo ti vorrebbe. Il mio corpo, quest’area mutilata, vorrebbe per un attimo dimenticarsi nel tuo calore, il mio corpo reclama qualche ora di serenità.
La mia notte è un cuore ridotto a uno straccio. La mia notte sa che mi piacerebbe guardarti, seguire con le mani ogni curva del tuo corpo, riconoscere il tuo viso e accarezzarlo. La mia notte mi soffoca per la tua mancanza.
La mia notte palpita d’amore, quello che cerco di arginare ma che palpita nella penombra, in ogni mia fibra. La mia notte vorrebbe chiamarti ma non ha voce. Eppure vorrebbe chiamarti e trovarti e stringersi a te per un attimo e dimenticare questo tempo che massacra. Il mio corpo non può comprendere. Ha bisogno di te quanto me, può darsi che in fondo, io e il mio corpo, formiamo un tutt’uno. Il mio corpo ha bisogno di te, spesso mi hai quasi guarita. La mia notte si scava fino a non sentire più la carne e il sentimento diventa più forte, più acuto, privo della sostanza materiale. La mia notte mi brucia d’amore.
Me vuelvo hacia todos los lados, la almohada húmeda, pego la mejilla a ella, mi pelo mojado contra las sienes. No es posible que no estés aquí. Mi cabeza vagabundea, mis pensamientos van, vienen y se aplastan, mi cuerpo no lo puede comprender. Mi cuerpo te desearía. Mi cuerpo, esa incertidumbre mutilada, desearía olvidarse por un momento de tu calor, mi cuerpo requiere algunas horas de serenidad.
Mi noche es un corazón hecho trizas. Mi noche sabe que me gustaría mirarte, seguir con mis manos cada curva de tu cuerpo, reconocer tu rostro y acariciarlo. Mi noche me ahoga por tu ausencia.
Mi noche palpita de amor, aquel a quien quisiera contener pero palpita en la penumbra, en cada una de mis fibras. Mi noche quisiera llamarte, pero no tiene voz. Sin embargo, desearía llamarte y encontrarte y apretarse contra vos un momento y olvidar ese tiempo que mata. Mi cuerpo no puede comprender. Tiene tanta necesidad de vos como yo, quizás a fin de cuentas él y yo sólo somos uno. Mi cuerpo te necesita, a menudo casi me ha curado. Mi noche se hunde hasta casi no sentir la carne y el sentimiento se hace más fuerte, más agudo, desprovisto de la sustancia material. Mi noche me quema de amor.







Sono le quattro e trenta del mattino. La mia notte mi strema. Sa bene che mi manchi e tutta la sua oscurità non basta a nascondere quest’evidenza che brilla come una lama nel buio, la mia notte vorrebbe avere ali per volare fino a te, avvolgerti nel sonno e ricondurti a me. Nel sonno mi sentiresti vicina e senza risvegliarti le tue braccia mi stringerebbero. La mia notte non porta consiglio. La mia notte pensa a te, come un sogno a occhi aperti. La mia notte si intristisce e si perde. La mia notte accentua la mia solitudine, tutte le solitudini. Il suo silenzio ascolta solo le mie voci interiori. La mia notte è lunga, lunga, lunga. La mia notte avrebbe paura che il giorno non appaia più ma allo stesso tempo la mia notte teme la sua apparizione, perché il giorno è un giorno artificiale in cui ogni ora vale il doppio e senza di te non è più veramente vissuta. La mia notte si chiede se il mio giorno somiglia alla mia notte. Cosa che spiegherebbe la mia notte, perché tempo anche il giorno. La mia notte ha voglia di vestirmi e di spingermi fuori per andare a cercare il mio uomo.
Son las cuatro y media de la madrugada.
Mi noche me agota. Sabe que te extraño y toda su oscuridad no basta para esconder esa evidencia. Esa evidencia brilla como una cuchilla en la noche. Mi noche querría tener alas que volaran hasta vos, te envolvieran en tu sueño y te devolvieran a mí. En tu sueño me sentirías cerca de vos y tus brazos me abrazarían sin que despertases. Mi noche no me aconseja. Mi noche piensa en ti, sueño despierto. Mi noche se entristece y se pierde. Mi noche acentúa mi soledad, todas mis soledades. Su silencio sólo oye mis voces interiores. Mi noche es larga y larga y larga. Mi noche tiene miedo de que el día no aparezca jamás, nunca jamás, y a la vez teme su aparición, porque el día es un día artificial en que cada hora cuenta el doble y sin vos no es realmente vivida. Mi noche se pregunta si mi día no se parece a mi noche. Lo que explicaría a mi noche porque temo también el día. Mi noche tiene ganas de vestirme y de empujarme fuera para ir a buscar a mi mujer.








Ma la mia notte sa che ciò che chiamano follia, da ogni ordine, semina disordine, è proibito. La mia notte si chiede cosa non sia proibito. Non è proibito fare corpo con lei, questo, lo sa, ma si irrita nel vedere una carne fare corpo con lei sul filo della disperazione. Una carne non è fatta per sposare il nulla. La mia notte ti ama fin nel suo intimo, e risuona anche del mio. La mia notte si nutre di echi immaginari. Essa, può farlo. Io, fallisco. La mia notte mi osserva. Il suo sguardo è liscio e si insinua in ogni cosa. La mia notte vorrebbe che tu fossi qui per insinuarsi anche dentro di te con tenerezza.
Pero mi noche sabe que lo que se llama locura, de cualquier tipo, esparce desorden, está prohibida. Mi noche se pregunta qué es lo que no está prohibido. No está prohibido confundirse con ella, eso lo sabe, pero se ofusca al ver una carne confundirse con ella en el filo de la desesperación. Una carne no está hecha para unirse con la nada. Mi noche te quiere con toda su profundidad, y resuena también de mi profundidad. Mi noche se nutre de ecos imaginarios. Puede hacerlo. Yo fracaso. Mi noche me observa. Su mirada es lisa y se funde en cada cosa. Mi noche desearía que descansases en el hueco de mi hombro y que yo descansase en el hueco del tuyo.








La mia notte ti aspetta. Il mio corpo ti attende. La mia notte vorrebbe che tu riposassi nell’incavo della mia spalla e che io riposassi nell’incavo della tua. La mia notte vorrebbe essere spettatrice del mio e del tuo godimento, vederti e vedermi fremere di piacere. La mia notte vorrebbe vedere i nostri sguardi e avere i nostri sguardi pieni di desiderio. La mia notte vorrebbe tenere fra le mani ogni spasmo. La mia notte diventerebbe dolce. La mia notte si lamenta in silenzio della sua solitudine al ricordo di te. La mia notte è lunga, lunga, lunga. Perde la testa ma non può allontanare la tua immagine da me, non può dissipare il mio desiderio. Sta morendo perché non sei qui e mi uccide.
La mia notte ti cerca continuamente. Il mio corpo non riesce a concepire che qualche strada o una qualsiasi geografia ci separi. Il mio corpo diventa pazzo di dolore di non poter riconoscere nel cuore della notte la tua figura o la tua ombra. Il mio corpo vorrebbe abbracciarti nel sonno. Il mio corpo vorrebbe dormire in piena notte e in quelle tenebre essere risvegliato al tuo abbraccio. La mia notte urla e si strappa i veli, la mia notte si scontra con il proprio silenzio, ma il tuo corpo resta introvabile.
Mi manchi tanto, tanto.
Le tue parole.
Il tuo colore.
Fra poco si leverà il sole...
Mi noche quisiera ser el espía de tu placer y el mío, verte y verme temblar de placer. Mi noche quisiera ver nuestras miradas y tener nuestras miradas cargadas de deseo. Mi noche se volvería suave. Mi noche gime en silencio su soledad al recordarte. Mi noche es larga y larga y larga. Pierde la cabeza pero no puede alejar tu imagen de mí, no puede tragarse mi deseo. Se muere al saber que no estás aquí y me mata. Mi noche te busca sin cesar. Mi cuerpo no consigue concebir que algunas calles o cualquier geografía nos separan. Mi cuerpo se vuelve loco de dolor al no poder reconocer en medio de mi noche tu silueta o tu sombra. Mi cuerpo quisiera besarte en tu sueño. Mi cuerpo quisiera dormir en plena noche y en esas tinieblas ser despertado porque lo besabas. Mi noche no conoce sueño más hermoso y más cruel hoy que éste. Mi noche grita y desgarra sus velos, mi noche choca con su propio silencio, pero tu cuerpo permanece inencontrable.
Te echo tanto de menos.
Y tus palabras.
Y tu color.
Pronto va a amanecer..
Lettera di Frida Kahlo a Diego Rivera, Città del Messico, 12 settembre 1939, mai spedita.
Frida Kahlo, Carta a Diego Rivera ausente, 12 de septiembre de 1939, no enviada.

























Portrait of Frida - Diego Rivera, ca.1939