13/05/11 Aggiornato il:

Impressionismo, l'arte incompleta ...







Il nome, l'impressionismo, è legato al quadro di Claude Monet 1840-1926, "Impressione: levar del sole" 1872, il quale fu oggetto di molte obiezioni da parte del critico d'arte Louis Leroy.
Claude Monet 1840-1926
Difatti, Leroy nel proprio articolo del 25 aprile 1874, prese in prestito lo stesso titolo di Claude Monet, considerando in modo spregevole l'opera come impressionista, cioè incompleta. In seguito, lo stesso termine divenne la vera bandiera del movimento.
E comunque, tra tante ipotesi e nostre teorie, le più realistiche, che danno il vero significato all'impressionismo, sono i suoi rappresentanti, i grandi che fecero in modo che questo movimenti transitorio, prendesse un posto nella storia dell'arte.
"Resto al sole non tanto per eseguire dei ritratti in piena luce, ma per scaldarmi e per osservare. Così, a forza di vedere l'esterno, ho finito con l'accorgermi solo delle grandi armonie senza più preoccuparmi dei piccoli dettagli che spengono il sole anziché infiammarlo" scriveva Pierre-Auguste Renoir 1841-1919 ironizzando in un altro momento la stessa nascita dell'impressionismo: "Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: Era nato l’impressionismo".
Mentre Claude Monet scriveva: "Sono costretto a continue trasformazioni, perché tutto cresce e rinverdisce. A forza di trasformazioni, io seguo la natura senza poterla afferrare, e poi questo fiume che scende, risale, un giorno verde, poi giallo, oggi pomeriggio asciutto e domani sarà un torrente"..., aggiungendo una circostanza importante: "Ogni colore che noi vediamo nasce dall'influenza del suo vicino..."
L'altro grande dell'impressionismo, Eugene Henry Paul Gauguin 1848-1903, consigliava: "Innanzi tutto, l'emozione! Soltanto dopo la comprensione!", andando più apertamente contro i principi dell'accademismo: "L'arte è un'astrazione: spremetela dalla natura sognando di fronte ad essa e preoccupatevi più della creazione che del risultato..."

Paul Cézanne 1839-1906

Claude Monet 1840-1926

Claude Monet 1840-1926

Georges Seurat 1859-1891 | French Post-Impressionist painter

I covoni di Gauguin 1848-1903

Claude Monet 1840-1926

Pierre-Auguste Renoir 1841-1919

Vincent Van Gogh 1853-1890
Impressionism, a major Art Movement, first in painting and later in music, that developed chiefly in France during the late 19th and early 20th centuries. Impressionist painting comprises the work produced between about 1867-1886 by a group of artists who shared a set of related approaches and techniques. The most conspicuous characteristic of Impressionism in painting was an attempt to accurately and objectively record visual reality in terms of transient effects of light and colour. In music, it was to convey an idea or affect through a wash of sound rather than a strict formal structure.
The first Impressionist exhibition took place from April 15 to May 15, 1874. Led by the French artists Claude Monet, Edgar Degas, Pierre-Auguste Renoir, Camille Pissarro and Berthe Morisot, they called themselves the Anonymous Society of Painters, Sculptors, Engravers, etc.
Artists Participating in the First Impressionist Exhibition, 1874:
Exposition affiche | First Impressionist exhibition, 1874
    Zacharie Astruc
    Antoine-Ferdinand Attendu
    Édouard Béliard
    Eugène Boudin
    Félix Braquemond
    Édouard Brandon
    Pierre-Isidore Bureau
    Adolphe-Félix Cals
    Paul Cézanne
    Gustave Colin
    Louis Debras
    Edgar Degas
    Jean-Baptiste Armand Guillaumin
    Louis LaTouche
    Ludovic-Napoléon Lepic
    Stanislas Lepine
    Jean-Baptiste-Léopold Levert
    Alfred Meyer
    Auguste De Molins
    Claude Monet
    Mademoiselle Berthe Morisot
    Mulot-Durivage
    Joseph DeNittis
    Auguste-Louis-Marie Ottin
    Léon-Auguste Ottin
    Camille Pissarro
    Pierre-Auguste Renoir
    Stanislas-Henri Rouart
    Léopold Robert
    Alfred Sisley
Claude Monet 1840-1926 | Impression Sunrise, 1872
Claude Monet 1840-1926 | Impression Sunrise, 1872

L'Impressionismo è il movimento artistico nato in Francia, a Parigi, nella seconda metà dell'Ottocento, precisamente tra il 1860-1870 e durato fino ai primi anni del Novecento.
È un movimento che deriva direttamente dal realismo, in quanto come questo si interessa soprattutto alla rappresentazione della realtà quotidiana. Ma, rispetto al realismo, non ne condivide l’impegno ideologico o politico: non si occupa dei problemi ma solo dei lati gradevoli della società del tempo.
La vicenda dell’impressionismo è quasi una cometa che attraversa la storia dell’arte, rivoluzionandone completamente soprattutto la tecnica. Dura poco meno di venti anni: al 1880 l’impressionismo può già considerarsi una esperienza chiusa. Esso, tuttavia, lascia una eredità con cui faranno i conti tutte le esperienze pittoriche successive.
La tecnica impressionista nasce dalla scelta di rappresentare solo e soltanto la realtà sensibile. Evita qualsiasi riferimento alla costruzione ideale della realtà, per occuparsi solo dei fenomeni ottici della visione. E per far ciò cerca di riprodurre la sensazione ottica con la maggior fedeltà possibile.
Dal punto di vista della poetica l’Impressionismo sembra indifferente ai soggetti. In realtà, proprio perché può rendere piacevole qualsiasi cosa rappresenti, l’impressionismo divenne lo stile della dolce vita parigina di quegli anni. Non c’è, nell’impressionismo, alcuna romantica evasione verso mondi idilliaci, sia rurali sia mitici; c’è invece una volontà dichiarata di calarsi interamente nella realtà urbana di quegli anni per evidenziarne tutti i lati positivi e piacevoli. Ed anche le rappresentazioni paesaggistiche o rurali portano il segno della bellezza e del progresso della civiltà. Sono paesaggi visti con occhi da cittadini.

I protagonisti dell’impressionismo furono soprattutto pittori Francesi. Tra essi, il più impressionista di tutti, fu Claude Monet. Gli altri grandi protagonisti furono: Auguste Renoir, Alfred Sisley, Camille Pissarro e, seppure con qualche originalità, Edgar Degas. Un posto separato lo occupano, tra la schiera dei pittori definiti impressionisti, Edouard Manet, che fu in realtà il precursore del movimento, e Paul Cézanne, la cui opera è quella che per prima supera l’impressionismo degli inizi.
L’impressionismo non nacque dal nulla. Esperienze fondamentali, per la sua nascita, sono da rintracciarsi nelle esperienze pittoriche della prima metà del secolo: soprattutto nella pittura di Delacroix e dei pittori inglesi Constable e Turner. Tuttavia, la profonda opzione per una pittura legata alla realtà sensibile portò gli impressionisti, e soprattutto il loro precursore Manet, a rimeditare tutta la pittura dei secoli precedenti che hanno esaltato il tonalismo coloristico: dai pittori veneziani del Cinquecento ai fiamminghi del Seicento, alla pittura degli spagnoli Velazquez e Goya.
La grande specificità del linguaggio pittorico impressionista sta soprattutto nell’uso del colore e della luce. Il colore e la luce sono gli elementi principali della visione: l’occhio umano percepisce inizialmente la luce e i colori, dopo di che, attraverso la sua capacità di elaborazione cerebrale distingue le forme e lo spazio in cui sono collocate. La maggior parte della esperienza pittorica occidentale, tranne alcune eccezioni, si è sempre basata sulla rappresentazione delle forme e dello spazio.
Il rinnovamento della tecnica pittorica, iniziata da Manet, parte proprio dalla scelta di rappresentare solo la realtà sensibile. Su questa scelta non poca influenza ebbero le scoperte scientifiche di quegli anni. Il meccanismo della visione umana divenne sempre più chiaro e si capì meglio il procedimento ottico di percezione dei colori e della luce. L’occhio umano ha recettori sensibili soprattutto a tre colori: il rosso, il verde e il blu. La diversa stimolazione di questi tre recettori producono nell’occhio la visione dei diversi colori. Una stimolazione simultanea di tutti e tre i recettori, mediante tre luci pure (rossa, verde e blu), dà la luce bianca. Questo meccanismo è quello che viene definito sintesi additiva.
Il colore che percepiamo dagli oggetti è luce riflessa dagli oggetti stessi. In questo caso, l’oggetto di colore verde non riflette le onde di colore rosso e blu, ma solo quelle corrispondenti al verde. In pratica, l’oggetto, tra tutte le onde che costituiscono lo spettro visibile della luce, ne seleziona solo alcune. I colori che l’artista pone su una tela bianca seguono lo stesso meccanismo: selezionano solo alcune onde da riflette. In pratica, i colori sono dei filtri che non consentono la riflessione degli altri colori. In questo caso, sovrapponendo più colori, si ottiene, successivamente, la progressiva filtratura, e quindi soppressione, di varie colorazioni, fino a giungere al nero. In questo caso si ottiene quella che viene definita sintesi sottrattiva.
I colori posti su una tela agiscono sempre operando una sintesi sottrattiva: più i colori si mischiano e si sovrappongono, meno luce riflette il quadro. L’intento degli impressionisti è proprio evitare al minimo la perdita di luce riflessa, così da dare alle loro tele la stessa intensità visiva che si ottiene da una percezione diretta della realtà.


Vincent Van Gogh 1853-1890

Paul Cézanne 1839-1906

Paul Cézanne 1839-1906

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