22/07/16 Aggiornato il:

Lotta Blokker, 1980 | Figurative sculptor





When Lotta Blokker (Amsterdam 1980) first encountered the work of the french sculptor Auguste Rodin, during a secondary school excursion to the Musée Rodin in Paris, Lotta Blokker felt that her destiny had been determined. "This is it", she thought, looking at Rodin’s works. At the age of nineteen she travelled to Italy to study sculpture at the Florence Academy of Art.
Her talent was obvious and she started teaching even before she had graduated. The programme had a strong focus on learning the technique of sculpting. Observing, interpreting, drawing, modelling: the hand should follow the eye.








The high points of the history of the art of sculpture can be seen in Lotta Blokker’s works: from the Venus of Milo via Donatello’s Mary Magdalene to The Thinker by Auguste Rodin. But she also takes work by the great painters such as Vincent van Gogh, Lucian Freud and Marlene Dumas and translates them into sculptures. What all these examples from art history have in common with Blokker is a powerful and sensitive oeuvre that captivate and enchant the viewing public.
Her work can be found in private collections from Europe to the United States and is regularly featured in international exhibitions. | Ralph Keuning (director of Museum de Fundatie) and Karin van Lieverloo (curator at Museum de Fundatie).



































Lotta Blokker è nata ad Amsterdam nel 1980. A diciannove anni si trasferisce in Italia, dove intraprende un corso triennale di draughtsmanship e scultura presso l'Accademia d'Arte di Firenze.
Blokker trae la sua ispirazione dall'arte dallo scultore francese Auguste Rodin, Camille Claudel e artista tedesco Käthe Kollwitz.
Ha già esposto con notevole successo a Londra, in Germania, a New York ed Utrecht Galerie di Amsterdam.
I suoi padri spirituali sono Donatello, Bernini e Rodin.
Nelle sue opere, dove nulla è trascurato, incide fortemente una rilevanza introspettiva prima che di attrazione, esse tridimensionalizzano il nostro desiderio di armonia nella composizione delle proporzioni non scontate e nella ricerca di gestualità che ci aprono all'incontro con tutte le dimensioni dell'uomo.
L'artista per questo non sceglie modelli compresi nei canoni convenzionali ma quasi sempre persone imperfette che danno carattere inconfondibile all'opera. Personaggi di un'umanità a metà strada fra la vita reale e il sogno. Un aspetto questo che può risultare non facile ad una prima estemporanea lettura ma che puntualmente rivela tutto il fascino racchiuso se rapportato all'inquietitudine dell'autrice, tormentata nell'animo da scelte esistenziali intorno alle sue radici.