Pubblicato il 07/02/18 ed aggiornato il

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Honoré Daumier | The Michelangelo of caricature




Honoré-Victorin Daumier (1808-1879), French caricaturist and painter, was born at Marseilles; He showed in his earliest youth an irresistible inclination towards the artistic profession, which his father vainly tried to check by placing him first with a huissier, and subsequently with a bookseller.



Having mastered the technique of lithography, Daumier started his artistic career by producing plates for music publishers, and illustrations for advertisements; these were followed by anonymous work for publishers, in which he followed the style of Charlet and displayed considerable enthusiasm for the Napoleonic legend.
When, in the reign of Louis Philippe, Philipon launched the comic journal, La Caricature, Daumier joined its staff, which included such powerful artists as Devéria, Raffet and Grandville, and started upon his pictorial campaign of scathing satire upon the foibles of the bourgeoisie, the corruption of the law and the incompetence of a blundering government. His caricature of the king as "Gargantua” led to Daumier’s imprisonment for six months at Ste Pélagie in 1832.
The publication of La Caricature was discontinued soon after, but Philipon provided a new field for Daumier’s activity when he founded the Charivari. For this journal Daumier produced his famous social caricatures, in which bourgeois society is held up to ridicule in the figure of Robert Macaire, the hero of a then popular melodrama.




Another series, "L’histoire ancienne", was directed against the pseudo-classicism which held the art of the period in fetters. In 1848 Daumier embarked again on his political campaign, still in the service of Charivari, which he left in 1860 and rejoined in 1864.
In spite of his prodigious activity in the field of caricature - the list of Daumier’s lithographed plates compiled in 1904 numbers no fewer than 3958 - he found time for flight in the higher sphere of painting.


Except for the searching truthfulness of his vision and the powerful directness of his brushwork, it would be difficult to recognize the creator of Robert Macaire, of Les Bas bleus, Les Bohémiens de Paris, and the Masques, in the paintings of "Christ and His Apostles” at the Rijksmuseum in Amsterdam, or in his "Good Samaritan”, "Don Quixote and Sancho Panza", "Christ Mocked", or even in the sketches in the Ionides Collection at South Kensington.






But as a painter, Daumier, one of the pioneers of naturalism, was before his time, and did not meet with success until in 1878, a year before his death, when M. Durand-Ruel collected his works for exhibition at his galleries and demonstrated the full range of the genius of the man who has been well called the Michelangelo of caricature.
At the time of this exhibition Daumier, totally blind, was living in a cottage at Valmondois, which was placed at his disposal by Corot**, and where he breathed his last in 1879.
An important exhibition of his works was held at the École des Beaux-Arts in 1900. | © Encyclopædia Britannica, Inc.
































































Legacy
Baudelaire noted of him:
l'un des hommes les plus importants, je ne dirai pas seulement de la caricature, mais encore de l'art moderne. One of the most important men, not only, I would say, in caricature, but also in modern art.
Today, Daumier's works are found in many of the world's leading art museums, including the Louvre, the Metropolitan Museum of Art and the Rijksmuseum.
He is celebrated for a range of works, including a large number of paintings (500) and drawings (1000) some of them depicting the life of Don Quijote, a theme that fascinated him for the last part of his life.
Daumier's 200th birthday was celebrated in 2008 with a number of exhibitions in Asia, America, Australia and Europe. | © Wikipedia



















Honoré Daumier (Marsiglia, 26 febbraio 1808 - Valmondois, 10 febbraio 1879) è stato un pittore, scultore, litografo e caricaturista Francese**. È noto soprattutto per le sue vignette di satira politica realizzate con la tecnica litografica e per i suoi quadri.
  • I primi anni
Honoré-Victorin Daumier nacque il 26 febbraio 1808 a Marsiglia da Jean-Baptiste-Louis, vetraio, restauratore e poeta, e da Cécile-Catherine Philip.
Il padre si trasferì nel 1814 a Parigi, sperando di ottenere successo con la sua opera poetica: il 25 novembre 1815 presentò il suo poema Un matin de printemps al conte d'Artois, che gli favorì l'ingresso negli ambienti letterari e gli procurò la carica di spedizioniere alla Caisse d'Arbitrage, così che, nel 1816, da Marsiglia la famiglia poté raggiungerlo a Parigi.
Tuttavia, e malgrado il discreto successo industriale della tragedia Filippo II, rappresentata nel 1819, le condizioni economiche della famiglia Daumier si mantennero precarie tanto che le continue minacce di sfratto costringevano la famiglia a cambiare frequentemente abitazione, e a dodici anni, nel 1820, Honoré deve mettersi a lavorare come apprendista fattorino e, l'anno dopo, come commesso nella libreria Delaunay. Mostrando inclinazione per il disegno, il pittore Alexandre Lenoir, amico del padre, gli impartì lezioni di pittura e, nel 1823, si iscrisse nella privata Académie Suisse.
Dal 1825 fu apprendista nella litografia Belliard, e iniziò dal 1829 a collaborare con il giornale umoristico «La Silhouette», che uscì dal 1829-1831, impegnandosi subito nella polemica politica anti-monarchica: una delle sue prime litografie fu infatti Le vieux drapeau (La vecchia bandiera), opponendo alla vecchia ma riesumata bandiera borbonica il glorioso tricolore della Repubblica e di Napoleone.
  • La satira politica
Nel luglio 1830 partecipò alla Rivoluzione che abbatté la monarchia di Carlo X e consegnò - dopo vari contrasti - il potere a Filippo d'Orléans, riportando durante gli scontri con l'esercito una ferita da sciabola alla fronte.
Passò a collaborare dalla fine dell'anno al 1835 con il giornale «La Caricature», diretto da Charles Philipon e Gabriel Aubert, dove il 15 dicembre 1831 comparve una caricatura del re Luigi Filippo che, con il nome di Gargantua, divora le risorse del popolo e corrompe i deputati dell'Assemblea Nazionale. Per questo motivo il 23 febbraio 1832 venne processato e condannato a sei mesi di carcere e alla multa di 500 franchi, iniziando a scontare la pena il 31 agosto.
Liberato il 14 febbraio 1833, andò a vivere da solo, e continuò a prendere di mira Luigi Filippo - rappresentato costantemente con il volto a forma di pera - e il governo conservatore e corrotto al potere in Francia, collaborando, oltre che con La Caricature, anche con il giornale «Le Charivari»; cominciò ad affrontare la scultura in terra per lo più non cotta e, poco più tardi, dipinse le prime tele.
Proprio a causa della mancata cottura delle sue sculture, queste si sono per lo più perdute, mentre molte tele, preparate spesso in modo inadeguato, si deteriorarono molto presto, presentando crepe e alterazioni del pigmento.
I provvedimenti contro la libertà di stampa, emanati dal governo il 29 agosto 1835, che soppressero o sottoposero a pesante censura i giornali satirici, lo costrinsero a mutare i temi delle litografie, indirizzandosi a soggetti di costume. Collaborò così all'illustrazione del mensile letterario «La Chronique de Paris», fondato nel 1836 da Balzac**, del quale illustrò successivamente anche alcuni romanzi.
A causa dei molti debiti accumulati, nel 1842 gli furono pignorati i mobili di casa. Il 16 aprile 1846 sposò la sarta Marie-Alexandrine Dassy dalla quale aveva già avuto, il 2 febbraio, un figlio vissuto pochi mesi.
  • I dipinti

Con la caduta della monarchia a seguito della Rivoluzione del febbraio 1848, il governo repubblicano bandì, il 18 marzo, un concorso per un'immagine che rappresentasse la nuova Repubblica.
Daumier fu fra i circa settecento partecipanti, presentando un bozzetto che superò la prima selezione della commissione incaricata di valutare le opere - della quale facevano parte, tra gli altri, Lamartine, Delacroix**, Ingres** e Meissonier - ma il concorso fu annullato dal nuovo governo al potere dopo le sanguinose giornate di giugno.
L'opera, intitolata da Daumier La Repubblica nutre i suoi figli e li istruisce, appare vagamente ispirata alla Carità di Andrea Del Sarto** che si trovava a Parigi, e rappresenta infatti una donna forte, con il tricolore e il berretto frigio repubblicano, che allatta due bambini, mentre un terzo è intento a istruirsi.
In cambio dell'Allegoria della Repubblica, il 19 settembre il governo chiese a Daumier un quadro di soggetto religioso, il cui bozzetto fu completato nel 1849 ma rifiutato dall'Académie des Beaux-Arts incaricata di valutare il tema del dipinto: vi è chi sostiene che l'amico Delacroix** abbia avuto qualche parte nella realizzazione di questo bozzetto.


Opere
Tra il 1830-1835, Daumier realizzò, per la pubblicazione su una rivista, circa 1.000 incisioni su legno e 4.000 litografie, oltre ad alcune decine di sculture, disegni e dipinti, destinati per lo più - in quest'ultimo caso - alla fruizione privata.






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