19/09/15 Aggiornato il:

Marie Laurencin | Cubist painter




Marie Laurencin (1885-1956) French painter, designer, illustrator, etcher and lithographer. Born in Paris. Studied at the Académie Humbert, where Braque was a fellow pupil. Met Picasso, André Salmon and Apollinaire; influenced by Picasso and Matisse, and began to paint pictures mainly of sloe-eyed girls in a decorative, arabesque-like style. Painted 'Apollinaire, Picasso and their Friends' 1909.






Though never a true Cubist, was included at Apollinaire's request in the first group manifestation of Cubism at the Salon des Indépendants 1911. First one-woman exhibition at the Galeries Barbazanges, Paris, 1912. Spent 1914-20 in Spain and Germany, then returned to Paris. Illustrated a number of books with etchings, lithographs or watercolours; also designed sets and costumes for the ballet and the theatre, including Diaghilev's Les Biches in 1924, and dresses and textiles for the couturier Poiret, etc. Died in Paris. | Ronald Alley, Catalogue of the Tate Gallery's Collection of Modern Art other than Works by British Artists, Tate Gallery and Sotheby Parke-Bernet, London 1981, p.409













































































Apollinaire et ses amis / Apollinaire and his friends, 1909











LAURENCIN, Marie - Pittrice, nata il 31 ottobre 1885 a Parigi. Prima influenzata dalla pittura e dai disegni di Toulouse-Lautrec e di Manet, come si vede nella serie di dipinti esposta al Salon des Indépendants del 1906, fu poi attirata dalle arti primitive ed estremo-orientali, e dalle opere astratte di G. Braque e di P. Picasso, come anche dalle teorie del suo amico G. Apollinaire: rappresentativo di questo momento è il quadro dal titolo Apollinaire et ses amis, del 1905. Per quanto compagna dei pittori astrattisti, ella non fece mai pittura astratta, ma si limitò, in armonia col suo temperamento, a stilizzare in ritmi lineari di un fluido grafismo, in dolcezze iridate di toni e di colori, un insieme di immagini accordate in una danza sognante; talora i risultati furono squisiti e di una sottile femminilità di canto a mezza voce, ma spesso la stessa pieghevolezza e abbandono del suo atteggiamento fecero scendere la sua produzione a un livello di sola decorazione e illustrazione. Si suole distinguere la sua attività in due periodi successivi, il periodo coco e quello poussinguette: nel primo è notevole, nel perenne raggentilimento, l'esperienza delle semplificazioni negre e lo studio dei ritmi lineari persiani e orientali. Ha eseguito, oltre che pitture in grande quantità, acqueforti e acquarelli, lavori decorativi, bozzetti teatrali, per tappeti, stoffe, carte da parati, ecc. (per Poiret). Ha pubblicato due raccolte di poesie (ed. Bernouard, Parigi): Le petit Bestiaire e Mariam (lettere e pensieri) illustrate da lei stessa. | di Carlo Lodovico Ragghianti © Treccani