Pubblicato il 17/01/18 ed aggiornato il

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Giulia Lama | Baroque painter




Giulia Lama (active mainly first half of 18th century) was an Italian painter**, active in Venice. Her dark, tense style contrasted with the dominant pastel colors of the late Baroque era.
  • Biography
Lama was born c. 1681 in the parish of Santa Maria Formosa in Venice. She was trained initially by her father, the painter Agostino Lama. She then studied alongside a childhood friend, Giambattista Piazzetta (1682-1754), the prominent rococo painter of various religious subjects and genre paintings.


Though here was debate as to whether she was a student of Giovanni Battista Piazzetta or a student who painted alongside Piazzetta at the Scuola di Antonio Molinari in Venice. However, records show that they were fellow painters, not teacher and student. As a result of learning together their styles are similar in the sharp contrasts of light and shade. They were known to be good friends, Piazzetta even painted a portrait of his friend in c.1715-20.
Lama was well known for her plain appearance, even Lama herself was well aware of this and played it up in her own self-portraits. A letter written by the Abbé Conti to Madame de Caylus in March 1728 has been very important in determining Lama's background and character. She remarks, "The poor woman is persecuted by painted, but her talent triumphs over her enemies. It is true she is as ugly as she is intelligent, but she speaks with grace and polish, so that one easily pardons her face...
She lives, however, a very retired life." It also reveals that in addition to being a great painter she was gifted in mathematics, a wonderfully skilled poet, a lace maker, and an inventor. It also brings to light the opposition of male artists to the career of a woman and the prejudices regarding physical beauty, this was an issue that also confronted Rosalba Carriera.
Lama was active as a historical painter and poet in Venice from till after 1753. One of her pieces, a Crucifixion altarpiece remain in situ at San Vitale.


She had a successful career in private and public figure painting. Giulia Lama appears to have been the first woman to break the barrier against women studying and drawing the nude figure from life.
Over 200 drawings that were recently discovered clearly show that she indeed studied both male and female nude figures during her training. She had public success in a style that was typically a position held by men, giving rise to opposition from her male counterparts who were not prepared to tolerate such competition.
That she was able to compete at all is amazing because painting human subjects required study of the human figure and particularly the nude figure, and most women of her era did not have access to study nudes.
As a highly trained professional, she was just as capable of painting a sensitive portrait such as, Young Man with a Turban, as she was of carrying out large, original commissions, such as altarpieces, with confidence. It is through the identification of three such altarpieces in a Venetian guidebook of 1733 that Lama's artistic personality began to be reconstructed.
That she was as fully competent as the male artists with whom she competed is demonstrated by the names to which her work has been attributed. Recovery of Lama's oeuvre has required reattribution of works by not only Piazzetta, but also artists such as Federico Bencovich, Domenico Maggiotto, Francesco Capella and Zurbarán, among others. | © Wikipedia






Giulia Elisabetta Lama (Venezia, 1º ottobre 1681 - Venezia, 7 ottobre 1747) è stata una pittrice Italiana**.
  • Biografia e opere
La vita di Giulia Lama è priva di avvenimenti degni di nota e questo ha creato non pochi problemi nella ricostruzione della sua biografia. In aggiunta, criticata per il disegno difettoso e l'esecuzione grossolana, fu poco apprezzata nella seconda metà del Settecento e solo a partire dal Novecento gli storici dell'arte sono tornati ad occuparsi di lei.
Gli studi più importanti sul suo conto si devono a Giuseppe Fiocco, Rodolfo Pallucchini, Ugo Ruggeri e Adriano Mariuz, i quali si impegnarono, inoltre, a ricostruirne il catalogo delle opere (molti lavori risultavano dispersi nel mercato antiquario o attribuiti ad altri quali Johann Liss, Giovanni Battista Piazzetta, Giovan Battista Tiepolo).
Nacque nella parrocchia di Santa Maria Formosa (fu battezzata nella stessa chiesa cinque giorni dopo) dal pittore Agostino e da Valentina Dell'Avese. Non si sposò, né ebbe figli e visse sempre nella casa di famiglia in calle Lunga.
La Lama non dipinse mai per professione: non si iscrisse alla fraglia e si manteneva facendo la ricamatrice.
Secondo Antonio Conti in giovane età avrebbe studiato matematica, il che potrebbe spiegare perché le tracce della sua attività artistica siano piuttosto tardive, quando aveva ormai superato i trent'anni.
In questo primo periodo, tuttavia, risulta già una pittrice con una solida formazione e affermata: la prima opera autografa è il Ritratto del procuratore Pietro Grimani (1719), disegnato da lei e inciso da Andrea Zucchi, ma prima del 1720 doveva aveva concluso il Cristo condotto al Calvario per la chiesa del Cristo Miracoloso di Poveglia, andato perduto.
Negli stessi anni gli venivano commissionati la pala per l'altare maggiore di Santa Maria Formosa (1722-1723), il Cristo incoronato di Spine e il Cristo sulla via del Calvario, conservati presso l'eremo di Monte Rua (chiare influenze piazzettesche), nonché la Decollazione di una santa collocata oggi a Ca' Rezzonico.


La sua piena attività in questo periodo è confermata anche da un ritratto eseguito dal Piazzetta (1715-1720) dove viene rappresentata con gli strumenti del mestiere. Lei stessa, consapevole della sua ascesa nel mondo artistico, nel 1725 realizzava un Autoritratto come pittrice.
Nel 1728, sempre secondo il Conti, stava lavorando ad un grande Ratto di Europa, mentre nel 1733 aveva concluso un Sant'Antonio da Padova nell'atto di ricevere il Bambino per Santa Maria dei Miracoli e un San Teodoro a cavallo e l'imperatore Licinio per la Scuola di San Teodoro.
Tutte queste opere sono andate perdute, mentre rimane nella chiesa di San Vitale una Crocifissione con gli apostoli (1726-1732), considerata uno dei suoi lavori più rappresentativi. Dello stesso filone espressivo sono Giuditta e Oloferne (Gallerie dell'Accademia) e gli Evangelisti di San Marziale.
Poco più tardi (inizio o fine degli anni trenta) venivano concluse la Madonna col Bambino e i Santi Agostino e Francesco da Paola per la chiesa di San Francesco a Sebenico e anche il San Girolamo con l'angelo attualmente nella Galleria Campori di Modena.
Le ultime due opere sono una Gloria di una santa (o, meglio, un'Assunzione) esposta nella chiesa di Santa Maria Assunta di Malamocco, una Giuditta con la testa di Oloferne di una collezione privata, il Saturno che divora il figlio (disperso) e le cosiddette "teste di carattere" (Busto di vecchio con libro, Busto di donna con zendado, Busto di vecchio con rosario, tutte di ubicazione ignota).
Morta per "febre acuta con affetto cutaneo, che degenerò in convulsivo", venne sepolta nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo. Sua erede fu la sorella Cecilia.
Lo stile della Lama è autonomo rispetto agli altri pittori contemporanei, primo fra tutti il Piazzetta che va considerato un collega piuttosto che un maestro. La sua pittura si dimostra infatti molto più essenziale e quasi ruvida, tendente perfino alla deformazione anatomica. Fondamentale è l'uso violento del chiaroscuro.
Ebbe anche una certa fortuna come poetessa: nei Componimenti poetici delle più illustri rimatrici di ogni secolo curati da Luisa Bergalli (1726) compaiono anche tre sonetti e due canzoni della Lama, mentre altri componimenti vennero pubblicati nel 1734 e nel 1740 in due raccolte d'occasione. Si caratterizzano per un certo petrarchismo sul quale, però, si impone la personalità veemente rilevabile nei dipinti. | © Wikipedia



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