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Odilon Redon | Symbolist / Colorist painter

Odilon Redon (born April 20, 1840, Bordeaux, France - died July 6, 1916, Paris) French* Symbolist painter, lithographer and etcher of considerable poetic sensitivity and imagination, whose work developed along two divergent lines.
His prints explore haunted, fantastic, often macabre themes and foreshadowed the Surrealist* and Dadaist movements.
His oils and pastels, chiefly still lifes with flowers, won him the admiration of Henri Matisse* and other painters as an important colourist.










Redon studied under Jean-Léon Gérôme; mastered engraving from Rodolphe Bresdin, who exerted an important influence; and learned lithography under Henri Fantin-Latour. His aesthetic was one of imagination rather than visual perception. His imagination found an intellectual catalyst in his close friend, the Symbolist poet Stéphane Mallarmé. Redon was also associated with the group of Symbolist painters.
Redon produced nearly 200 prints, beginning in 1879 with the lithographs collectively titled In the Dream.
He completed another series (1882) dedicated to Edgar Allan Poe, whose poems had been translated into French with great success by Mallarmé and Charles Baudelaire.
Rather than illustrating Poe, Redon’s lithographs are poems in visual terms, themselves evoking the poet’s world of private torment.
There is an evident link to Goya in Redon’s imagery of winged demons and menacing shapes, and one of his series was the Homage to Goya, 1885.


Odilon Redon | Hommage a Goya, 1885

About the time of the print series The Apocalypse of St. John (1889), Redon began devoting himself to painting and colour drawing-sensitive floral studies, and heads that appear to be dreaming or lost in reverie.
He developed a unique palette of powdery and pungent hues. Though there is a relationship between his work and that of the Impressionist painters, he opposed both Impressionism and Realism as wholly perceptual. | © Encyclopædia Britannica, Inc.



















































































































Jean-Bertrand Redon, meglio conosciuto come Odilon* (Bordeaux, 20 aprile 1840 - Parigi, 6 luglio 1916), è stato un pittore Francese.
Nel 1855 cominciò i suoi studi di disegno, attratto in modo particolare dalle opere di Eugène Delacroix*, e nel 1860 cominciò a esporre al Salon des Amis des Arts di Bordeaux.
Nel 1864 si trasferì a Parigi dove entrò in contatto con Gustave Moreau: fu in questo periodo che Redon si avvicinò alle tematiche simboliste, arrivando alla conclusione che la vera dimensione dell'arte è il sogno, che permette all'artista l'esplorazione di un fantastico mondo interiore.
In contrapposizione al contemporaneo impressionismo, Redon rifiutò, nelle sue prime creazioni, l'uso del colore, privilegiando i disegni e le litografie, che espose al Salon dal 1867 al 1889.
I suoi artisti preferiti -Francisco Goya, Edgar Allan Poe, Charles Baudelaire- e le sue amicizie -Paul Gauguin*, Stéphane Mallarmé, André Gide- collocano Redon nell'ambito di quel simbolismo del quale fu un precursore e uno dei più autentici rappresentanti in campo figurativo.
Nella sua produzione s'intrecciano miti classici e orientali a temi tipici del suo tempo, pieni di ambiguità basata sullo strano, sul bizzarro, sul chimerico e sul grottesco che non mancò di suscitare l'interesse dei surrealisti; ma fu soprattutto l'amicizia col poeta Stéphane Mallarmé che permise a Redon di ampliare ed approfondire in chiave decadente i temi dei suoi dipinti.
Il 1º maggio 1880, a 40 anni, sposa Camille Falte, una creola originaria dell'Ile-Bourbon (in seguito sarà ribattezzata isola di Réunion), alla quale fu estremamente legato, e che lo aiuterà curando i rapporti con la stampa ed i mercanti d'arte. Nel 1886 espose all'ultima mostra degli impressionisti, ormai tale solo di nome.
A partire dal 1889 mise in secondo piano i disegni e le litografie per dedicarsi maggiormente alla pittura, usando gli oli, i pastelli e gli acquerelli, per far scaturire l'irrazionale e il mistero dai più semplici soggetti, spesso da un semplice mazzo di fiori.
Legato a questo tema vi fu la profonda amicizia col botanico Armand Clavaud, che lo indirizzò verso le teorie di Charles Darwin e gli trasmise la passione per i fiori, e col pittore Henri Fantin-Latour*; ma mentre l'approccio di quest'ultimo è fondamentalmente realistico, Redon filtra la realtà attraverso la memoria e l'immaginazione, dando alla sua composizione una valenza evocatrice che va al di là dell'aspetto esteriore dei fiori.
Negli anni successivi Redon ritornò regolarmente su questo tema e a partire dal 1900 inserì le nature morte floreali, da sole o sullo sfondo di altri quadri, in tutte le esposizioni a cui prese parte. Questi dipinti, che testimoniano la sua predilezione per il sogno e la fantasia, furono i primi ad avere una certa popolarità al di fuori degli ambienti delle avanguardie simboliste.
Nel 1889 conobbe il gruppo dei pittori Nabis*: dopo la partenza di Paul Gauguin per la Polinesia, i nabis cercarono il loro nuovo maestro in Redon, considerandolo uno dei precursori del simbolismo. In questi anni partecipò alle mostre del gruppo Les XX a Bruxelles e a numerose esposizioni in Francia e all'estero, tra cui l'importante retrospettiva del 1904 al Salon d'Automne.
Redon morì a Parigi il 6 luglio 1916. | © Wikipedia






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