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Angelo Inganni | Romantic Veduta painter

Angelo Inganni (November 24, 1807 - December 2, 1880) was an Italian painter.
Inganni exhibited views of various Italian cities in national and international exhibitions.
He was born in Brescia.
Angelo Inganni was taught the basics of art by his father Giovanni and his elder brother Francesco, with whom he worked on fresco decorations from when he was young.



Distinguished during his military service as a draughtsman and portraitist, he was noticed by Marshal Radetzky who had him admitted to the Brera Academy of Fine Arts in 1833.
The work he presented regularly at the Brera exhibitions from 1834-1859 constitutes a vast series of urban views of Milan capturing all the details of its architecture and including likenesses of real people.
This new approach to perspective painting proved a great success with the public and critics alike, as shown by a number of prestigious commissions, including from the Austrian emperor in 1839.


It was in the 1850s, above all after his return to Brescia, that he began to produce genre works of Flemish inspiration with new subjects drawn from rural life and telling effects of light.
He frescoed the churches of San Marco and San Carlo in Milan as well as the parish church of Gussago. | © Wikipedia






Angelo Inganni (1807-1880) è stato un pittore Italiano.
Nato a Brescia il 24 novembre 1807, il giovane Angelo Inganni viene avviato alla pittura, insieme al fratello maggiore Francesco, nella bottega del loro padre.
Iniziano così a lavorare a dipinti a soggetto sacro, commissionati al padre e destinati a chiese della campagna bresciana.
Nel 1827 è chiamato alle armi, svolge il servizio nel battaglione Cacciatori a Milano e nei momenti di libertà dipinge vedute con caserme.

Angelo Inganni | Gli amanti, 1876 | Sotheby's

Viene notato dal maresciallo Radetzky che gli chiede un ritratto.
Soddisfatto dell'opera, Radetzky lo dispensa dal servizio militare e procura perché sia iscritto all'Accademia di Brera, dove Angelo Inganni si forma sotto la guida di Giovanni Migliara e di Francesco Hayez.
Espone alle mostre annuali dell'Accademia tele con paesaggi.

Apre un atelier a Milano, in via San Marco ed in breve tempo diviene uno dei vedutisti più noti del XIX secolo.
Le committenze gli arrivano dalla nobiltà e dalla borghesia del Lombardo Veneto, ma anche da Vienna.


I suoi panorami sono realistiche vedute di cittadine lombarde, con belle prospettive e molte figure, soprattutto popolani, rappresentati come macchiette, nelle loro occupazioni quotidiane: questo modo di dipingere la realtà cittadina è in chiara antitesi con il mondo rigido del neoclassicismo e prelude al Romanticismo.
Angelo Inganni possiede occhio attento ai particolari e mano felice e veloce nel dipingere.
Le sue tele sono anche una documentazione visiva della Milano del suo tempo.


Nella sua attenzione alla realtà, sa cogliere anche luminosità notturne, giornate gelide invernali, scenette nella strada.
Nei primi anni quaranta del XIX secolo torna più volte a Brescia ed espone al locale Ateneo.
Soggiorna a Gussago - dove è ospite di Paolo Richiedei - e dipinge tele ispirandosi a scene di vita contadina.


Nel 1845 inizia ad affrescare la Chiesa di San Marco a Milano e più tardi la cupola di San Carlo al Corso a Milano, un lavoro che concluderà nel 1865.
Rimasto vedovo della prima moglie, si trasferisce a Gussago dopo gli anni cinquanta, rinunciando talvolta ad essere presente a mostre milanesi.
Si sposa con una sua allieva, divenuta poi sua amanteː la pittrice francese Amanzia Guérillot.


Dipinge altre scene di vita contadina e vedute notturne.
Nel 1853 prende parte ad un'esposizione a Parigi.
È nuovamente presente a mostre milanesi nel 1874, con sue vedute di Milano e di Brescia.
In una chiesa di Gussago ha così firmato una Deposizioneː "Angelo Inganni detto volgarmente pittore prospettico".
Muore a Gussago nel 1880 mentre sta lavorando ad un dipinto, per un monumento dedicato alle Cinque Giornate.| © Wikipedia

Angelo Inganni | Contadino che accende una candela con un tizzone ardente, 1850 | Gallerie di piazza della Scala