Pubblicato il 24/12/17 ed aggiornato il

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Gaudenzio Ferrari | The Concert of Angels, 1534-1536




The Concert of Angels is a Fresco created between 1534 and 1536 by Gaudenzio Ferrari (c. 1471 - January 11, 1546) a Northern Italian painter** and sculptor of the Renaissance** and housed in Sanktuarium Santa Maria delle Grazie, Saronno, Italy.

Gaudenzio Ferrari was born to Franchino Ferrari at Valduggia in the Valsesia in the Duchy of Milan. Valduggia is now in the Province of Vercelli in Piedmont. He is said to have first learned the art of painting at Vercelli from Gerolamo Giovenone.





Gaudenzio Ferrari  was born to Franchino Ferrari at Valduggia in the Valsesia in the Duchy of Milan. Valduggia is now in the Province of Vercelli in Piedmont. He is said to have first learned the art of painting at Vercelli from Gerolamo Giovenone. He subsequently studied in Milan, in the school of the Cathedral artisan Giovanni Stefano Scotti, and perhaps alongside Bernardino Luini. HCirca 1504 he proceeded to Florence. It was once thought that he later moved to Rome. He died in Milan.


Gaudenzio was not related to Defendente Ferrari (c.1490-1535) a painter from Chivasso, nor to Eusebio Ferrari (1508-33) the painter from Vercelli.








Il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli Saronno è un luogo nascosto e poco conosciuto; eppure contiene un edificio magico, il Santuario dedicato alla Vergine dei Miracoli: uno scrigno d’arte così ricco da essere stato soprannominato la Cappella Sistina della Lombardia.
Nella chiesa è la cupola affrescata da Gaudenzio Ferrari con gli angeli musicanti. All’ombra delle loro ali turbinose eppure ordinate in quattro cerchi concentrici, si narra che uno dei maggiori esponenti del Chiarismo lombardo, Francesco De Rocchi, si addormentò bambino, catturato dal loro fascino. Che il racconto sia vero o meno, forse da quel sonno-veglia nacquero i suoi angeli, filiformi come steli d’erba o canne svuotate, con luminescenze di preziosa madreperla.
E anche noi, ai piedi della cupola, siamo attirati da quel turbine di ali, vesti colorate, lunghe chiome fluttuanti, aureole, viole, flauti, lire da braccio, ribeche, e strumenti dell’epoca che conosciamo solo in virtù di quell’affresco. Un turbine che ci risucchia e ci conduce verso l’alto, verso la figura di Dio padre aureolata di raggi che diventa il perno di tutto quel movimento circolare di corpi senza-corpo e di colori: il direttore d’orchestra dell’armonia celeste. Il Concerto degli Angeli.
La rappresentazione Paradiso realizzata da Gaudenzio è affollata da uno stupefacente turbine di angeli dalle vesti fluttuanti e coloratissime, che si dispongono su quattro cerchi concentrici: in quello più in alto è posto uno stuolo di angioletti ignudi e pieni di luce che volgono lo sguardo in alto verso il Padre al centro della cupola; al di sotto vi è la raffigurazione del concerto vero e proprio, con gli angeli cantori che leggono assieme libri corali e cartigli, ed angeli intenti a far musica: essi compongono la più variegata orchestra di strumenti a corde ed a fiato ed a percussione che mai sia stata dipinta.



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