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Eva Gonzalès | Les grandes dames of Impressionism

Eva Gonzalès (1849-1883) was a French Impressionist painter.
She was one of the four most notable female Impressionists in the nineteenth century, along with Mary Cassatt (1844-1926), Berthe Morisot (1841-95) and Marie Bracquemond (1840-1916).
Gonzalès began her professional training and took lessons in drawing in 1865, from the society portraitist Charles Chaplin, who was also Mary Cassatt's teacher.


She met Édouard Manet in 1869 and was to become his student, colleague and model.
Manet is said to have begun a portrait of her at once which was completed on 12 March 1870 and exhibited at Salon in that year.

Édouard Manet ~ Portrait of Eva Gonzalès, 1869-1870

Édouard Manet ~ Portrait of Eva Gonzalès, 1869-1870. The painting she is shown completing here demonstrates the mastery she had achieved at that age.
However, this depiction of Gonzales is less than flattering in that her dress, her posture and technique are not actually those of a professional to painting.

The painting that Gonzales is working on is not her own, but actually one of Manet's.
It is currently on display at Dublin City Gallery The Hugh Lane.



Like her teacher, Édouard Manet, she never exhibited with the Impressionist painters in their controversial exhibitions in Paris, but she is considered part of the group because of her painting style.
She was Manet's only formal student and modeled frequently for several members of the Impressionist school.
Until 1872, she was strongly influenced by Manet but later developed her own, more personal style.


During the Franco-Prussian War she evacuated to Dieppe.
She married the graphic artist Henri Guérard, and used him and her sister Jeanne Gonzales as the subjects for many of her paintings.
Her work was exhibited at the offices of the Art review L'Art in 1882 and at the Galerie Georges Petit in 1883.


Her career was cut short when she died in childbirth at the age of thirty-four, exactly six days after the death of her teacher, Manet.
In 1885, after her death a retrospective of 88 works was held at the Salons de La Vie Moderne.


Eva Gonzalès exhibited for the first time at the Salon in 1870.
Thereafter she submitted work every year to the Salon.
Although she was always invited to exhibit with the other Impressionists, for some reason she preferred to show her work at the Official Salon.
During the Franco-Prussian War she stayed in Dieppe.


In 1879, she married a brother of the graphic artist Henri Guérard.
Although her career was cut short when she died in childbirth at the age of thirty-four she became known for her characteristic style for portraiture.
She included subtle emotion and richness of detail in her works, such as A Loge in the Théàtre des Italiens (1874), described as one of the most provocative paintings of its day and featured in this exhibition.
After her death, a retrospective was held of eighty eight of her works at the Salons of La Vie Moderne.













Eva Gonzalès (1849-1883) è stata una pittrice impressionista Francese.
Fu una delle quattro impressioniste donne più importanti del diciannovesimo secolo, insieme a Mary Cassatt (1844-1926), Berthe Morisot (1841-95) e Marie Bracquemond (1840-1916).


La personalità artistica di Eva Gonzalès è una delle più significative e vivaci all'interno del movimento impressionista.
Prima di ogni altra cosa è significativo sottolineare come la Gonzalès sia stata innanzitutto una pittrice.
Si tratta di una peculiarità che acquista ancora maggiore rilevanza alla luce del fatto che la Gonzalès operò nella seconda metà dell'Ottocento, periodo storico in cui la pittura era considerata una prerogativa esclusiva maschile: per citare un fortunato aforisma di Anne Higonnet, «molti artisti potevano pensare di dipingere donne moderne, ma ben pochi potevano immaginare di vedere donne moderne dipingere».


La Gonzalès, oltre a sviluppare e perfezionare il proprio talento pittorico, si ritrovò dunque costretta a lottare contro i pregiudizi di coloro che ritenevano disdicevole la professione di pittrice per una donna: grazie alla sua indole temeraria e inarrestabile, tuttavia, riuscì ad affermare sé stessa e la propria arte in una scena artistica ancora dominata da una logica maschilista.
Se negli esordi il suo stile fu molto posato ed accademico, dopo l'approdo impressionista la sua pittura si risolse in un drastico mutamento tematico e stilistico.
Innanzitutto, complice anche il discepolato con Manet, la Gonzalès nelle sue opere cercò per prima cosa di catturare i momenti fuggevoli della quotidianità, nel segno di un'aderenza al vero sobria ma vigorosa, e di una rivalutazione figurativa della bellezza della vita di tutti i giorni.


Ciò è evidente soprattutto nel Risveglio del mattino, dove la Gonzalès cerca di cogliere quella gioia effimera che si prova nel risveglio mattutino, o in La modista, dove una ragazza elegantemente vestita, inizialmente assorta nella scelta di un accessorio in un negozio, viene distratta da un evento improvviso, cui rivolge uno sguardo emblematico.
Si riscontra, in tal senso, il desiderio squisitamente impressionista di «fissare qualcosa di ciò che passa» ricorrendo alla suadente fluidità della luce.
Questo orientamento pittorico, tuttavia, lascerà il posto nella tarda maturità a uno stile più audace e autonomo, che troverà una delle espressioni più alte nel dipinto del 1882 denominato Nel giardino, dove la figura ritratta si dissolve completamente nel colore, con esiti innovativi che lasciano presagire sviluppi interrotti dalla morte.


Dal punto di vista tecnico, invece, la serenità delle scene raffigurate dalla Gonzalès viene costruita con toni fluidi e sfumati, applicati sulla tela con pennellate rapide e prensili alla luce, il cui carattere intimista viene esaltato dai tagli fotografici, vicini a quelli dell'impressionista Degas.
I toni, spesso scuri, si schiariscono notevolmente nei pastelli.


I dipinti della Gonzalès, in particolare, raccontano con una «délicatesse instinctive de femme» (per usare le parole del critico Mirabeau) un universo tipicamente muliebre, colto anche nei suoi aspetti apparentemente più insignificanti e ordinari: ne La nutrice, per esempio, il soggetto del dipinto non è una donna mondana, o magari una personalità celebre, bensì una semplice eppur dignitosissima bambinaia colta mentre riposa serenamente in un parco.
Molti dei suoi dipinti, inoltre, si rivolgono allo spazio femminile della casa, raffigurando donne colte nell'intimità del loro focolare domestico, sull'esempio della collega Berthe Morisot: si veda, a titolo di esempio, il dipinto Le Petit Lever, nel quale è raffigurata una donna vestita con una sottoveste bianca che si lascia pettinare i capelli da un'acconciatrice.


Se composizioni similari in passato erano sature di erotismo e di sensualità, la Gonzalès dà vita a un dipinto che illustra sapientemente la riservatezza e la discrezione della toilette mattutina.
Un effetto analogo si riscontra nel suo Ritratto della madre: se altri pittori del passato che si erano confrontati con questo tema avevano restituito immagini che, per la loro grazia esagerata e innaturale, risultavano inopportune o persino fastidiose, la Gonzalès evita ogni qualsivoglia sentimentalismo creando una composizione sobria ed elegante, arpeggiata sulle armonie del nero della veste della donna e sull'indefinitezza dello sfondo, accennato da pennellate rapide e corsive.