Pubblicato il 30/01/18 ed aggiornato il

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The Tribuna of the Uffizi, 1581-1583 | The first museum of the Modern Age



Marble Roman copy after a Greek original
In the Eighties of the 16th century, the Grand Duke Francesco I and his friend and collaborator, the architect Bernardo Buontalenti, started the project of the Tribuna.
It is the most important room at the first floor of the Uffizi palace, which ground floor was - at that time - occupied by the Florentine magistrates.

The Tribuna was the first nucleus of the Uffizi Gallery: it is a space conceived and realized to display to the public artworks considered the most precious of the Medici collection.
Till then, the members of the Medici family had exhibited its paintings in the rooms of Palazzo Vecchio, where they lived until 1540.
In addition to the paintings, that adorned the halls of the palace, there was a series of precious objects, preserved in the private Studiolo of Francesco I, inside dedicated armoires.  On the contrary, in the Tribuna every detail ensured that all the artworks could be admired by the public, following an itinerary.
Construction work started in 1581 and it finished in 1583.
The room is characterized by the octagonal plan and the high walls. Walls terminate with a double drum and a lantern. These elements - with their windows - ensure that the Tribune has a natural enlightenment, as in modern museums.
The Tribune - in its composition - represents several meanings. First of all, a clear reference to the four elements: the lantern for the air; the red velvets on the walls for the fire; the - now lost - frescoed plinth with elements from water; the marble mosaic of the pavement, for the earth. However there is also a twine of hidden meanings, not so simple to understand.

 Ancient marbles int he Tribuna of the Uffizi, Florence, 1900 stereograph - Getty Museum, Los Angeles
Giacomo Brogi - Interno della Tribuna, Galleria Uffizi, Firenze, ca 1880
3th-2nd century BC. Galleria degli Uffizi, Florence, Italy
The Arrotin displayed in the Tribuna

It is important to remember that Francesco I dabbled in alchemy, and this seems to be the key to other interpretations, but academics are still discussing about them.
Anyway we can notice that the prevalent colors are the same of the emblem of the Medici, while the shells on the vault refer to the emblem of Bianca Cappello, the woman that the Grand Duke loved for a long time, and that he married in the same period in which the Tribuna was built.

Amasa Hewins (American painter, 1795-1855) The Tribuna of the Uffizi, 1830-1833

Finally, the octagonal plan recalls the style of baptisteries and ancient churches. So, it is a kind of profane temple, dedicated to art.
From the 16th century till today the Tribune has been subjected to changes. Some artworks have been relocated or replaced, as the little temple that was in the center of the room. Here, nowadays there is the octagonal table in semiprecious stones, by Jacopo Ligozzi. In the 17th century the arrive of a series of ancient sculptures - from Villa Medici in Rome - has been very important, above all for the presence of the Medici Venus.



In the 18th century, when the House of Habsburg-Lorraine arrived in town, the Gallery was reorganized according to the Neoclassical style. Many objects - originally in the Tribune - were relocated in other museums, so paintings and sculptures had more space.
Another change was made in 1970, while in 2012 the restoration of the room was finished. Now we can’t enter the Tribune. The marble mosaic of the pavement does not sustain the weight of so many visitors. The most important paintings are now in another room, that aspires to reproduce the set-up of the octagonal room.
However, the Tribune is still the heart of the Gallery, and it is totally visible from its doors, while the paintings on the walls can be admired also at a distance.
In the last years, the most ancient room of the Uffizi Gallery is at the core of the Digital Museum project. A multimedia installation lets us to observe a 3D version of the sculptures in the Tribune, so you can admire their details and the marvelous project of this room. | © Uffizi Gallery, Florence

Daughter of Niobe | Uffizi Gallery, Florence














Johan Zoffany** (more..) - The Tribuna of the Uffizi, 1772-1778

La Tribuna degli Uffizi, il primo museo dell'età moderna

Negli anni Ottanta del XVI secolo, il granduca Francesco I e il suo amico e collaboratore, Bernardo Buontalenti, iniziarono a progettare la Tribuna, situata al primo piano del palazzo degli Uffizi, il cui pianterreno era allora occupato dalle magistrature fiorentine.
La Tribuna fu il primo nucleo della Galleria degli Uffizi: uno spazio concepito e realizzato per esporre al pubblico una serie di opere d’arte, ritenute le più preziose della collezione medicea. Fino a quel momento, la famiglia dei Medici aveva esposto i suoi quadri presso Palazzo Vecchio, dove abitò fino al 1540. Oltre ai quadri, che abbellivano i saloni del palazzo, vi era una serie di oggetti preziosi, custoditi nello Studiolo di Francesco I, dentro appositi armadi. Nella Tribuna, al contrario, ogni dettaglio era pensato per far sì che tutte le opere potessero essere ammirate dal pubblico, secondo un vero e proprio percorso.
I lavori iniziarono nel 1581 e terminarono nel 1583. La sala è caratterizzata dalla pianta ottagonale e dalle alte pareti, che terminano in un doppio tamburo e in una lanterna. Questi ultimi sono funzionali, con le loro varie aperture, all’illuminazione naturale della Tribuna, particolare che la avvicina al concetto moderno di esposizione museale.
La Tribuna, nella sua composizione, rappresenta vari significati. C’è prima di tutto un richiamo ai quattro elementi: la lanterna, per l’aria; i velluti rossi alle pareti, per il fuoco; lo zoccolo affrescato con elementi richiamanti l’acqua; il mosaico di marmi del pavimento, per la terra. L’intreccio di significati nascosti non è però così semplice: bisogna ricordare che Francesco I si dilettava di alchimia, e proprio a questo pare che siano legate altre interpretazioni, tuttora oggetto di dibattito tra gli studiosi.

Michelangelo's Hall - Tribuna of the Uffizi

Possiamo tuttavia notare che i colori predominanti sono quelli dello stemma dei Medici, mentre le conchiglie che ricoprono la volta della cupola richiamano l’emblema di Bianca Cappello, la donna a lungo amata dal granduca, che riuscì a sposarla proprio nel medesimo periodo di realizzazione della sala. La pianta ottagonale, infine, richiama quella dei battisteri e delle prime basiliche: la Tribuna si propone dunque come un tempio profano, dedicato all’arte. 
Dal XVI secolo a oggi la Tribuna ha naturalmente subito delle modifiche. Alcune opere sono state spostate e sostituite, come il tempietto che occupava in origine la posizione centrale, ancora oggi sede del tavolo ottagonale in pietre dure, realizzato da Jacopo Ligozzi. Molto importante l’arrivo, nel XVII secolo, delle statue antiche provenienti dalla villa medicea di Roma, tra le quali spicca la famosissima Venere dei Medici.
Nel secolo successivo, quando i Lorena presero il potere, la Galleria fu risistemata secondo il gusto neoclassico, e anche la Tribuna venne coinvolta. In particolare, molti oggetti furono spostati in altri musei, lasciando più spazio a quadri e sculture.
Un’altra risistemazione ha avuto luogo nel 1970, mentre nel 2012 si è concluso il restauro della sala, nella quale oggi non si può entrare. Il mosaico di marmi del pavimento, infatti, non può più sopportare il passaggio dei numerosi visitatori. Le tele più importanti sono state collocate in una nuova sala, che mira a riprodurre l’esposizione su otto lati della Tribuna.

La Tribuna rimane comunque il cuore della Galleria degli Uffizi, ed è ancora totalmente visibile dalle soglie delle sue porte, mentre i quadri che ospita sono stati posizionati in modo tale da poter essere ammirati anche a distanza.
Nel frattempo, la più antica sala della Galleria degli Uffizi è al centro del progetto Museo digitale: una stazione multimediale permette di osservare in 3D le opere della Tribuna nei loro dettagli e di comprendere l’unicità del progetto alla base della sala. | © Uffizi Gallery, Florence







































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