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Édouard Manet | The Railway / La Ferrovia, 1873

With her back to us, a young girl stands looking through a fence. Facing us directly, a woman sits with a small dog in her lap and a book in her hand.
Billowing steam from an unseen train obscures the center background, but the edge of a bridge juts out at right, identifying the setting as Gare Saint-Lazare - Paris’ busiest train station and emblem of the city’s unsettling 19th-century makeover. Beyond depicting the modern city, The Railway disturbingly suggests how people experienced it.
Pinned against a long black iron fence, these fashionably dressed female figures are physically cut off from the railroad beyond and also seem estranged from each other: facing in opposite directions, they are absorbed in their individual activities. Manet offers us no clues to their relationship, even as we viewers seem to interrupt the woman reading.
She looks up at us directly with an expression that is neutral and guarded - the characteristic regard of one stranger encountering another in the modern metropolis.


The Gare Saint–Lazare, in 1873 the largest and busiest train station in Paris, is unseen in this painting.
Advances in industrial technology and train travel, intrinsic to most contemporary depictions of the site, remain in Manet's painting the almost invisible background for a genre depiction of a woman and child.
Confined to a narrow space backed by the black bars of an iron fence and isolated by clouds of steam sent up from a train passing below, Manet's two models are enigmatic presences.
The woman is Victorine Meurent, Manet's favorite model in the 1860s, and the child was the daughter of a fellow painter who allowed Manet to use his garden to create The Railway.
The composition is a complex contrapuntal apposition of the two figures: one clad in a white dress trimmed with a blue bow and the other dressed in dark blue trimmed with white; one with hair bound by a narrow black ribbon and the other with flowing tresses under a black hat; and one a child standing and looking at anonymous trains and buildings in the background and the other a seated adult staring forward to confront viewers directly.
Manet submitted four works to the Paris Salon of 1874. Of the four, only two were accepted, The Railway and a watercolor.
Reviewers were critical of the unfinished appearance of The Railway and that the rail station itself was not well–defined in the picture.
Although Manet never chose to associate himself officially with the impressionist group, this painting’s scene of modern life, as well as its loose, abstract effects, show the influence of the younger artists on his work. | Source: © National Gallery of Art, Washington D.C.

Édouard Manet, Paris 1864 by Nadar

Dandoci le spalle, una ragazza sta guardando attraverso una recinzione. Di fronte a noi, una donna siede con un cagnolino in grembo ed un libro in mano.
Il vapore fluttuante di un treno invisibile oscura lo sfondo centrale, ma il bordo di un ponte si protende sulla destra, identificando l'ambientazione come Gare Saint-Lazare, la stazione ferroviaria più trafficata di Parigi ed emblema dell'inquietante rifacimento della città nel XIX secolo. Oltre a rappresentare la città moderna, "La Ferrovia" suggerisce in modo inquietante come le persone l'hanno vissuta.
Inchiodate ad un lungo recinto di ferro nero, queste figure femminili vestite alla moda sono fisicamente tagliate fuori dalla ferrovia al di là e sembrano anche estraniate l'una dall'altra: rivolte in direzioni opposte, sono assorbite dalle loro attività individuali.
Manet non ci offre indizi sulla loro relazione, anche se noi spettatori sembriamo interrompere la lettura della donna.
Ci guarda direttamente con un'espressione neutra e cauta: lo sguardo caratteristico di uno sconosciuto che incontra un altro nella metropoli moderna.


La Gare Saint–Lazare, nel 1873 la stazione ferroviaria più grande e trafficata di Parigi, non si vede in questo dipinto.
I progressi nella tecnologia industriale e nei viaggi in treno, intrinseci alla maggior parte delle rappresentazioni contemporanee del sito, rimangono nella pittura di Manet lo sfondo quasi invisibile per una rappresentazione di genere di una donna con un bambino.
Confinati in uno spazio angusto sorretto dalle sbarre nere di una recinzione di ferro e isolati da nuvole di vapore provenienti da un treno che passa di sotto, i due modelli di Manet sono presenze enigmatiche.
La donna è Victorine Meurent, la modella preferita di Manet negli anni '60 dell'Ottocento, e la bambina era la figlia di un collega pittore che permise a Manet di usare il suo giardino per creare The Railway.
La composizione è una complessa apposizione contrappuntistica delle due figure: una vestita di un abito bianco bordato da un fiocco azzurro e l'altra vestita di blu scuro bordato di bianco; uno con i capelli legati da uno stretto nastro nero e l'altro con trecce fluenti sotto un cappello nero; ed un bambino in piedi guardando treni ed edifici anonimi sullo sfondo e l'altro un adulto seduto che fissa in avanti per affrontare direttamente gli spettatori. Manet presentò quattro opere al Salon di Parigi del 1874.
Delle quattro, solo due furono accettate, La Ferrovia ed un acquerello.
I revisori sono stati critici nei confronti dell'aspetto incompiuto di "La Ferrovia" e del fatto che la stazione ferroviaria stessa non fosse ben definita nella foto.
Sebbene Manet non abbia mai scelto di associarsi ufficialmente al gruppo impressionista, la scena della vita moderna di questo dipinto, così come i suoi effetti sciolti e astratti, mostrano l'influenza degli artisti più giovani sul suo lavoro. | Fonte: © National Gallery of Art, Washington D.C.

Édouard Manet | The Railway, 1873 | National Gallery of Art, Washington D.C.