Textual description of firstImageUrl

Cristiano Banti | Macchiaioli painter

Cristiano Banti (4 January 1824 - 4 December 1904) was an Italian genre and landscape painter. He was a leading figure in the Macchiaioli movement of Tuscany.
Banti was born into a middle class family in Santa Croce sull'Arno. A scholarship enabled him to study at the Accademia di belle arti di Siena with Francesco Nenci.
At this time, he worked in the Neo-Classical style and produced what is perhaps his best-known work, Galileo Facing the Inquisition.
In 1854, he moved to Florence and became an habitué of the Caffè Michelangiolo, an important meeting place for local artists.
It was here that he had his introduction to the Macchiaioli movement.



His conversion to the movement's aesthetic ideals was such that he sought to have "Galileo" removed from display because he had "dishonored art without knowing it".
After that, he became determined to produce paintings that would capture the natural effect of sunlight, going on many long outdoor excursions with his associates; especially Telemaco Signorini, who had a great influence on him.
In 1861, he went to Paris to study with Constant Troyon and Camille Corot, then settled in Castelfranco di Sopra to continue his nature studies.
Perpetually dissatisfied with his work, he rarely exhibited.
In 1870, he was part of the jury at the "Esposizione Nazionale di Parma" and had a falling out with Signorini.
Five years later he returned to Paris, then went to London in 1879 to familiarize himself with English art.
Divisions between him and the other Macchiaioli became deeper and he was often criticized, so he retired to his family's villa near Castelfiorentino.
Following the death of his wife, he moved to Montemurlo, where he spent most of his time collecting art-often from the Macchiaioli, with whom he had become largely reconciled.


Occasionally, he would even provide them with a place to stay.
Although still shy of public recognition, he accepted an appointment as Professor at the Academy of Fine Arts and served on the commission charged with reorganizing the Uffizi.
In 1887, he was back in London, studying the Old Masters at the National Gallery and making the acquaintance of James McNeill Whistler.
Banti fathered at least eight children, at least one of whom is known to have settled in England.
He died at his villa in Montemurlo in 1904.
Ten years later, his collection was sold at auction and dispersed. | Source: © Wikipedia











Cristiano Banti (Santa Croce sull'Arno, 4 gennaio 1824 - Montemurlo, 4 dicembre 1904) è stato un pittore Italiano figurativo di formazione accademica, esponente di spicco del movimento dei Macchiaioli toscani.
Nato a Santa Croce sull'Arno in provincia di Pisa da famiglia borghese benestante (cronache del tempo lo indicano come probabile figlio della marchesa Maria Ottavia Vettori, di cui la famiglia Banti erano fattori, alla sua formazione accademica neoclassica presso l'Accademia di Belle Arti di Siena come allievo di Francesco Nenci, fa seguire un netto avvicinamento ai modi dei Macchiaioli, con cui entra in contatto dopo il suo trasferimento a Firenze nel 1855, dove frequenta gli artisti del Caffè Michelangiolo.


I suoi primi dipinti di soggetto storico (Galileo davanti al Tribunale dell'Inquisizione del 1857, medaglia d'argento all'Esposizione delle Belle Arti di Firenze, Torquato Tasso e Eleonora d'Este del 1858) sono influenzati dalla pittura di Domenico Morelli e Saverio Altamura.
A fianco dei Macchiaioli, si interessa alla resa della natura dipinta en plein air e degli effetti di luce, sperimentando tra i primi l'utilizzo dello specchio nero (ton gris), tecnica pittorica sperimentata da Gabriel Decamps e Paul Delaroche consistente nel ritrarre la natura osservandola con uno specchio scuro per meglio filtrare i contrasti dei chiaroscuri.


Dipinge prevalentemente quadri di soggetto storico ma soprattutto dipinge per sé stesso: la sua agiata condizione economica gli permette di ospitare nelle ville di Montorsoli e Montemurlo, ereditate dalla marchesa Vettori, artisti amici in difficoltà e di collezionare opere degli amici Telemaco Signorini e Vincenzo Cabianca, con i quali si reca a La Spezia per sperimentarvi la visione macchiaiola, oltre a Giovanni Boldini, Silvestro Lega, Giovanni Fattori, Giuseppe Abbati, Antonio Fontanesi e ad altri oggetti di pregio, quali vasi giapponesi, vetri di Murano.
Con Cabianca si trasferisce a Piantavigne, nelle vicinanze di Castelfranco di Sopra, continuando a ricercare effetti di luce nella rappresentazione di contadine colte in momenti di vita quotidiana e atteggiate ad intima nobiltà.


Nel frattempo, nel 1861, un viaggio a Parigi lo porta a conoscere la scuola di Barbizon, le opere di Corot e di Constant Troyon.
Ad un secondo viaggio a Parigi nel 1875, ne seguiranno altri due a Londra nel 1879 e nel 1887 dove conosce James McNeill Whistler.
La sua collezione, andata dispersa dopo la sua morte, comprendeva anche dei Corot e dei Courbet, frutto delle sue esperienze parigine.
Nel 1870 è membro della giuria dell'Esposizione Nazionale di Parma.
Nel 1884 viene nominato professore all'Accademia di belle arti di Firenze, è parte della Commissione riordinatrice degli Uffizi e fu nominato professore all'Accademia di belle arti di Firenze.


Nel 1904, a ottanta anni d'età, muore a Montemurlo nella villa della moglie Leopolda, che lo ha reso padre di otto figli tra i quali Alaide, mancata sposa di Giovanni Boldini, protetto del padre che la ritrae in molteplici occasioni (1865 Ritratto di Alaide Banti in grigio, 1885 Ritratto di Alaide Banti al caminetto, Ritratto di Alaide Banti al pianoforte, Ritratto di Alaide Banti con l'ombrellino, Ritratto di Alaide Banti sul divano rosso), mentre parte della famiglia viene rappresentata in La Famiglia Banti del 1860 circa.

Un nucleo importante delle sue opere, insieme ad altre di macchiaioli facenti parte della sua antica collezione, è esposto alla Galleria d'arte moderna di Firenze, grazie al lascito di Adriana Banti Ghiglia del 1955.
«Vi fu un tempo in cui scrissi: Esser celebri vuol dire essere mediocri; oggi ripeto volentieri questa sentenza, perché il caso me ne offre l'occasione. [...]. Uno degli artisti italiani veramente primarî e al tempo medesimo uno dei meno noti, è il pittore Cristiano Banti. Il suo nome è tanto lontano dalla celebrità, quanto è lontano dalla mediocrità il suo ingegno» - Adriano Cecioni. | Fonte: © Wikipedia